Politica

Consiglio-farsa, urlo forzista: “Per dignità, la politica si ribelli allo strapotere di cavilli e dirigenti”

Renato Acquistapace è da pochi mesi ufficialmente iscritto a Forza Italia ma la sua presenza sulla scena politica comasca conta vari lustri: dalla Dc all’attuale ruolo nella minoranza del consiglio comunale di Argegno. Oggi ospitiamo un suo contributo sull’incredibile vicenda dell’ultimo consiglio comunale di Como, quando un’intera seduta è stata bloccata perché all’improvviso è emersa (sostenuta dal segretario generale, Marina Ceresa) la tesi che la maggioranza assoluta dei voti necessari per approvare l’istituzione della nuova Commissione Sicurezza contasse 18 voti e non 17, come invece applicato da sempre (qui il tragicomico resoconto).

Omnia digna risu, scriveva Democrito. Digna omnia luctu avrebbe potuto replicare Eraclide.

Questo per dire come, sulla vicenda maggioranza assoluta a 17 o a 18 non si sa bene se ridere o piangere.

Poco importa alimentare la polemica (non) politica sul conteggio, su chi ha ragione o chi ha torto. Il fronte del 17 mostra il pallottoliere e i favorevoli al 18 esibiscono sentenze e pareri contrapposti.

Intanto, dopo un mese di discussione sul regolamento degli orti comunali, ci si sta arenando su cavilli pseudo giuridici che francamente poco interessano i cittadini.

E la città? Immobile. Fatta eccezione per la moltitudine di persone che invadono le vie e le piazze del centro per godersi lo spettacolo del Natale incipiente.
In tutta questa tragicommedia c’è però una nota che vorrei sottolineare: il ruolo del Consiglio Comunale e naturalmente dei consiglieri comunali.

Negli ultimi 20 anni il ruolo del consiglio comunale è stato letteralmente cancellato, sottoposto allo strapotere del Sindaco e dell’esecutivo e in molti casi dei dirigenti comunali.

L’altra sera il ruolo e la dignità del Consiglio sono stati calpestati da un’inutile attesa di un parere che non è nemmeno arrivato.
Credo che il Consiglio Comunale avrebbe dovuto esprimersi, anche in presenza di un parere contrario del segretario comunale. Poi se la delibera fosse stata assunta in modo illegittimo ci sarebbero stati tutti gli strumenti a disposizione di chiunque per poterla impugnare.

Un avvocato amministrativista, con un passato da Sindaco, mi spiegava come i cassetti dei Sindaci e dei comuni sono pieni di atti illegittimi che restano legittimi fino a quando qualcuno non si prenda la briga di impugnarli.

Sia chiaro. La mia non è un’istigazione a commettere delle illegittimità ma solo un richiamo ai consiglieri comunali a riprendersi almeno un poco di dignità politica.

Rimango in attesa. Tra poco sarà Natale.

  1. Gigi

    Trovo comunque assurdo che sia sorto un dubbio interpretativo su una questione così fondamentale! E se dovesse prevalere la tesi dell’Avv. Ceresa a sto punto tutte le votazioni assunte fino ad oggi sarebbero illegittime così come tutti gli atti consequenziali frutto di tali votazioni.
    Unica cosa sicura è che urge l’arrivo di un Segretario Generale

  2. Fabio Bulgheroni

    non capisco di cosa si lamenti.
    è evidente che con elezione diretta del sindaco (unico ufficiale di governo riconosciuto dall’ordinamento giuridico) molto è cambiato e molto potere , compreso responsabilità di ogni genere, gli è stato dato.
    il problema è un altro e sta tutto nella qualità degli amministratori che se non preparati lasciano crescere a dismisura la pletora burocratica che, mia stretta opinione, non è depositaria della verità, di qui il continuo ricorso a pareri e contro pareri che di fatto bloccano il comune.
    ora, se ciascuno facesse la propria parte nel rispetto della legge incluso assunzione di responsabilità tutto sarebbe più fluido e veloce.
    evidentemente il solito funzionario (non tutti per carità, anzi molti sono eccellenze ) che già di suo tende a “nuotare dove l’acqua è bassa” a volte pretende di “nuotare senza acqua”.
    senza rancore

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