Politica

Disabili, Locatelli: “Io sono l’assessore, io decido”. Veronelli: “9 mesi di ritardi”

Se in queste ore il presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Cernezzi, capogruppo di Fdi Patrizia Maesani, è partita lancia in resta con un durissimo – e generale – richiamo all’ordine e al rispetto di un tema estremamente delicato come le barriere architettoniche, non mancano ulteriori strascichi polemici dopo un pomeriggio non placido in Comune a Como.

Andando oltre lo scontro Magatti-Bella nel pomeriggio di ieri non è certo stata di secondo piano la posizione del Presidente del Consiglio comunale, Anna Veronelli, che ha chiaramente stuzzicato a distanza il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali, Alessandra Locatelli con cui i rapporti, da tempo, non sono certo di fraterna solidarietà.

Insomma, dopo mesi di reciproche insofferenze – davvero malcelate – dal fioretto, le due, sono passate se non alla mazza, quantomeno, alla sciabola.

Barriere architettoniche, Maesani sbotta: “Basta scherzare, basta protervia. Sono furibonda”

“Non è ancora stata istituita la Consulta per i servizi sociali – ha ripetuto più volte Veronelli, con tono secco – quell’organismo, che pure è consultivo, sarebbe già stato molto utile anche sul tema delle barriere architettoniche, oltre che per favorire il dialogo con le associazioni e condividere soluzioni”.

“Invece siamo in ritardo di nove mesi – ha accusato – e sostanzialmente non è stato fatto nulla”.

La replica di Alessandra Locatelli non è un mazzo di rose, al massimo un Sole delle Alpi di marmo lanciato verso lo scranno presidenziale. “Io sono l’assessore ai Servizi Sociali, non altri che forse ne avrebbero le ambizioni ma non lo sono”.

Locatelli, davvero, non la tocca piano. Fino all'”epurazione” pre-elettorale, Anna Veronelli era data per responsabile delle Scuole e assai papabile per, appunto, i Servizi Sociali.

Locatelli, faccia chiarezza allora

Prima questione, la commissione barriere architettoniche che dovrà confrontarsi con l’assessore Bella per l’abbattimento. Deve essere convocata per legge, lo dice una norma del 1986. Nessuno lo ha mai fatto, finalmente Bella ha messo mano alla questioene

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Avrebbe dovuto convocarla entro marzo

E dopo quasi trent’anni senza, il problema è un mese di ritardo? Tutti devono ringraziare l’assessore e basta. Nessuno ha mosso mano fino a oggi

A chi si riferisce? Veronelli, Magatti?

Tutti. Quanti in passato con incarichi avrebbero potuto agire

Seconda questione

La Consulta dei Servizi sociali. Ho rappporti regolari con tutte le associazioni del territorio, le incontro in diversi ambiti. Soprattutto sul fronte disabilità i contatti sono molto frequenti

Appunto, la Commissione non c’è ancora

Deciderò io in che modi, e quali tempi, al meglio del compito che mi è stato affidato. Se altri hanno idee diversi sui programmi è un loro problema

Quindi qual è la sua idea su tempi e i modi?

Mi riservo di valutare la funzione di qualsiasi organo di competenza del settore. E’ importante che le Associazioni siano in relazione diretta con me. Insieme e in rete portiamo avanti il lavoro. Ripeto, non deve dettarmi i tempi chi in passato ha avuto occasione di poter fare. Si svegliano tutti adesso per dire la loro. Io svolgo il mio compito come ritengo e comunque in condivisione con il Settore, non con chi politicamente fa attacchi inutili

Per precisare la posizione espressa ieri abbiamo contattato Anna Veronelli. “La partecipazione con la comunità e le sue associazioni è molto preziosa per individuare problemi e soluzioni – dice – esistono organismi che aiutano questo percorso. La Consulta dei Servizi Sociali è disciplinata da un regolamento del 1996. E’ bene anche ricordare l’articolo 10 dello Statuto oltre il capitolo 3 del programma di mandato”.

I DUE DOCUMENTI

 

Inoltre, precisa il presidente del Consiglio (che della Consulta è stata Vicepresidente nella passata amministrazione): “L‘organismo è nominato dalla Giunta all’inizio del mandato, così è scritto”. Passati nove mesi, dunque, il ritardo è oggettivo. “Credo nel dialogo e credo in quello strumento la cui istituzione è obbligatoria. Ho sollecitato più volte il vicesindaco e ieri l’ho rifatto. Come le chiedo da mesi, ottemperi a quanto previsto”.

Intanto, è arrivata una nota del Partito Democratico

Forse l’assessore Bella dovrebbe frequentare di più Como. Solo così si renderebbe conto che molti interventi sono già stati fatti”, lo dicono all’unisono Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, a proposito dell’ennesima polemica con scontro diretto in Commissione sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Anche perché sul Peba il percorso che l’amministrazione comunale sta portando avanti, sia pure lentamente, è quello impostato dalla Giunta Lucini, che aveva avviato il percorso”, insistono i tre esponenti dem.

E come avevano già avuto modo di dire, ribadiscono che “le fasi previste dalla Giunta Lucini per il Piano erano quattro: la mappatura e la classificazione delle barriere architettoniche esistenti in relazione all’accessibilità dei percorsi urbani, lo studio e la predisposizione delle azioni volte all’eliminazione delle barriere architettoniche riscontrate nelle infrastrutture stradali, il confronto con le associazioni e i portatori di interessi, la prima programmazione per il triennio 2018-2020 degli interventi tesi all’eliminazione delle barriere architettoniche rilevate nelle infrastrutture stradali. La redazione del Piano doveva partire a giugno 2017 e concludersi nel dicembre scorso, ma ciò non significa poi che non fosse stato fatto nulla in questi anni: sono stati spesi 550mila euro solo per abbattere le barriere lungo le strade pubbliche e per rendere accessibili scuole, case, uffici e centri civici. Gli interventi su strade e piazze sono stati 41, sugli edifici 13, tra ascensori e rampe”.

E adesso, invitano Fanetti, Lissi e Guarisco, “bisogna proseguire rapidamente, anche prima e in preparazione del Peba. Quanto alle affermazioni dell’assessore, che poi, in vero, si è scusato, suggeriamo di frequentare un po’ di più la città per evitare di apparire supponente anche agli occhi di chi soffre la presenza di barriere architettoniche. Noi siamo pronti a collaborare, ma con amministratori realmente informati su ciò che è stato fatto e ciò che si intende fare, in continuità, appunto, con la Giunta precedente. Ne trarremo tutti beneficio”.

In conclusione, i tre consiglieri ricordano ancora una volta quali sono gli interventi fatti dalla Giunta Lucini: “Per quanto riguarda l’edilizia pubblica sono stati investiti 550mila euro ed è stato fatto l’adeguamento dei servizi igienici aperti al pubblico nella sede comunale, nel centro storico (in via Vittorio Emanuele), in Villa Olmo; è stata adeguata l’aula magna della scuola di Albate, in piazza 4 Novembre, e gli ingressi dei cimiteri Maggiore, di Lora, di Monte Olimpino con un nuovo ascensore e modificato quello della scuola media di Sagnino. Altri adeguamenti hanno riguardato l’edificio per le attività diurne dei disabili alle Serre di Mognano, l’accesso e la realizzazione dei servizi igienici accessibili del mercato coperto, padiglione grossisti, i servizi igienici e la realizzazione dell’ascensore alla scuola di via Picchi. È stata, poi, installata una piattaforma elevatrice alla scuola di via Nicolodi a Breccia, sono state abbattute le barriere dei servizi igienici e degli spogliatoi della palestra della scuola secondaria di 1° grado di via Magenta, realizzata una piattaforma elevatrice a servizio del Centro anziani di Prestino, eliminate le barriere al piano terra della scuola Don Milani di Sagnino e nei servizi igienici al primo piano della scuola primaria di via Perti, nella palestra annessa alla scuola primaria di via Montelungo e in quella annessa alla scuola di via Interlegno. Alla scuola primaria di via Sinigaglia è stata sostituita la piattaforma elevatrice”.

Per quanto riguarda la mobilità e l’arredo urbano, sono stati realizzati nuovi posti auto riservati alle persone disabili presso edifici pubblici e centro storico. Sulle strade e le reti, è stato fatto un primo intervento sui marciapiedi presso la stazione di Como Lago e vari altri per l’accessibilità alle fermate del bus. Sono stati impiegati anche dei dissuasori ad alta visibilità con catarifrangenti, secondo la richiesta dell’Associazione ipovedenti e ciechi, per un totale di altri 10 mila euro. Più altri 105mila per i marciapiedi delle vie Bellinzona, Rosselli, Borsieri, Leopardi, Risorgimento, Cardina, Varesina, Canturina.

  1. MASSIMO POZZETTI

    FORSE E’ MEGLIO RICORDARE ALL’ASSESSORE QUANTO SEGUE
    A ciascun assessore è solitamente attribuita la “delega” per un determinato settore dell’attività amministrativa dell’ente, sebbene non si tratti necessariamente di una delega amministrativa in senso proprio, comportante l’esercizio di poteri esterni. In virtù della delega l’assessore, oltre a riferire in giunta sulle questioni afferenti al suo settore e a fungere da relatore per le relative deliberazioni, sovrintende ad un insieme di uffici dell’ente che nella prassi è denominato assessorato. Sebbene l’assessorato sia per certi versi assimilabile ad un piccolo ministero, a differenza di questo non costituisce un’amministrazione distinta ma una semplice ripartizione organizzativa in seno dell’ente.

    Da quanto detto emerge che l’assessore opera come membro di un organo collegiale dell’ente, la giunta, e non come organo monocratico, a differenza dei ministri (e degli assessori della Regione Siciliana) che, invece, uniscono i due ruoli. L’assessore assume anche la veste di organo monocratico solo nel momento in cui riceve dal sindaco o dal presidente una delega in senso proprio, comportante l’esercizio di poteri a rilevanza esterna. Peraltro, si ritiene che gli statuti regionali, provinciali e comunali, grazie alla maggior autonomia organizzativa riconosciuta in questi ultimi anni agli enti, possano diversamente configurare il rapporto tra assessore e giunta, attribuendo direttamente al primo poteri a rilevanza esterna.

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