Economia

Crisi Canepa, Currò (M5S): “Ci sono 21 offerte sul piatto. Valutazione entro febbraio”

Dopo il supervertice ministeriale di questo pomeriggio sullo stato di Crisi della Canepa (di cui diamo ampiamente conto qui) interviene il deputato comasco del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Currò, con elementi decisamente nuovi rispetto a quanto emerso immediatamente dopo il summit.

Sono ben 21 le offerte sul piatto dell’azienda di San Fermo, spiega Currò, “da parte di società del settore e fondi di investimento”. Proprio a proposito dei fondi oggi il vicecapo di Gabinetto del Mise Giorgio Sorial ha dato un segnale preciso. Un fondo di investimento ha preso Canepa per rilanciarla – è stato il ragionamento – poi dopo pochi mesi ha presentato richiesta per il concodato in bianco. Un richiamo alla prudenza, in sostanza: bisogna stare attenti.

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Nei giorni scorsi, come anticipato su queste pagine, dal Fondo DeACapital hanno fatto intendere di essere in cerca di un partner industriale, cosa ben diversa dalla cessione (o dall’ingresso) di un Fondo, si tratterebbe infatti di un socio operativo.

Riportiamo per intero quanto ha fatto sapere il deputato comasco subito dopo aver partecipato alla riunione:

Nel corso dell’incontro l’azienda, controllata dal Fondo DeA Capital Alternative Funds Sgr, ha informato che procede la ricerca di un nuovo partner industriale per rilanciare l’azienda. Finora sono pervenute 21 manifestazioni d’interesse da parte di società del settore e fondi di investimento. Entro gennaio verranno valutate le offerte non vincolanti ed entro febbraio quelle vincolanti.
La fase in corso è davvero importante e delicata. Occorre porre attenzione al piano industriale di rilancio dell’azionista che subentrerà. È necessario che il piano industriale illustri con chiarezza come riposizionare una azienda come Canepa nel mercato tessile salvaguardando tutti gli stabilimenti.” dichiara Il deputato Giovanni Currò. “Il Mise si è reso disponibile a mettere in campo tutti gli strumenti propedeutici al processo di rilancio, è la dimostrazione che il Ministero guidato da Luigi Di Maio affronta concretamente la crisi e non si tira indietro nel coaudiuvare il rilancio del manifatturiero con lo scopo di salvaguardare il valore storico del nostro Made in Italy.

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