Economia

Canepa, domani il D-Day: scade il termine per il Piano Industriale. Lavoratori in attesa

Sei mesi pieni, il massimo tempo concesso. Tanto ci è voluto perché la Canepa di San Fermo arrivasse a chiudere il piano industriale che ne dovrebbe scongiurare il fallimento. Domani 7 giugno è il giorno più importante di tutta la storia dell’azienda.

Come noto, lo scorso 10 dicembre Canepa (all’epoca gestita da Dea Capital) ha presentato in Tribunale quella che tecnicamente si chiama “prenotativa di concordato in bianco”.

Di fatto il passaggio ha consentito di godere immediatamente degli effetti derivanti dall’apertura della procedura concordataria.

Si è trattato tratta di un percorso partito con una domanda tecnicamente incompleta. Inoltrati i documenti, il tribunale ha assegnato un giudice. Il magistrato poi ha fissato il termine entro il quale l’azienda deve depositare il Piano concordatario: 120 giorni massimo prorogabili di altri 60. 6 mesi in tutto. Che scadono esattamente domani, 7 giugno, o si consegna o fallimento.

Ph: Carlo Pozzoni

Secondo quanto abbiamo potuto verificare il piano, blindatissimo, c’è. E non potrebbe essere diversamente dopo il ritorno in azienda del decano, Michele Canepa, uscito dal gruppo negli anni ’90 e rientrato lo scorso 8 aprile.

CANEPA: QUI TUTTA LA CRONISTORIA

E’ con grande emozione che rientro nel Gruppo Canepa dopo questi anni – aveva spiegato non senza commozione – è vero, ho proseguito attraverso Taroni la tradizione di tessitura della famiglia ma, tornare oggi per rilanciare il lavoro di Canepa, azienda che mio padre e mia madre hanno avviato nel 1967 e che poi dal 1968 ha visto partecipi anche me e mia sorella Elisabetta, è assolutamente straordinario”.

“Ho sentito il dovere di fare questo passo – aveva poi aggiunto – per cercare di tutelare il lavoro di tanti collaboratori, molti dei quali avevo assunto prima di lasciare l’azienda. Taroni e Canepa sono oggi due società tra loro complementari, con una grande competenza progettuale, una spiccata creatività e un archivio storico prezioso. Con Maurizio Ceriani, che è stato mio manager in una delle aziende prima di lasciare il Gruppo Canepa, vogliamo lavorare per riportare il gruppo al prestigio degli anni passati, rafforzando l’offerta di prodotti di alta qualità”.

La consegna del piano è essenziale, letteralmente vitale ma certo è solo il primo di molti passaggi che portino quel “prestigio” di cui parla Michele Canepa.

Nelle prossime ore nuovi aggiornamenti.

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