Cultura e Spettacolo

Musa del mondo. Clamoroso colpaccio dell’artista comasco: museo tutto suo in Cina

Lo studio di un artista, di solito, racconta moltissimo di lui. Odori, colori, disordine (o ordine), opere ovunque. E lo studio di Fabrizio Musa (un po’ laboratorio, un po’ showroom e un po’ seconda casa) non fa eccezione. Un computer (che è un secondo pennello) quasi nascosto, un tavolo pieno di colori e poi quadri in ogni angolo, enormi o piccolissimi, suoi o di altri, ognuno con una storia da raccontare.

Musa nel suo studio di Como (Fotoservizio e copertina: Carlo Pozzoni)

Insomma, lo studio di Fabrizio Musa parla, eccome. E’ Fabrizio Musa che non parla, però (o forse no).
A maggio il tuo nome era comparso tra i primi 100 migliori giovani artisti italiani secondo la lista annuale stilata da Patrimoni. Un momento d’oro.

Hai qualche nuovo progetto in cantiere?
Si, ne ho ben 4.

Racconta
Non posso. Vuoi ti faccia visitare il mio studio?

Opera di Musa

Non cambiare discorso. Neanche una piccola anticipazione?
Posso solo dirti che l’8 marzo inaugurerò una personale a New York dedicata alle donne con una quarantina di ritratti che arrivano da un locale che anni fa era stato allestito con le mie opere. Ora è stato ceduto e il proprietario, che è anche un importante collezionista, ha deciso di organizzare questo evento esponendo i miei quadri.

E poi?
Lavorerò a breve a due grandi opere in due quartieri nuovi di Milano e un wall paint a Como. Ma non posso dire di più.

Opera di Musa

Rimane il quarto progetto
Una sorta di mega personale permanente in Cina, ma non posso aggiungere altro.

Sicuro?
Sicuro. Anzi no, dai. Ti racconto (che, detta così, sembra sia stato facile. In realtà ci ha pensato due giorni consultandosi con chissà chi – questo è rimasto top secret – prima di sciogliere il voto di segretezza, tanto da farci riscrivere l’articolo. Ndr).

Sono curiosa.
Tra poco più di un anno in Cina, nella città di Wei Fang, verrà inaugurato un enorme centro dedicato al calcio. Ci saranno uno stadio, diversi campi da gioco, ma anche un ospedale e un albergo. E ci sarà un museo interamente dedicato a questo sport.

Esporrai lì una tua opera?
No. L’intero museo sarà dedicato ai miei lavori.

l’artista Fabrizio Musa ph. Carlo Pozzoni

Aspetta, avrai un museo tutto tuo in Cina?
Più o meno. Ci saranno diverse sale dedicate a vari temi legati al calcio. E ogni sala sarà allestita con mie opere inedite che rimarranno esposte lì in maniera permanente. Una quarantina circa.

Ma ti sei mai occupato di calcio nei tuoi quadri?
Solo una volta, esponendo negli spazi di Casa Italia durante i Mondiali in Sudafrica del 2010. In Cina cercavano un artista in grado di occuparsi di questo tema specifico e un intermediario italiano ha fatto il mio nome.

Ti è stato chiesto anche un parere sull’edificio che ospiterà il museo?
Sarà un edificio costruito appositamente per questo scopo e mi hanno chiesto di dare qualche indicazione che, fortunatamente, è stata rispettata.

Visto che non te ne intendi di calcio, come farai a scegliere i soggetti per i dipinti?
La FGC mi fornirà delle immagini tra cui scegliere. Dovrei cavarmela (ride).

Quindi sei in partenza per la Cina?
Entro metà febbraio andrò a fare un sopralluogo (questo articolo è uscito su ComoZero settimanale del 25 gennaio). Poi ho New York, Milano e ancora Como. Le radici sono qui, dopotutto.

L’articolo che avete appena letto è stato pubblicato su ComoZero settimanale, in distribuzione ogni venerdì e sabato in tutta la città: qui la mappa dei totem.

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