Politica

Caos Manovra, memoriale di Guerra: “Deriva senza precedenti. Parlamento umiliato”

Di Mauro Guerra ciascuno può, e deve liberamente, pensare ciò che meglio crede. Ma un giudizio unanime e trasversale, riconosciuto in primis dagli avversari, non può non essere sottolineato: Guerra è visceralmente uomo delle Istituzioni.

Nel sangue la parte migliore della prima Repubblica, Guerra non solo ha una passione radicale per i cardini dello Stato ma ne conosce profondamente il funzionamento, i meccanismi, gli arzigogolii.
Quattro volte parlamentare (Rifondazione, Democratici di Sinistra, Ulivo, Partito Democratico) è stato più volte sindaco del fu Comune di Tremezzo. Oggi è primo cittadino di Tremezzina (nato dalla fusione di Lenno, Ossuccio, Mezzegra e Tremezzo).

Nelle ore in cui la Manovra Economica scuote le fondamenta dei Palazzi e in cui il  drammatico discorso di Emma Bonino (qui) sulla democrazia liberale è stato il centro di un’ampia riflessione sui cardini politici del Governo, Guerra, tipicamente prudente (leggi: astuto) nel prendere parola, si lascia andare a un duro sfogo da ex parlamentare.
Lo riportiamo integralmente:

La deriva.
Interesserà a pochi questo lungo post, ma devo scriverlo per non limitarmi ad assistere passivamente alla deriva istituzionale in corso.
Nelle mie esperienze parlamentari, la prima negli anni ‘90 e la seconda nella scorsa legislatura sono sempre stato componente della Commissione Bilancio, con esperienze sia di maggioranza che di minoranza come relatore di leggi di bilancio e manovre finanziarie.

Mai, non solo nella mia esperienza, ma nell’intera storia repubblicana, è accaduto ciò che sta accadendo in queste settimane e in queste ore. Un Parlamento umiliato, con il Senato tenuto in attesa di una manovra completamente scritta altrove, dopo averne fatta votare una fasulla dalla Camera dei Deputati. Una legge di bilancio di centinaia di commi e tabelle che i Senatori non potranno neppure leggere prima di essere chiamati a votarla con il voto di fiducia al Governo.

Ricordo, nella scorsa legislatura, il lavoro, i giorni e le notti senza soluzione di continuità, trascorsi come relatore a discutere e dare risposte e pareri in Commissione Bilancio su tutti gli emendamenti, esaminati, discussi e votati.

Ricordo le vibranti proteste dei deputati del M5Stelle, della Lega, di tutte le opposizioni di allora, per la presentazione, in corso d’esame, di una qualche decina di emendamenti di Governo e relatore che tutti insieme modificavano al massimo la composizione di qualche decina o centinaio di milioni di manovre da 30 e più miliardi di euro. Ricordo le altrettanto vigorose e scandalizzate proteste quando la presentazione di questi emendamenti avveniva con qualche ora di ritardo, mentre comunque la Commissione lavorava e votava su tutto il resto della manovra.

Ma ricordo anche quando come relatore, e d’intesa con il Presidente della Commissione, pur se entrambi di maggioranza, mi battevo per dare al Governo tempi e numero massimi degli emendamenti da presentare. Quando rifiutavo anche di presentare come relatore emendamenti di provenienza e di interesse di qualche ministero per bypassare quei limiti. Ritenevo così, per quel che era di mia competenza, di rappresentare una maggioranza ma senza scordare di essere un membro del Parlamento e non del Governo. Avendo così l’onore e l’onere di lavorare per la maggioranza ma anche di rispettare le opposizioni, di battersi perchè i provvedimenti comunque potessero essere il più possibile conosciuti, discussi, emendati, votati. Per rispettare e difendere il ruolo e la funzione del Parlamento, presidio essenziale della nostra democrazia rappresentativa costituzionale.

  1. G.

    Legge approvata al senato! Maggioranza compatta!
    Ricorso alla Consulta da parte del PD: ahaahahahahahah……..totale ignoranza dei fondamentali della giustizia costituzionale da parte dei ‘competenti’!!!
    Buon natale e continuate a rosicare!

  2. Una riforma sconcertante nella sostanza e nella forma con cui è stata approvata. Tra l’altro abbiamo avuto conferma che il Reddito di cittadinanza sarà pagato con le trattenute sulle pensioni e con meno investimenti produttivi. Sarà erogato quasi totalmente nel Sud Italia. . È sorprendente che la Lega che è nata per combattere l’assistenzialismo a favore del Meridione, abbia proposto una manovra che trasferisce decine di miliardi dal Nord al Sud Italia. Anzi più che sorprendente è vergognoso!

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