Politica

Contorsioni e surrealismo tra Forza Italia e opposizioni: Comune in Ticosa più vicino

A conclusione di un dibattito per molti tratti surreale e non privo di giravolte quasi stupefacenti, il consiglio comunale di Como ha sostanzialmente dato il mandato politico alla giunta e agli uffici per proseguire e sviluppare il percorso che potrebbe portare un nuovo Comune in Ticosa, con altri uffici pubblici, un migliaio di parcheggi e la Santarella come polo culturale.

A produrre questo risultato – che, nonostante precedenti strali pesantissimi e messi persino nero su bianco, ha visto anche Forza Italia collaborare a questo esito – è stato un ordine del giorno allegato al Dup presentato dalla lista Rapinese Sindaco. Vi si chiedeva lo stop (o meglio l’impegno “a non valutare”) l’ipotesi portata avanti dall’assessore all’Urbanistica, Marco Butti, dal sindaco e dall’esecutivo nel suo complesso.

E’ stato il consigliere Fulvio Anzaldo a chiamare allo scoperto Forza Italia in primis, ricordando la mozione degli azzurri di recente approvazione in cui si leggeva questa testuale frase: “i promotori della presente ritengono fuorviante e non condiviso il percorso intrapreso recentemente dal sindaco e dalla giunta“. Rafforzata, soltanto pochi giorni fa, da questa devastante intervista del capogruppo forzista Enrico Cenetiempo: “Ticosa, i nostri no“.

Smentendo di fatto il suo capogruppo e la posizione espressa nella vecchia mozione, in aula per Forza Italia è intervenuto il consigliere Luca Biondi (assente Cenetiempo).

Il quale, con discreto contorsionismo, si è attestato su una posizione decisamente più da trincea: “Il progetto per la Ticosa non lo conosciamo, non c’è un business plan, non c’è nulla. Mi pare prematuro non far valutare al consiglio qualcosa che nemmeno è scritto nel Dup. Finché non ci sarà un progetto non impediremo alla giunta di presentare la proposta”.

Sono poi arrivate altre bocciature dalle opposizioni all’ordine del giorno che chiedeva lo stop a priori all’ipotesi-trasloco. A enunciarle, Vittorio Nessi (Svolta Civica) e Bruno Magatti (Civitas).

Nessi ha bocciato la “formulazione un po’ involuta” del documento rapinesiano, poi ha affermato che “non si può contestare prima di conoscere, così non si fa opposizione ma interdizione senza motivazioni e si blocca solo la città. Non abbiamo elementi per valutare”. Chissà se nella maxipresentazione all’Ance, il pubblico la pensò così, la primavera scorsa.

Magatti, da par suo, poi ha ribadito che “stiamo discutendo di qualcosa che non c’è; non c’è nessun atto, tantomeno nel Dup”.

Una presa di posizione che dunque ha declassato a “nulla” sia il masterplan presentato pubblicamente da sindaco e assessore Butti all’Ance la scorsa primavera (qui il resoconto), sia l’indirizzo ufficiale approvato dalla giunta il 4 luglio scorso.

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A questo punto è stato Paolo Martinelli (Lista Rapinese) a mettere nel mirino soprattutto Nessi, parlando di “un no chiaramente personale all’ordine del giorno che di fatto assicura un via libera al progetto per trasferire Comune e uffici in Ticosa mentre abbiamo scuole, case e altri edifici pubblici conciati così”.

Dopo un breve intervento di Maurizio Traglio (Svolta Civica) che, pur negando il sostegno all’ordine del giorno, ha smentito personalismi nella posizione della lista, ha parlato Patrizia Lissi del Pd. Che – abbastanza lontana dalle stroncature di Nessi e Magatti – ha ribadito elementi effettivamente evidenti, almeno prima della funambolica seduta di consiglio.

“Il progetto c’è – ha affermato Lissi – è già stato portato in Regione, è stato portato al Mipim a Cannes in esposizione (in effetti, uno dei più importanti eventi internazionali dell’immobiliare, ndr). Il punto semmai è che noi consiglieri e la città non lo conoscono”.

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Prima del voto, parere negativo sull’Odg anche dall’assessore Marco Butti, che ha specificato che il lavoro noto finora “è un masterplan, cosa diversa dal progetto vero e proprio” e che poi – recependo la richiesta del Pd già approvata dall’aula di indire un’assemblea tematica aperta alla cittadinanza sul tema – ha confermato che si svolgeranno incontri pubblici sul futuro della Ticosa.

Infine, spazio ai pulsanti: con 19 voti contrari, solo 3 favorevoli e 6 astensioni, lo stop all’ipotesi di un nuovo Palazzo Cernezzi in Ticosa è stato scongiurato. L’iter prosegue.

  1. periferico

    sarà, ma queste immagini, anche se preliminari e di larga massima, mi lasciano fortemente perplesso. questa smania di grandezza, quando poi non c’è alcun intervento manutentivo a quanto già esistente, la trovo incomprensibile. Senza andare lontano, c’è il cimitero monumentale…in che condizioni si trova attualmente?

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