Economia

32 lavoratori accettano il licenziamento: chiusa la ‘Fase 1’ in Canepa. Ora arriva il difficile

E’ tutt’altro che concluso il percorso avviato il 22 luglio scorso con l’intesa tra azienda e sindacati. Oggi però il primo fondamentale giro di boa.

Si parla della Canepa di San Fermo, al centro di una lunghissima (e drammatica) cronaca iniziata nel dicembre 2018 e sbloccata con il ritorno di Michele Canepa.

Dopo mesi di assoluta incertezza il rientro dello storico decano ha fatto in modo che le cose cominciato a assestarsi. Ma, si è detto, la strada è ancora lunga e non tutto è scontato.

Canepa, ipotesi salvezza: part-time per evitare i 53 licenziamenti. Ok dell’azienda, adesso decidono i lavoratori 

Oggi il primo passaggio. Cgil-Cisl-Uil e vertici aziendali si sono confrontati sui 53 licenziamenti (105 inizialmente, poi 63, infine scesi di altri dieci lavoratori) previsti all’interno del piano di rilancio.

Dalla sottoscrizione dell’accordo sono state 32 (forse oltre le previsioni) le persone che hanno scelto di non impugnare il licenziamento (quindi di non opporsi) e che dunque, tramite incentivi conciliati, lasceranno l’azienda di San Fermo.

Restano aperte le posizioni di 21 lavoratori. Così adesso la situazione si fa difficile.

I sindacati nelle prossime settimane (ci sono sei mesi di tempo dal giorno dell’intesa per risolvere la questione esuberi) dovranno verificare la possibilità di ricollocamento dei dipendenti nella stessa azienda all’interno di funzioni e competenze simili.

Poi proveranno a capire se sia percorribile l’ipotesi del part-time condiviso (una sorta di lavorare meno lavorare tutti, che spieghiamo nel dettaglio qui).

Resta inoltre, in caso di un 2020 economicamente più florido, la possibilità che i dipendenti usciti vengano richiamati in forza.

In assenza di ammortizzatori, in sede di accordo, era stato dilatato il periodo per intimare i licenziamenti da 4 a 6 mesi inoltre era stato allungato anche il periodo delle riassunzioni.

La Legge dice che in caso di posizioni aperte, a parità di figura, un’azienda uscita dalla crisi debba richiamare in primis il lavoratore licenziato nei 6 mesi precedenti. Nel caso di Canepa i sindacati hanno ottenuto l’estensione di questo periodo a 10.

CANEPA, TUTTO IL RACCONTO

Momento fondamentale sarà poi l’udienza dei creditori il prossimo 19 novembre, altro passaggio per testare il polso allo stato di salute dell’azienda.

Come vanno dunque le cose? I sindacati parlano di accordo utile, che dimostra di essere utile. Sottolineano una relazione seria e reciprocamente leale con la dirigenza di San Fermo.

Certo, ambo le parti, non è ancora il tempo per parlare di soddisfazione. Le premesse comunque, pur nell’oggettivo e non discutibile dramma di molti che in un modo o nell’altro perdono il lavoro, ci sono.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata