Economia

Como, oggi al via i saldi estivi: circa 230 euro la spesa media delle famiglie

Al via oggi anche a Como e provincia i saldi estivi che riguardano tutta la Regione Lombardia. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media, per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo, poco meno di 230 euro per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi di euro.

Dopo una stagione primavera/estate non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi c’è attesa per questi saldi estivi – commenta Il Presidente di Federazione Moda Italia Marco CassinaLa situazione economica non sembra aver dato molto ossigeno alle famiglie, a questo si aggiunge una giungla commerciale in cui è molto difficile distinguere ciò che è prodotto con qualità ed etica da fast fashion in cui l’unico obbiettivo è il prezzo. In questo contesto il saldo, soprattutto se esposto in negozi di fiducia e con sconti non eccessivi, rappresenta l’unica vera occasione di acquisto di grande nota”.

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Como ricorda alcuni principi di base:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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