Politica

Sicurezza, la battaglia madre di De Santis ignorata da Lega e Civica. Maggioranza in frantumi

La proposta, dopo qualche vagito primaverile (era fine maggio), sembrava essersi arenata sotto la paciosa canicola estiva.

Calma solo apparente cui è seguita una spasmodica accelerazione negli ultimi giorni, figlia di tensioni politiche evidenti e interne alla maggioranza: prima tra tutte quella sul centro migranti di via Regina (qui).

Sia come sia. Ieri sera, in consiglio comunale, l’annuncio dal padre dell’iniziativa, il consigliere di Fratelli d’Italia, Sergio de Santis.

Depositata, dunque, la proposta di Delibera per una Commissione Consigliare Speciale dedicata alla Sicurezza. Ipotesi di cui abbiamo ampiamente anticipato le intenzioni (e qualche sotterranea, certo furba, volontà politica) un po’ di tempo fa:

Sicurezza, un anno senza assessore. Pronto lo sgambetto elegante: Commissione Speciale

Il progetto ha forma e struttura ed è pronto per la discussione in aula.

Con un ma cubitale che campeggia sul documento. La proposta infatti porta le firme dei capigruppo di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Pd, Svolta Civica, Civitas e CinqueStelle. Sei su nove complessivi nell’aula del Cernezzi. I primi due di maggioranza. Manca qualcosa, in effetti.

Manca il 50% dei sostenitori del sindaco Landriscina.

IL DOCUMENTO INTEGRALE


Spiccano le clamorose assenze della Lega e della civica Insieme con i relativi capigruppo: Gianpiero Ajani e Franco Brenna. Fra le opposizioni manca la sigla in calce della lista “Rapinese Sindaco” per il resto appoggio completo.

Un segnale politico difficilmente fraintendibile. Se infatti con la costituzione della Commissione non si può parlare di volontà di commissariamento, certo emerge cristallina l’intenzione di far nascere quantomeno un tutor privilegiato e attivo su due temi caldissimi della politica cittadina (peraltro bastione intoccabile della potente Lega che, difatti, è intimamente legata alla Civica): sicurezza e immigrazione.

Non a caso le due deleghe cardine relative al tema
(Sicurezza, appunto, e Decoro) saldamente unite a livello nazionale nel Decreto Minniti a Como sono spacchettate rispettivamente tra l’assessore Elena Negretti (dopo il rimpasto di inizio luglio) e il vicesindaco, Alessandra Locatelli.

PER APPROFONDIRE
Commissione sicurezza, ampie intese in corso: il doppio tiro mancino a Lega e Negretti

Altro aspetto che ha certamente allontanato il partito di Salvini e la Civica dal documento è la presidenza. E’ consuetudine che chi propone l’istituzione di una Commissione (non permanente, la durata in questo caso è ipotizzata in due anni, rinnovabili) ne diventi anche presidente. E a De Santis la cosa non dispiace affatto (vedi intervista sotto). Il consigliere, finanziere uomo d’ordine e disciplina dovrebbe (vorrebbe) prenderne il timone.

Fatto che porterebbe Fratelli d’Italia alla guida del terzo organismo di Palazzo:
la capogruppo Patrizia Maesani già dirige i lavori della Commissione II “Assetto del territorio, ambiente ed ecologia, trasporti, lavori pubblici, mobilità” mentre il collega Matteo Ferretti (forzista transitato in Fdi) coordina la I “Affari generali e istituzionali, bilancio e programmazione, personale, politiche di partecipazione”.

Alessio Butti

In sostanza, il peso politico dei consiglieri di Giorgia Meloni diventerebbe davvero decisivo e chiaramente sbilanciato rispetto agli attuali equilibri di maggioranza. E nei giorni della scazzottata virtuale tra il deputato Butti (Fdi) e il sottosegretario Molteni (Lega) – qui – pare improbabile che il Carroccio conceda anche solo un millimetro all’alleato.

La commissione peraltro è strumento di controllo in cui, a detta di molti, potrebbe planare anche il nuovo, e pesantemente discusso, Regolamento della Polizia Locale.

De Santis, che succede con Lega e Civica?
Si dovrebbe chiedere a loro (ride). Io ho dialogato con tutti i partiti, abbiamo scritto, proposto, rivisto per mesi. Non posso dire di essermi trovato di fronte a un rifiuto vero e proprio dei nostri alleati ma non si possono nemmeno procrastinare le decisioni all’infinito. I progetti devono andare a compimento. Chi c’è, c’è

Loro non ci sono, è un segnale politico clamoroso
Che cosa posso dire? Ieri in consiglio ho detto che qualcuno non ha capito. La commissione non è un atto partitico. Ci possiamo dividere su questioni come il centro Migranti. Ma qui vogliamo affrontare finalmente e una volta per tutte un problema serio della città in modo istituzionale. Questo è uno strumento istituzionale, un’emanazione del consiglio. Abbiamo aspettato anche troppo

Pensa di ricucire?
Lega e Insieme non hanno firmato ma questo non impedisce loro di votare. Mi auguro che nella discussione delle prossime settimane cambino idea

Non l’hanno fatto fino a ora. Par chiaro l’asse
Ajani e Brenna hanno chiesto tempo

Ecco, appunto
Vede, in Lombardia su 12 province 9 hanno la Commissione Sicurezza, a volte anche doppia perché c’è pure l’Antimafia. Ho preso in esame le amministrazioni di centrodestra nell’ambito di città sopra i 15mila abitanti, tutte hanno lo strumento. Nel comasco i tre centri maggiori dopo il capoluogo (Erba, Cantù e Mariano) si sono attrezzate. Dopo un anno e mezzo di amministrazione il problema sicurezza deve essere affrontato. Se tutti hanno la commissione e noi no una domanda dobbiamo farcela. E’ un vulnus da sanare

Ma nemmeno la panacea
No, certo, non è una bacchetta magica ma può aiutare. Siamo stati un anno senza assessore

Quindi sarete un supporto? Una guida? Uno strumento di controllo sull’assessorato e il suo capo?
Secondo le disposizioni di Legge, in ultima analisi è il sindaco che dialoga col prefetto in materia. Il potere d’ordinanza è del sindaco non dell’assessore. Poi c’è la delega ma è un altro discorso

Discorso non piacevole per Negretti, direi, se affrontato così
Il decreto Minniti è unitario, mette insieme Sicurezza e Decoro, qui le deleghe sono spacchettate. E’ una scelta, ci mancherebbe, né positiva né negativa. E’ una particolarità

Come immagina opererà la commissione?
Deve essere attiva, partecipativa, deve muoversi per i quartieri, raccogliere le istanze dei cittadini e proporre strumenti di risposta. Ricordo che non è previsto gettone.

E’ la sua risposta alla mancata nomina ad assessore?
No, non è vero, non l’ho mai chiesto, ho lavorato a Cagliari fino all’ottobre scorso, non avrei potuto

Eppure ha lasciato la Civica per Fdi. Vuole fare il presidente?
Beh, chi la propone potrà anche ambire all’incarico. E’ delicato e pieno di responsabilità, comunque si deciderà all’interno

Lei avrebbe pure il physique du rôle: tenente colonnello della Finanza
Ho lavorato nelle periferie di Milano, Cagliari, Palermo, Napoli. Conosco la materia

E’ un caso abbiate presentato il documento proprio nel giorno del decreto Salvini?
E’ un caso

Mh
La Lega lavora a livello nazionale. Noi siamo attenti al nostro, quello locale

 

 

 

 

 

 

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