Economia

Chiusi fuori dall’azienda, senza stipendi né disoccupazione: incubo del lavoro a Rovellasca

E’ una storia dai tratti surreale, e certamente anche drammatici, quella che svela oggi la Filca Cisl. Accade, o meglio è accaduto a Rovellaca, lo scorso mercoledì 31 gennaio, quando gli otto dipendenti della New Economy Italia Srls si sono recati al lavoro come tutti i giorni alle 8.00.
“Verso le 8.30 però l’amministratore della società ha chiesto ai lavoratori di lasciare i locali dell’azienda senza dare spiegazioni – raccontano dal sindacato – Ha dato loro appuntamento nel primo pomeriggio ma da allora non si è più fatto rintracciare. I lavoratori, che non prendono lo stipendio da dicembre, sono in una situazione di incertezza totale: non sono stati licenziati e non possono accedere alla disoccupazione ma non possono nemmeno andare a lavorare dato che l’azienda è chiusa”.
Il 22 febbraio scorso agli stessi lavoratori non è rimasto altro che recarsi presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Como-Lecco per denunciare l’accaduto e da allora è partito l’intervento degli ispettori. Anche se per ora non ci sono stati sviluppi.

“La New Economy Italia Srls ha acquisito la storica azienda di imbottiti rovellaschese Silvio Molteni Srl – dicono ancora dalla Filca Cisl – la cui attività proseguiva ininterrotta da circa 30 anni. Da subito si è verificata da parte della nuova società una certa difficoltà nel pagamento degli stipendi dei dipendenti, la difficoltà si è presto trasformata in sospensione totale delle retribuzioni ed infine c’è stata una fuga senza giustificazioni da parte dell’amministratore unico tuttora irrintracciabile”.
La Filca Cisl assieme all’Ufficio Vertenze della Cisl dei Laghi si è attivata per fare le dimissioni per giusta causa ai dipendenti e riuscire a recuperare le mensilità arretrate, il TFR maturato e gli altri crediti residui.
“E’ incomprensibile per quale motivo la New Economy abbia acquisito la Silvio Molteni per poi cessare l’attività lavorativa pochi mesi dopo, tanto più che l’azienda stava addirittura incrementando gli ordinativi. L’unica speranza che hanno oggi gli ex lavoratori è che l’azienda fallisca velocemente per poter recuperare i soldi arretrati”.

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