Politica

Como, la crisi al culmine. Caprani a Pettignano e Locatelli: Dimettetevi. Vertice dal sindaco

Ora c’è la richiesta ufficiale. Questa mattina attorno alle 10.30 il coordinatore provinciale di Forza Italia, Mauro Caprani, ha dato il segnale formale agli assessori del suo partito in giunta a Como: “Cari Amelia Locatelli e Franco Pettignano, vi chiedo di dimettervi”.

E’ il passo che innalza definitivamente la soglia della crisi politica a Palazzo Cernezzi, passata dall’annuncio di un non meglio specificato “ritiro” dei due dall’esecutivo di Mario Landriscina alla richiesta dell’addio al posto.

Un addio che però – per quanto poco si riesce ad apprendere in queste ore convulse – potrebbe rivelarsi bizzarro. Pare infatti che nell’ormai famosa riunione forzista di venerdì sera, sia a Pettignano sia alla stessa Locatelli sia stato garantito che sarebbero sempre loro i due nomi che Forza Italia riproporrebbe al sindaco dopo un riassetto generale dell’intera giunta.

Tradotto dal politichese stretto: se Landriscina accondiscendesse a un rimpasto generale di uomini, donne e deleghe nella sua squadra, a quel punto i forzisti per la giunta scomposta e ricomposta sarebbero ancora i due “dimissionati”.

Ma cosa c’è davvero nel mirino del gruppo consiliare azzurro e dei vertici provinciali del partito di Berlusconi? Le assenze dell’assessore alla Mobilità, Vincenzo Bella, per esempio (come noto spesso impegnato nel suo ruolo manageriale all’aeroporto di Orio al Serio); poi probabilmente anche il nome non più graditissimo di Simona Rossotti (Cultura e Turismo); e infine senza alcun dubbio il ruolo di vicesindaco della leghista Alessandra Locatelli, anch’essa spesso assente da Palazzo Cernezzi, per gli impegni parlamentari a Roma (in questo caso, i forzisti vorrebbero almeno che la carica di vicesindaco passasse all’altro leghista, Adriano Caldara).

Come finirà? Difficile dirlo. Mentre scriviamo, manca mezz’ora a un incontro probabilmente decisivo tra il sindaco, Francesco Pettignano (“difeso” in particolare dal capogruppo Tony Tufano) e Amelia Locatelli (entrambi al  momento non hanno formalizzato nulla).

Da quel vertice si capirà il destino del tandem forzista anche se appare ormai chiara la forte ritrosia del primo rispetto alle dimissioni, a differenza della collega, invece assolutamente propensa a compiere il passo.

Nel caso in cui Pettignano si arroccasse sulla “linea del Piave” non è escluso che la patata bollente passi direttamente nelle mani del primo cittadino, di fatto costretto a revocare l’assessore pur di salvare la maggioranza e il mandato.

  1. Buon Pomeriggio, siamo alla psicanalisi. Leggo che ci sono lotte trasversali tra i partiti di maggioranza. Leggo attacchi alla stampa aggressivi e fuori da ogni democratica a livello nazionale. Visto che non ho lo spazio per un’ analisi generale, permettetemi da analista tutta la mia Solidarietà e Stima nei confronti della dottoressa Amelia Locatelli, che ha lavorato con serietà, impegno, capacità e serenità. Franco Pettignano fa politica da tantissimi anni ed è inserito in un discorso di anime, fratture, da quello che leggo, farà valere le sue ragioni.
    Se dovessi fare un titolo per domani
    “CONSIGLIO COMUNALE DI COMO, DONNE E UOMINI SULL’ ORLO DI UNA CRISI DI NERVI” …. posso scrivere che rimpiango la Prima Repubblica, per una serie di motivi che scriverò. Non scrivo nome di farmaci utili, sia perché non sono un medico e sarebbe esercizio abusivo della professione, sia perché credo sia più utile un lettino psicanalitico freudiano, lacaniano, junghiano, o meglio una terapia di gruppo per capire che succede. Abbraccio forte, PERDONATE il francesismo, purtroppo come diceva Rino Formica “La politica è merda e sangue”….. Aspetto per vedere come va ….
    Davide Fent
    PS PREMESSA GENERALE SE FORZA ITALIA HA DECISO COSÌ CI SARANNO DELLE RAGIONI CHE RISPETTO, ma forse il Sindaco può fare il rimpasto anche senza dimissioni, ma cambiando lui la Squadra

  2. Buonasera 🌇 per una riflessione generale invito a leggere ultimo libro di Filippo Ceccarelli, non solo dal punto di vista storico, ma culturale e comportamentale tra una classe dirigente che ha ricostruito l’ Italia nel dopoguerra e quello che è successo dal ’94 ad oggi, sempre da analista e qui anche da bibliofilo, ormai sommerso dagli amati 📚 libri, che nell’ Italia di Fedez e Ferragni forse sono un suppellettile, anche costoso, 7 mila libri sono stati anche sacrifici economici, ognuno ha le sue….
    Filippo Ceccarelli è un giornalista esperto di politica che negli anni ha messo insieme un archivio cartaceo sui politici italiani che occupa 334 raccoglitori e 1500 cartelle, l’equivalente di una torre di 45 metri, e che è stato trasferito alla Biblioteca della Camera dei Deputati con un tir. Nel suo ultimo libro, intitolato Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua e pubblicato da Feltrinelli, ha raccontato 70 anni di politica italiana prendendo spunto da questi ritagli per creare una lunga catena (970 pagine) di dettagli significativi.
    Abbracci.
    Davide Fent

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