Cultura e Spettacolo

Freeze vuole Superman. Mr Savethewall ne è certo: serve un eroe per salvare Como

“Como ha bisogno di un superman, di uno special one, di un visionario in possesso di un disegno per la città, in grado di dare una direzione per arte e cultura”.

Le parole, nette e chiare che risuonano come l’invocazione rivolta a un deus ex machina sono di Mr. Savethewall (al secolo Pierpaolo Perretta, autore di tutti gli Artwork di queste pagine che si è autorappresentato come il cattivissimo Freeze), artista comasco di fama internazionale, ex manager d’impresa convertitosi alla street art (o alla post-street art), rappresentato oggi alla celebre galleria Deodato Arte.

L’ascesa inarrestabile di Savethewall lo rende l’interlocutore imprescindibile se intendiamo prendere il polso alla città e farne una diagnosi dello stato di salute artistica. Una riflessione necessaria e urgente, specie quando i sintomi sembrerebbero delineare un quadro clinico non positivo che rischia di allontanare gli artisti nativi, mancando di attirarne di nuovi (Savethewall stesso, come altri colleghi comaschi in città d’arte internazionali, espone a Milano questo mese).

GOTHAM COMO E LE TENEBRE CULTURALI  – LE INTERVISTE E GLI ARTWORK DI MR. SAVETHEWALL

“In generale, si parte dalle proprie origini e poi si prova a sprovincializzarsi. Si tratta di un percorso. Certo, se Como avesse una sua attrattiva non ci sarebbe bisogno di andarsene” spiega Peretta, contestualizzando l’allontanamento degli artisti comaschi e proseguendo ad esporre una propria visione in cui Como potrebbe rivaleggiare fieramente e senza difficoltà con Pietrasanta, cittadina versiliese orma punto di riferimento per il mercato internazionale d’arte e termine di paragone ricorrente per l’artista.

Ma se Como ha così poco da invidiare ad altri centri d’arte, cosa manca per rinvigorirne il fascino nei confronti di artisti natii e forestieri?

“Como è bellissima da moltissimi punti di vista e con un potenziale enorme. E il fatto che Deodato Arte sia arrivato qui lo dimostra – commenta Perretta, riferendosi alla galleria che in centro storico espone le sue opere – ci sono eventi d’eccellenza come StreetScape le cui opere potrebbero rimanere però in città più a lungo. C’è un centro storico stupendo in cui i negozi chiudono e i cui spazi potrebbero ospitare innumerevoli gallerie d’arte che in tanti altri luoghi hanno creato una florida micro economia locale”.


Per Savethewall, la trasformazione della città in un centro d’arte contemporanea non dovrebbe spettare solo ai privati però: è compito delle amministrazioni iniziare trasformazioni che potrebbero portare enormi benefici a tutta la comunità.

“Servono i soldi, servono sovvenzioni, serve sostenere chi fa arte e le iniziative già esistenti – spiega l’artista – la gente va in Palestina, a Londra per vedere le opere di Banksy. A Como abbiamo tutte le potenzialità per attrarre questo turismo d’arte. Manca però l’ampio respiro che può essere dato solo da qualcuno di speciale”.

E’ impossibile non chiedere se l’attuale amministrazione abbia i numeri, il quid, lo swing, il supereroe in grado di catalizzare la trasformazione della città. Volessimo variare leggermente la celebre frase de il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, “Batman è l’eroe che Gotham City si merita ma non quello di cui ha bisogno” rivolgiamo una domanda precisa a Perretta: chi è l’eroe che ci meritiamo e di cui abbiamo bisogno?


La risposta all’enigma potrebbe venire dal passato, secondo Savethewall: “Chiediamoci: questa amministrazione ha il suo superman? No. Quella precedente aveva il suo special one? Nemmeno. Quella prima ancora? Forse”. Un rebus che Savethewall lascia volutamente irrisolto ma che non suggerisce altri se non Sergio Gaddi, assessore alla Cultura dell’amministrazione Bruni e padre delle grandi mostre a Villa Olmo.

Insomma, serve qualcuno con una visione d’insieme, in grado di cogliere i punti di forza della città, le sue potenzialità e capitalizzarne il valore, secondo Perretta.

“Quando ero manager avevo a cuore la crescita della mia azienda – conclude – e quando ideavo dei piani di crescita sapevo di aver bisogno di un ottimo esecutore per poter finalizzare e concretizzare. Altrimenti si rimane con cassetti pieni di idee non realizzate. Si faccia un investimento e si trovi un visionario in grado di finalizzare un progetto artistico per la città”.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

GOTHAM COMO E LE TENEBRE CULTURALI  – LE INTERVISTE E GLI ARTWORK DI MR. SAVETHEWALL

  1. Luisa Corti

    Beh, votiamo noi chi ci governa…

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