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GALLERY Migranti, una narrazione corale per una storia collettiva: esce “Confine”

Una narrazione corale per una storia collettiva. I migranti e Como, una cronaca che parte dall’estate 2016 quando centinaia di stranieri affollarono – nell’attesa vana di raggiungere la Svizzera – la stazione di San Giovanni. La vicenda è nota e racconta mesi di emergenza e di tragedia umana, di tensione politica e sociale e, quindi, la nascita del Centro Ministeriale di Accoglienza in via Regina.

Obiettivi e penne dei giornalisti di tutto il Paese puntarono sul Lario poi, come spesso accade, a cronaca si avvicenda cronaca e il caso comasco venne dimenticato.
Per questo oggi diventa ancora più prezioso “Confine” un lavoro, un libro dato alle stampe da Philip di Salvo, Mattia Vacca, Emanuele Amighetti e Giovanni Egeo Marchi. “E’ una raccolta – spiegano gli autori – di immagini scattate durante l’emergenza e che raccontano come, in pochi giorni, uno dei luoghi di ingresso di Como sia diventato un campo profughi, portando la crisi dei migranti sul confine italo-svizzero”.

Uno studio attento, delicato, analitico che supera il confine ideologico del mero – e strumentalizzante, ovunque lo si guardi – dibattito politico. Un’attenta osservazione dei fatti, dove l’incastonamento dell’individuo in parole come “migrante”, “clandestino” o “profugo” viene superato dal profilmico (profotografico, se si passa la stortura): cioè da ciò che si pone davanti all’obiettivo.

Il rapporto con il racconto (visivo e testuale), dunque, è genuinamente squilibrato in favore della realtà. E’ chiaro, non può (non dovrebbe) essere altrimenti per giornalisti e fotogiornalisti. Così la capacità narrativa di un libro come questo è tanto potente da balzare il confine – appunto – della fotografia, del racconto e anche dei soggetti impressi: insomma, riesce a mostrare il non visibile, quello che non c’è, quello che sta intorno e dietro.

E i fatti diventano totali. Mostrati con precisione, delicatezza e soprattutto con rispetto. Le anime di donne, uomini e bambini perno di una vicenda umana diventano – come le firme del libro – mutamento d’insieme e di tutti. Da cui nessuno può, o deve, scansarsi.

Il libro

Confine è anche composto da una selezione di articoli giornalistici pubblicati nelle settimane della crisi. Il libro riporta gli eventi del 2016 e la reazione della città di Como, costretta ad affrontare il suo status di città di confine, troppo a lungo dimenticato. Le fotografie incluse nel libro sono state pubblicate originariamente da diverse testate internazionali. Gli scatti di Mattia Vacca sono stati dati alle stampe da Die Zeit (Germania), Corriere della Sera, La Stampa e Open Migration (Italia). Il suo lavoro da Como ha vinto il Premio Vergani come miglior webdoc del 2016. Le immagini di Emanuele Amighetti sono state pubblicate da Politico Europe (Belgio), Open Migration e The Towner (Italia). Il suo lavoro su Como ha anche vinto un Award of Excellence della
Society for News Design Competition. Oltre a contenuti originali, il libro contiene anche articoli pubblicati da The Towner e Open Migration (Italia).
Il libro è in lingua inglese e contiene anche traduzioni in italiano. Il progetto Confine è stato realizzato grazie a una campagna crowdfunding su Kickstarter che si è tenuta tra luglio e settembre 2017. 282 persone hanno donato 9mila euro utilizzati per la realizzazione del volume. Una parte dei soldi raccolti con la campagna sono stati donati in beneficienza a un’associazione che si occupa di accoglienza ai migranti sul territorio di Como.

La prima tiratura del libro, edito da Delicious Editions, è di 600 copie.

Le prime 280 copie, acquistate tramite crowdfunding, sono state spedite ai finanziatori. Le restanti sono in distribuzione (in Feltrinelli ce ne saranno acquistabili). Il libro è anche disponibile sul sito di Delicious Editions.

La presentazione è in programma venerdì, 23 febbraio alla Feltrinelli di Como

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