Attualità

Museo Giovio, soffitti a pezzi. Il Comune (in un silenzio tombale) ha chiuso due sale

Con in agenda la prossima inaugurazione del nuovo allestimento della sezione Romana e la, non troppo segreta, speranza che un domani il “tesoro in monete” del Cressoni (qui le foto) possa essere ospitato all’interno della struttura, tutto ci si aspetterebbe dal Museo Archeologico tranne la chiusura di alcune sale.

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E invece, dalla settimana scorsa, senza alcuna comunicazione ufficiale (leggi: il non comprensibile e certo non giustificabile silenzio del Comune che nemmeno ha diffuso una nota informativa), due sale della sezione dedicata alla Preistoria (la Sala dell’Eta del Bronzo e quella dedicata alla cultura di Golasecca in cui è esposta, tra gli altri reperti, la spada di Prato Pagano) sono transennate e completamente chiuse al pubblico.

Le ragioni? I beninformati – ma bene informati – raccontano in modo estremamente circostanziato “di un problema di infiltrazioni e stabilità della soletta che già da tempo appariva imbarcata in alcuni punti ed era già stata parzialmente inagibile”.

A questo si aggiungono le infiltrazioni dal tetto in alcune sale della sezione Romana che stanno danneggiando anche una parete affrescata di Palazzo Olginati.

Da anni inoltre sono inagibili, sempre per le medesime ragioni di infiltrazioni e danni alla soletta, anche alcuni uffici del secondo piano.

Con il percorso espositivo tagliato a metà, che significa perdere il filo logico (e cronologico) della visita, e l’incertezza sulla data di riapertura delle sale, il Museo Giovio va quindi a fare tristemente compagnia al più noto dei “malati” tra i musei comaschi, il Tempio Voltiano che aspetta da quattro anni il restauro e la riapertura della loggia dopo il crollo di una parte del controsoffitto.

  1. ol Tivan - il vento del LAgo di Como

    perché tutta sta meraviglia ? abbiamo una Giunta ? quale lavoro hanno portato a termine ? o anche qui tra qualche giorno il Sindaco chiederà scusa ?

  2. riccardo

    ma la manutenzione e la gestione del Museo a chi spetta? a quale ufficio? sembra impossibile che si lasci andare alla malora il patrimonio storico della città

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