Politica

“Compensi più alti ai sindaci e revisione dell’abuso d’ufficio”: Fermi sfida i tabù

Testuale testuale, non l’ha detto. Ma estrarre un “succo” chiarissimo (e per le tematiche, delicatissimo) dalle varie frasi non è esercizio di fantasia: da Villa Erba, dove si è svolto il convegno nazionale promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, Alessandro Fermi (Forza Italia) ha chiaramente lanciato un doppio sasso.

Il primo, affinché alle migliaia di sindaci italiani sia riconosciuto un compenso più dignitoso e adeguato alla infinita serie di rischi legali e non soltanto che corrono; e poi, di pari passo, rilanciando la necessità di rivedere l’abuso d’ufficio, reato nel quale praticamente tutti i primi cittadini sono incappati, chi certamente per colpe proprie e reali ma in tantissimi altri casi per una infinita serie di concause talvolta incomprensibili o del tutto indirette.

“Il percorso di autonomia che abbiamo avviato, per i Comuni deve diventare l’occasione per rinsaldare la dignità e l’importanza dei Sindaci e degli amministratori locali – ha affermato il presidente del consiglio regionale lombardo – Una società libera non ha bisogno di Commissari, di caporioni e di ordini dall’alto, ma di partecipazione e di responsabilità diffusa e personale”.

“Le cause di una crescente disaffezione alla partecipazione della vita pubblica sono numerose e riguardano in generale l’indebolimento progressivo delle autonomie locali – ha proseguito Fermi – attraverso la riduzione sempre maggiore della rappresentanza e del numero di Consiglieri, le indennità di carica ridottissime a fronte di una responsabilità crescente, i rischi incombenti di finire in tribunale per atti compiuti in buona fede. Ora però è venuto il tempo di cambiare e di mettere nella giusta luce il lavoro degli amministratori locali attraverso una narrazione diversa da quella della cosiddetta antipolitica”.

Partendo dal fatto che nell’ultima tornata elettorale dello scorso 26 maggio, in ben 188 Comuni lombardi su 995 si è presentato un solo candidato sindaco espressione di una sola lista, mentre in 16 casi addirittura non si è presentato nessuno con il conseguente commissariamento del Comune,  Fermi ha ulteriormente rilanciato: “Dobbiamo rivendicare con chiarezza il valore del lavoro dei Sindaci a cui deve essere riservata un’indennità di carica adeguata e dignitosa, commisurata alla responsabilità e alle prerogative che esercitano”.

E ancora: “Dobbiamo portare all’attenzione del legislatore nazionale le criticità di alcune norme, che rischiano di trasformare la figura del Sindaco in un facile bersaglio per chiunque presenti una denuncia. Il tema della riforma dell’abuso d’ufficio, ad esempio, è sicuramente importante e attuale, ma va affrontato andando oltre gli slogan e le facili affermazioni della polemica mediatica. Si approfondisca, si vada nel concreto, e si diano risposte ai Sindaci e ai cittadini, nonché alle imprese e a tutti coloro che vogliono e devono agire in un contesto di certezze e di regole precise e chiare, che non siano ogni volta soggette a contestazioni e dubbi interpretativi”.

Non è mancata una stoccata anche alla politica romando dove secondo il presidente del consiglio regionale “accade invece che dal Parlamento nazionale continuino a uscire norme e normette che mettono in difficoltà gli amministratori locali”.

L’appuntamento di Cernobbio ha visto anche gli interventi del presidente del Censis Giuseppe De Rita e del professore Enzo Balboni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, introdotti dal vice coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome Roberto Ciambetti. A seguire una tavola rotonda con la presenza, oltre al Presidente Fermi, del Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del Presidente di ANCI Lombardia Virginio Brivio, del Presidente dell’Unione delle Province Lombarde Vittorio Poma e del Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Massimo Garavaglia.

 

  1. giorgio

    Va bene aumentare il compenso dei sindaci al fine di allinearlo alle responsabilità richieste.

    Va però anche diminuito il numero di Comuni, accorpando e accentrando funzioni e ruoli.

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