Economia

Birrificio di Camerlata, dopo 15 anni Orsenigo ha venduto: “Cedo a un gruppo solido e serissimo”

E’ senza dubbio una storia di successi continui e di rara lungimiranza quella di Simone Orsenigo.

Nel 2004, 25 anni ancora da compiere, guarda il padre Gabriele tagliare il nastro del birrificio di Camerlata, era il primo di luglio.

Una scommessa assoluta, aprire un grande locale, costruire un’identità, offrire qualità e, non bastasse, produrre birra quando ancora l’ossessione generale per le artigianali-crude-nonfiltrate-ipa-apa-bock-lambic-etc non era costume di massa.

In effetti i successivi 15 anni hanno dato ragione al padre prima e al ragazzo poi. Hanno visto lungo, lunghissimo.

Allora perché venerdi scorso ha firmato il rogito e ceduto tutto? “Perché ho quasi quarant’anni, gli ultimi due sono stati i migliori della storia del Birrificio. Come dire? Sono arrivato in vetta, più di così non potevo farlo crescere. E poi bisogna cedere quando le cose vanno bene e quando si ha la garanzia di un passaggio a persone capaci che tutelino la storia e l’azienda”.

Così gli oltre mille posti a sedere e un fatturato da oltre 5 milioni e mezzo di euro l’anno sono passati di mano. Ad acquisire le quote di Orsenigo il gruppo Ethos, guidato dai fratelli Antonio e Beppe Scotti (sette ristoranti tra Milano e Brianza).

“Si tratta di persone estremamente affidabili, manterranno il birrificio così come lo conoscono i nostri clienti, non è una catena che smonta l’insegna e stravolge tutto. La vendita è stata fatta nel segno della continuità, con loro poi il locale potrà solo migliorare e crescere”. Garanzie ampie per il personale “tutti i posti di lavoro sono garantiti e sicuri” e passaggio di consegne anche per la produzione di birra: “La fabbrica crescerà, i nuovi proprietari la faranno diventare il riferimento di tutto il gruppo Ethos”.

Nei giorni scorsi, l’amministratore delegato del Gruppo, Beppe Scotti, intervistato da Italiaatavola.net ha sottolineato “l’incredibile lavoro svolto dalla famiglia Orsenigo” in questi 15 anni. Come detto il nome del Birrificio non sarà cambiato da Ethos fanno sapere che Gruppo lavorerà gradualmente per estendere al Birrificio i propri standard di lavoro e i propri valori aziendali.

Quali? Si legge sul sito di Ethos: “Come azienda ristorativa responsabile nei confronti dei propri clienti dell’offerta alimentare, Gruppo Ethos ha inoltre deciso di dotarsi di Responsabilità Sociale d’Impresa: una serie di impegni precisi finalizzati a contribuire allo sviluppo sostenibile della società e declinati su numerosi piani. Dall’inserimento nel menù di piatti freschi, integrali, bilanciati e biologici, alla diffusione della cultura della sana alimentazione attraverso cene conferenze, dal progetto di educazione alimentare che ogni anno coinvolge migliaia di studenti, fino alle azioni di charity rivolte al territorio e alla salvaguardia dell’ambiente”.

“Per noi è un onore prendere in mano le redini di un locale così storico per la città di Como – ha detto ancora Scotti – l’operazione è di grande rilevanza per la crescita di Gruppo Ethos e sarà una sfida importante per i collaboratori, che avranno l’opportunità di applicare e integrare il proprio know-how, partendo da un ottimo punto di partenza”.

E ora, quale futuro per Simone Orsenigo? “Ho molti progetti ma devo ancora svilupparli. Ne parliamo poi”.

 

  1. Giò

    Speriamo non vada come sempre che verrà stravolto tutto e a rimetterci saranno i clienti.

  2. andrea

    Beh, sarà che dalla Germania le cose si vedono un po’ diverse, ma credo che forse il signor orsenigo dovrebbe dire grazie al Comune che gli ha tolto un rudere di fronte e gli ha messo una piazza e aperto un cinema …

    • Marcello

      Se fosse stato per il comune adesso li ci sarebbe un rudere ancora più decrepito. Il merito di ciò che è stato fatto, come nella stragrande maggioranza dei casi in Italia, è delle aziende private.

    • giorgio

      Risistemare un’area, una piazza non può che essere di beneficio a chi lì ci abita o ci lavora.

      In effetti non sembra essere casuale che gli ultimi due siano stati gli anni migliori di sempre.

  3. l'altroandrea

    @Marcello Genio. Perché un giorno Caprotti si è alzato e ha detto ^ok dai che spendiamo qualche milione di euro in più per fare un piazza^ senza che nessuno glielo dicesse

    • Marcello

      Cosa c’entra? Quella zona è stata riqualificata, a quanto ne so, a spese dell’ Esselunga. Ovviamente col benestare e conseguenti introiti del comune di Como.
      Ma sono decenni che in questa città le giunte non prendono decisioni o creano qualcosa di veramente apprezzabile. Solo disastri.
      Ma magari mi sbaglio

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