Politica

Cernobbio, la battaglia della giostra. FdI: “E’ storica, va salvata”. Monti: “Vengano in ufficio”

Da diversi mesi a questa parte, abbiamo raccontato le svariate polemiche che hanno avvolto Cernobbio e soprattutto Matteo Monti, il sindaco, tra parcheggi, case popolari, un bando per l’assegnazione dell’ex Onda, volatili e lumache in riva 

 

La più recente è la critica di Fratelli d’Italia alla chiusura della giostra per bambini in Riva, annunciata a marzo dalla giunta Monti, in quanto parte del progetto di riqualificazione dell’area. In un comunicato diramato da Jacopo Bianchi, portavoce FdI per il Basso Lario, alla stampa comasca, si legge:

A nostro avviso [la chiusura della giostra] è totalmente sbagliata ed insana, l’ idea dell’ attuale maggioranza del Municipio di Cernobbio di voler chiudere la storica giostra, che da oltre 4 decenni fa divertire tutto l’ anno i bimbi di Cernobbio e di tutto il basso Lario ed piccoli turisti Italiani e stranieri essendo inoltre un servizio turistico in più che Cernobbio attualmente offre.
Riteniamo che in un periodo di calo demografico come questo andare contro la famiglia e le esigenze dei bambini sarebbe doppiamente grave ed auspichiamo che Giunta di Cernobbio cambi idea e non faccia chiudere la giostra dei giardini a lago.

Raggiunto da ComoZero, il Sindaco Monti ha preferito non entrare nel merito della provocazione di Fratelli d’Italia, limitandosi a un breve commento.

“Dico soltanto a chi strumentalizza tramite i social – ha affermato il primo cittadino – che la porta del mio ufficio è sempre aperta, mi vengano a parlare. Io, comunque, ad oggi non ho ricevuto nulla”.

  1. Gioele

    C’è gente molto strana in giro .Capisco essere nostalgici ma perfino la difesa a oltranza della giostra “vintage” di Cernobbio. Mi sembra eccessivo.
    In ogni caso bisogna non trascurare il fenomeno. Si inizia a difendere la giostra di Cernobbio e poi, in nome del divertimento di vecchi e bambini, si finisce per difendere il Circo con nani, ballerine e domatrici con megafono (e distintivo) che si è piazzato in zona Vittorio Emanuele. I primi segnali ci sono…..ahimè!

  2. E facile parlare con la pancia piena quando cè chi perde il lavoro di una vita e un attività storica cessa di esistere

  3. Assolutamente condivisibile. Non ricordo, tuttavia, di aver visto questi striscioni quando, a perdere il lavoro di una vita, sono stati gli operai e gli impiegati di molte fabbriche storiche tessili e non. C’erano gli striscioni dei sindacati, di qualche partito della sinistra ma questi no….non mi sembra di averli visti.

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