Politica

Decreto Di Maio, Butti attacca: “Dilettanti allo sbaraglio”. Ticosa? “No comment”

Il microlocalismo in politica lo infastidisce. “Parla il gruppo”. Le quisquilie del Cernezzi son sassolini nelle balenciaga. Ticosa? “Non mi fate parlare”. Villa Erba? “La smettano di dire balle”.

Che poi ieri sera si sia consumata una delle catastrofi peggiori della storia amministrativa dell’ultimo anno (e non solo), beh, evidentemente è poca cosa (qui le cronache).

Oggi Alessio Butti, deputato e capo supremo di Fratelli d’Italia nell’isola comasca, si scatena contro Governo, Luigi di Maio e il Decreto Dignità. Economia e lavoro, insomma. “Sono preoccupato – spiega l’onorevole – per gli effetti che avrà sull’economia dei territori di Como, Lecco, Sondrio e Monza Brianza”.

Dice Butti: “Ho incontrato tutte le associazioni di categoria dei territori, la preoccupazione è unanime, enorme. Il decreto minaccia seriamente il lavoro, l’impresa, le assunzioni. I dati certificati dal Centro Studi della Camera sono reali, così come ha denunciato anche il presidente dell’Inps Tito Boeri, i posti di lavoro a rischio sono quasi 10mila e non si parla di posti esistenti che un secondo dopo verranno spazzati via, si parla di una proiezione sulle assunzioni da qui al 2020”.  Il problema, evidenzia il deputato, “E’ che Luigi di Maio è uno sprovveduto senza esperienza dell’impresa, del mercato. Lo sappiamo bene, eppure lo hanno piazzato al Ministero del Lavoro e si mette pure a contestare analisi più che certificate”.

Allarme per il sistema del territorio. “Artigiani, Industriali e Commercianti rischiano veramente – evidenzia Butti – e sono spaventati. Quanto chiedono è un soluzione immediata alla carenza di lavoro, nuovi posti e un’economia che giri. Onvece vediamo un decreto che aumenterà i contenziosi e che non si occupa dei voucher, necessari per alcune categorie professionali”. Poi la questione gioco d’azzardo: “E’ terrificante si voglia lavorare su un tema delicato come la ludopatia attraverso un questo strumento. Di Maio vuole cancellare ogni pubblicità. Non ha alcun senso, i casinò sono una cosa, il gioco online un’altra: è doveroso distinguere e ragionare sulle regole. Primo, perché molte società sportive sono sostenute da queste aziende, secondo, perché una volta varata la norma spariranno le società italiane, diventeranno estere continueranno a fare pubblicità online”.

Annunciati, in vista della discussione, circa 900 emendamenti. “Noi non faremo ostruzionismo, visti i numeri in aula il Governo può fare quello che vuole. Ne presenteremo un centinaio. Già in questi giorni, dopo un pressing costante, Abbiamo riportato il tema dei voucher nel dibattito così come la restituzione del contributo dello 0,5% per le aziende che stabilizzano i lavoratori. Facciamo quanto possiamo, quell’aula è piena di dilettanti allo sbaraglio”.

  1. Ettore

    Ooohhhh !!!
    che parlare da filosofi questo , anzi da Senatori della Repubblica quelli che hanno gia’ avuto la possinilita’ di cambiare qualcosa nel loro territorio , ma evidentemente non ci sono riusciti o addirittura provato a farlo !!!!
    Ci credo tanta paura per il commercio vero Sen. BUTTI ???
    e ci dica , ci dica cosa la preoccupa i posti di lavoro o i voti ed appoggi locali ??
    Dai su, non diffondiamo questo terrore tra la gente cerchiamo di rimembrare cio’ che non avete fatto fino adesso voi per Como e non esasperare quello che si vorra’ fare da parte di altri.
    C”e’ da vergognarsi veramente ad esternare queste cose ,ma veramente .Parla di Como ?
    Lui ? parla di Ticosa proprio lui !!!
    ?????????????

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