Politica

Butti squarcia il mutismo del centrodestra sul progetto Ticosa-De Santis. Una colata di dubbi

Dopo 48 ore di assordante silenzio politico – se fossimo in meteorologia, parleremmo di grande gelo – è il deputato di Fratelli d’Italia, Alessio Butti, ad esprimere una prima opinione sull’ipotesi di recupero dell’area Ticosa presentata, tramite l’associazione “Officina Como”, dall’imprenditore Paolo De Santis con ComoNext, Fondazione Volta e in piena sintonia con Cassa Depositi e Prestiti.

E sull’Hub della creatività arrivano molti – ma veramente molti – più dubbi che non parole di aperto sostegno, giusto abbozzate (comunque più tenere della stroncatura riservata alla proposta da Cna Como).

“Credo nella “partecipazione dei privati” alla vita politica – premette Butti in un lungo post sul profilo Facebook – Anche se i privati, almeno a Como, fanno sempre riferimento ad un certo ambiente economico e umano sostanzialmente impermeabile. Questo gruppo, ben ancorato -da sempre- al sistema bancario e delle fondazioni (sia chiaro, collocazione tutt’altro che biasimevole) ha presentato un interessante progetto di recupero per l’area Ticosa. Da quanto leggo non capisco alcune cose”.

E qui parte un filotto di domande, in apparenze neutre ma trasudanti scetticismo.
“Perché nel progetto non c’è traccia di parcheggi? Perché non c’è una soluzione per la viabilità del “nodo cerniera”, da sempre il più congestionato? Perché si pensa ancora alle residenze universitarie quando l’Insubria restituisce gli alloggi al comune e “qualcuno” ha fatto scappare il Politecnico? Perché nuove residenze, per lo più di housing sociale, in una città ricca di “costruito sfitto”?”.

E ancora: “Perché presentare una proposta a 45 giorni dalla scadenza dei termini per i finanziamenti dei fondi emblematici Cariplo (28 febbraio prossimo, ndr), necessari per l’implementazione del progetto? Perché i proponenti sono gli stessi del progetto Multi i cui tormentati rapporti con la nostra città sono appena stati risolti – e molto brillantemente – da questa Amministrazione?”.

Infine la chiusa di Butti: “Ripeto, non sono contrario ne’ al progetto che, come sopra dimostrato, deve comunque chiarire mille aspetti, né all’attivismo politico di privati e associazioni…tantomeno voglio interferire nelle decisioni del Comune, ma qualche dettaglio in più, da cittadino, lo ritengo indispensabile”.

  1. Lella Sassella

    Grazie Onorevole Butti ,forse le sue giuste perplessità faranno cadere l assordante muro di silenzio della nostra Amministrazione cittaddina …domandare è lecito,rispondere è cortesia , nel caso specifico direi doveroso . Per ultimo consentitemi di chiedere ma la ex aerea Danzas in v.le Innocenzo nn fa gola a nessuno , nn si potrebbe recuperare?

  2. In ogni caso “Officina Como” assolve il ruolo di “think tank” che si è prefisso da quando è stata costituita. Produce idee ma soprattutto le fa discutere.
    Le idee che la politica comasca non ha mai voluto discutere abbastanza, si sono concretizzate nella “stupidaggine” delle paratie.
    Meglio partire da quelle di “Officina Como”, discuterne il più possibile…..e così evitare di far sorridere il mondo intero con un’altra onorevole “stupidaggine”!!

  3. hakluyt

    Ricordo male o Butti stava in giunta quando fu deliberato il progetto paratie ?
    Più o meno 24 anni fa !!!
    Non gli pare di dover essere lui a dare il buon esempio e fornire ai cittadini “qualche dettaglio in più” sull’argomento ???

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