Politica

“Alloggi comodi, bagno/pavimento condiviso”. CasaPound contro i senzatetto a San Francesco

Prima azione politica di CasaPound a Como. Nel mirino, i senzatetto che dormono da mesi sotto l’ex Chiesa di San Francesco-Spazio Ratti. Il movimento, che rifiuta la catalogazione nell’estrema destra ma riecheggia moltissimi toni di quell’area politica, ha affisso alcuni volantini nelle vicinanze dello spazio espositivo.

Sotto lo slogan “Basta degrado. Riprendiamoci la nostra città”, gli autori hanno anche usato toni velenosamente sarcastici.

Tramite una sorta di parafrasi delle recensioni di bar, ristoranti e località del celebre portale Tripadivisor, infatti, sul volantino si leggono frasi di questo tipo sul ribattezzato “Ostello San Francesco”: “Lo spazio offre gratuitamente alloggi comodi e accoglienti, sevizi igienici innovativi come il bagno/pavimento condiviso e aree comuni per il relax a pochi metri dalle esposizioni artistiche e dal centro di Como”.

E ancora, come se i senzatetto fossero i recensori: “I giacigli sono accoglienti, un pochino fastidioso il traffico antistante. Il personale che ci porta le colazioni potrebbe essere più attraente ma non ci lamentiamo”; “Alloggio molto ben arieggiato, peculiarità da non sottovalutare considerata la comoda possibilità di espletare i propri bisogni sul pavimento”.

Più articolate e molto meno ironica la rivendicazione politica del gesto da parte di CasaPound Como: “L’amministrazione comunale sembra essersi dimenticata di questo complesso culturale che, da fiore all’occhiello della nostra città è divenuto un ostello a cielo aperto, in pieno centro – si legge – Il tono volutamente goliardico dell’azione di CasaPound Italia non intende certo sdrammatizzare una situazione grave quanto, al contrario, sollecitare una reazione delle istituzioni rispetto ad uno stato di incuria divenuto col tempo intollerabile: dove regna il degrado, fiorisce la criminalità e i cittadini comaschi devono avere il diritto di sentirsi sicuri in casa propria”.
“C’è piena consapevolezza di come questa amministrazione si sia dimostrata sensibile, in casi simili, ai temi legati al degrado ma ciò che chiediamo è un impegno immediato per un intervento che metta in sicurezza l’area, con buona pace dell’associazionismo di sinistra che affonda le radici di una sempre più sparuta esistenza politica nella disperazione di chi vive ai margini – chiude la nota – Il Comune si decida una buona volta a risolvere la collocazione di questi accampati sui quali si sta trascinando una querelle che sembra senza termine fin dallo scorso inverno”.

Ora che dal Ministero dell’Interno provengono segnali di un cambio di passo non ci sono più scusanti, chi governa la città trovi una soluzione definitiva e non le solite misure provvisorie alle quali siamo stati abituati: si sistemi dignitosamente chi ne ha diritto e si allontani dalla città e dall’Italia chi non lo ha. Non è più il tempo delle ambiguità”.

  1. Filippo Caccamo

    Campagna di marketing geniale, c’è poco da dire

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata