Economia

Maxi aumento dei compensi a Como Acqua. Danilo Bianchi: “I fatti e le mie ragioni”

Dalla cima al fondo dell’articolo pubblicato il 30 gennaio scorso con il titolo “Como Acqua: maxi aumento dei compensi al cda. Blitz (sventato) del sindaco di Magreglio”, ci chiedevamo una cosa su tutte: che cosa ha spinto il sindaco di Magreglio Danilo Bianchi, nell’ultima assemblea dei soci di Como Acqua, a chiedere d’improvviso di valutare il notevolissimo incremento dei compensi per il cda della società, cogliendo di fatto di sorpresa (e non senza qualche moto di stizza) l’intera platea radunata a Villa Gallia?

Perché, senza che nemmeno il tema fosse regolarmente iscritto all’ordine del giorno dell’assemblea, il primo cittadino di area Forza Italia ha imposto una breve quanto accalorata discussione (terminata con un rinvio della questione) sull’aumento dell’emolumento per il presidente Enrico Pezzoli (foto sotto) da 15mila euro a 72mila e per gli altri due consiglieri da 7.500 a 36mila?

Ebbene, nessuno meglio dello stesso Danilo Bianchi poteva rispondere. E infatti, il sindaco di Magreglio lo ha fatto con una lunga, articolata serie di spiegazioni e precisazioni che volentieri pubblichiamo integralmente di seguito.

Amici di Como Zero,

ho letto il Vostro articolo sul mio intervento nell’ultima assemblea di Como Acqua, visto che non ho potuto replicare, mi preme precisare alcuni punti:

Maxi aumento dei compensi
Le società che sono confluite in Como Acqua e quelle che a breve vi confluiranno, elargivano compensi ai vari CDA per un valore totale pari a circa 500.000 euro da qui si evince che la cifra proposta di 144.000 euro (lordi) consente un risparmio del 72%.

Chi mi ha spinto a farlo?
Nessuno, solo l’impegno preso nei confronti di un CDA che dovrà gestire una società che raggruppa tutti i Comuni della Provincia di Como più 12 società che hanno subito un processo di fusione con 150 dipendenti e tutte le responsabilità civili ma soprattutto penali legate all’attività oltre al lavoro svolto.

Lanciato in solitaria?
Vero, ma supportato da una votazione in assemblea avvenuta a Luglio 2018 infatti al punto 3 del verbale, l’assemblea votando all’unanimità (solo due astenuti) aveva preso un impegno chiaro: “lasciare immutati i compensi fino al processo di fusione” per dovere di cronaca il processo di fusione è avvenuto nel mese di dicembre 2018.

Il consigliere Livio (nominato dai Dem) e altri Sindaci hanno espresso perplessità sugli investimenti concentrati tutti nell’Erbese, gli stessi erano già stati approvati dall’Ato e dalle assemblee dei soci, il precedente CDA composto anche dal Dott. Livio non poteva non saperlo e alcuni Sindaci che hanno mostrato perplessità avevano votato quel CDA.

Nessuna forzatura, l’assemblea ha il mio pieno rispetto ed è sovrana, infatti una volta espresse le perplessità dell’operazione e aver preso l’impegno a rimandare l’aumento dei compensi con un punto all’odg della prossima assemblea, ho serenamente accantonato la proposta.

Grazie anticipatamente per l’eventuale spazio che vorrete concedermi, buona serata e buon lavoro.

  1. l’armando

    Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli.
    Il CDA pro tempore, dovrà ogni giorno, spiegare ai fruitori del servizio idrico che gli aumenti indicati nelle fatture, è frutto di una media ragionata, condivisa da un’algoritmo sviluppato nell’area brianzol-erbese.

  2. Sergio

    L’adeguamento delle pensioni al costa della vita viene bloccato ma l’indecenza di alcuni ad attribuirsi certi compensi non cambierà mai. Invece d’attribuire questi compensi sarebbe meglio migliorare il servizio.

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