Politica

Cultura. 8 marzo 2019, in clamoroso ritardo ma: Habemus Bando. Ora è corsa contro il tempo

Il meglio tardi che mai stavolta si applica poco. E’ tardi e basta, bisogna sperare che associazioni e enti sappiano attrezzarsi per bene. Giusto nei giorni in cui viene denunciato un altro ritardo clamoroso (quello della gara per il lido di Villa Geno) ecco finalmente planare nell’albo pretorio del Comune di Como il maxi (medio) finanziamento culturale A.D. 2019.

Si tratta dei tanto attesi 300mila euro da distribuire tra progetti e iniziative (altra cosa il bando Eventi Estivi di cui al momento non vi è traccia alcuna). Bizzarra ironia, il documento è stato pubblicato nei giorni in cui la responsabile del settore in giunta a Palazzo Cernezzi, Simona Rossotti, ha confermato l’addio (le dimissioni ufficiali e irrevocabili dovrebbero essere consegnate lunedì prima del Consiglio):

 Il saluto di Simona: “Dimissioni irrevocabili, avevo perso il sorriso. Non potevo restare”

Della questione ci eravamo occupati giusto sette giorni fa, nel penultimo numero di ComoZero Settimanale, evidentemente qualcosa adesso si è smosso:

Esce ComoZero Settimanale con un clamoroso delitto irrisolto in città: cerchiamo il colpevole 

Recita la premessa del documento:

Il Comune di Como – Settore Cultura, Musei e Biblioteca, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, intende attuare interventi tesi ad incentivare, accrescere e valorizzare l’offerta culturale cittadina promossa in autonomia, o in collaborazione con l’istituzione comunale, dai soggetti che operano nell’ambito delle biblioteche e degli archivi, delle attività di carattere museale, storico artistico, interculturali, con l’obiettivo di aumentare le opportunità di fruizione culturale, come fattori di crescita e di coesione sociale. A tal fine intende sostenere l’attività degli operatori culturali attraverso la concessione di contributi finalizzati ad attività di carattere continuativo, ad attività di tipo occasionale e a progetti di carattere culturale.

Sul fronte economico ecco come sono stabilite le ripartizioni:

1. L’importo complessivo delle risorse disponibili, a carico del Bilancio di esercizio 2019, per il sostegno economico ai diversi Soggetti relativamente alle diverse tipologie di attività, sulla base della media del triennio precedente è stimato in € 300.000,00, fatte salve eventuali modifiche, in incremento o riduzione, a seguito dell’approvazione del Bilancio di Previsione Pluriennale 2019/2021, ed è suddiviso come segue:
MISURA 1 – Contributi ordinari ad Enti e Associazioni € 50.000,00
MISURA 2 – Contributi straordinari ad Enti e Associazioni € 100.000,00
MISURA 3 – Organizzazione, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Como di eventi proposti da Enti e Associazioni € 150.000,00
5
2. Il contributo massimo stimato erogabile non potrà superare i seguenti importi:
MISURA 1 – Contributi ordinari € 5.000,00
MISURA 2 – Contributi straordinari € 20.000,00
MISURA 3 – Organizzazione, in collaborazione con il Comune di Como, € 25.000,00
3. Il contributo assegnato potrà risultare inferiore alla cifra richiesta e comunque non potrà essere superiore al 50% del disavanzo dichiarato in sede di istanza.
4. In relazione al numero di domande che verranno presentate, l’Amministrazione Comunalesi riserva la facoltà di rimodulare l’ammontare complessivo di ciascuna Misura, destinando eventuali eccedenze ad altra Misura.

Per tutti i dettagli qui il documento integrale:

BANDO CULTURA 2019

  1. Davide Fent

    Buon Pomeriggio,
    Un abbraccio e un saluto a tute le Doone, anche se otto marzo dovrebbe essere tutto l’ anno.
    Leggendo ora del bando mi viene da dire come per William Shakespeare “Molto rumore per nulla”(titolo originale in lingua inglese: Much Ado About Nothing), seguendo per motivi giornalisti la cronaca parlamentare, mi rifaccio ai media locali, non è che stia capendo molto. Leggo di Assessori che minacciano dimissioni, di gente che va, viene, esce, rientra, il mio Maestro Giovanni Arpino mi avrebbe detto visto perché ti ho detto occupiamoci di calcio, anche lì da anni ormai non è molto diverso, però non so ci sono Assessori svincolati?
    Comunque credo che sia giusto lo dico da analista che se Forza Italia dovesse rientrare in Giunta riproporre la dottoressa Amelia Locatelli, che oltre le qualità enormi di medico è stata un’ Assessore responsabile di alto profilo, quindi nn capirei perché Lei non dovesse rientrare, avviso i dirigenti di Forza Italia che anche elettri ed elettori non capirebbero, per quanto valgono siamo in possesso di sondaggi agghiaccianti, facciano valutazioni ponderate, e altro nome come tecnico di alto profilo culturale e manageriale la dottoressa Roberta Di Febo.
    Per il resto credo che il direttore de La Provincia abbia tracciato un quadro mirabile nell’ editoriale di domenica, lo abbiamo ampiamente commentato con cronisti parlamentari, e anche le riflessioni di Sergio Gaddi non fanno una piega. Purtroppo, dopo tanti anni di malinteso bipolarismo – che, nella sua variante italica, il grande Professor Sartori non aveva mai smesso di criticare – è difficile tornare alle buone pratiche del parlamentarismo. Anche a livello locale. Il che consentirebbe, con la pazienza necessaria in queste circostanze, non solo di individuare una via di uscita allo stallo attuale, ma soprattutto di insegnare ai tanti neofiti della democrazia come si sta e cosa si fa in Politica. Si tratterebbe inoltre di una soluzione pedagogica, utile per chi ancora pensa che si possa esaltare, io credo sia utile anche la “centralità del Consiglio Comunale, senza imbavagliare Consigliere e Consiglieri con il vincolo di mandato. E ancora più utile se l’obiettivo è – come dovrebbe essere – di spingere alcune forze politiche ad uscire dal loro infantilismo politico per farle entrare in una sempre benvenuta maturità democratica. Ma quando ci si confronta col pensiero di Sartori è inevitabile volare un po’ più alto per superare i confini della politica locale e del suo chiacchiericcio quotidiano. La curiosità va allora allo stato della democrazia e soprattutto al suo futuro. Stavolta però la risposta di Sartori si fa meno categorica e più dubitativa: la democrazia è sempre una “ideocrazia” (cioè, costruita sulle idee, dove le idee contano e si confrontano) e la sua qualità così come la sua sopravvivenza dipendono delle teste che dovrebbero pensarla e capirla. Che è come dire che il futuro della democrazia è nelle nostre mani/menti, di tutti gli 80 mila Cittadine e Cittadini di Como, perché se si delega troppo finiamo poi per farci del male.
    Buona serata, e state Sereni. Cordiali Saluti.
    Davide Fent
    @davidefent

  2. giorgio

    Mazza che pippone..

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