Politica

Forza Italia: Bernardi-Fermi alla cena supervip, il popolo di Rinaldin pronto a tutto per Giola

Sotto un gazebo, davanti a una frittella in piazza o una cena di partito le coppie potranno anche mischiarsi, in allegria e manifesta cordialità. Ma il dado è tratto e conferma che sull’esito delle elezioni regionali per Forza Italia si gioca la partita politicamente più interessante in assoluto ma soprattutto quella in grado di decidere gli assetti futuri del partito sul Lario. Il gioco delle coppie non lo vedrete mai ratificato da un documento ufficiale o da una pubblica dichiarazione, ma ormai è assolutamente consolidato: il match con vista su Milano è Alessandro Fermi-Federica Bernardi versus Gianluca Rinaldin-Domiziana Giola.

Il perché è noto: da quest’anno per il consiglio regionale si può esprimere la doppia preferenza uomo-donna e poiché Fermi non soltanto è già considerato matematicamente eletto ma i bookmakers della politica lo danno come ultrapapabile assessore, il posto che si libererà in aula sarà appannaggio della donna con più preferenze. Dunque Domiziana Giola (politicamente) in Rinaldin o Federica Bernardi (politicamente) in Fermi. Che poi gli ambitissimi occhi azzurri pieni di voti del sottosegretario uscente possano apparire di volta in volta agli eventi di entrambe per una questione di eleganza e cortesia, poco conta: la partita vera resta comunque quella appena descritta. E se ancora ci fosse stato bisogno, un evento freschissimo ha consolidato in maniera marmorea la divisione.

E’ accaduto due sere fa, nell’incantevole cornice del Ristorante il Bosco Nuovo-La Tenuta di Novedrate, zona vicino alla Cermenate di Federica Bernardi. Nelle sale eleganti, tra tovaglie candide, posate d’argento e calici in cristallo si è – secondo la vulgata ufficiale – tenuta “spontaneamente”, quasi per caso, una cena elettorale di quelle che contano. Allo stesso tavolo – secondo la versione ufficiale organizzato esclusivamente da Federica Bernardi, secondo molti altri rumors con ben più diffusi coinvolgimenti – oltre alla candidata stessa c’erano nell’ordine: Adriano Galliani, capolista al Senato al proporzionale nel collegio che include anche Como; l’europarlamentare azzurra Lara Comi; l’altra candidata forzista in territorio comasco (per la Camera), Laura Ravetto; l’ex consigliere regionale e nome sempre potentissimo negli ambienti forzisti, Giuliano Sala; la consigliera provinciale e assessore a Casnate, Maria Grazia Sassi; e ovviamente il coordinatore provinciale del partito, Alessandro Fermi. Il quale sarà anche stato soltanto un invitato, ma nei fatti ha impresso il sorriso sulla più massiccia parata di big forzisti vista finora sul Lario, tutti al desco della Bernardi. Coincidenza che, di conseguenza, è stata letta come una sorta di endorsement al profumo di timo per la candidata. La quale, a sua volta non ha comprensibilmente lesinato sulla diffusione delle immagini via Facebook (post “embedded” e cliccabile qui sotto).

Più che con rabbia o irritazione, l’altra metà della luna azzurra – quella del ticket Rinaldin-Giola, che la sera stessa aveva un evento a Mariano dove si è rivisto anche l’ex assessore regionale Giorgio Pozzi – ha interpretato l’evento come un’altra conferma dello schieramento, ancorché ufficioso e sempre negato ufficialmente, di Fermi per Federica Bernardi. Ma, accettato ormai lo scontro aperto benché silenzioso, la vasta ala che comunque è schierata da questa parte del mondo forzista lariano non è rimasta (e non rimarrà) con le mani in mano. Innanzitutto perché Giola – che comunque nei giorni scorsi ha incassato l’appoggio dell’europarlamentare Stefano Maullu – è ritenuta ancora oggi in vantaggio sulla sfidante, dunque potenziale vincitrice dello scontro titanico per il secondo posto. E poi perché un vasto fronte di amministratori di primo piano di Forza Italia – dal capogruppo di Forza Italia in Comune, Antonio Tufano, all’assessore di Palazzo Cernezzi Francesco Pettignano, passando per il capogruppo a Erba, Giorgio Zappa, e quello di Mariano Comense, Andrea Ballabio, o il tandem olgiatese Cammarata-Briccola oppure ancora il capogruppo canturino Ciro Cofrancesco e il presidente del consiglio comunale Mirko Gaudiello – sarebbe pronto anche a una eventuale resa dei conti post-voto con il coordinatore provinciale, da alcuni visto come una sorta di “traditore” per il rifiuto a sostenere ufficialmente Domiziana Giola, come espressamente chiestogli a inizio campagna. E visto che si parla di quasi tutti i Comuni più importanti della provincia di Como, lo scenario – tutt’altro che remoto – assume le sembianze di un vero e proprio “Ok Corral” tinto d’azzurro. O di rosa, se si vuole.

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