Politica

Elezioni provinciali, ipotesi lista tricefala Pd-Forza Italia-Fratelli d’Italia. La Lega va da sola

Le fonti puntano tutte ad ammosciare la cosa: “Massì, è la Provincia, un ente di secondo livello, non ha il valore politico del Parlamento, si lavora tutti assieme per il bene del territorio, al di là delle bandiere”. In parte, ammosciamenti che ci possono stare: non è Villa Saporiti il centro del mondo per il futuro della politica comasca e italiana.

Però, come si suol dire, c’è un però. E quel però sta tutto nel fatto che in vista delle prossime elezioni per il consiglio provinciale (7 aprile, votano solo sindaci e consiglieri eletti) si sta alacremente lavorando a una lista unitaria formata dai rappresentati di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Pd. Il che fa comunque effetto e anche non fosse un inedito assoluto nel Belpaese (benché esempi simili non ne vengano a mente), certamente prefigura uno schema da laboratorio rarissimo e azzardatissimo.

Eppure, è tutto vero: da giorni, in vista del voto, le segreterie provinciali di berlusconiani, meloniani e democratici stanno vagliando seriamente la possibilità di presentare 12 nomi in una lista unica (con un tot di rappresentanti a testa, naturalmente, compreso almeno un esponente diretto del presidentissimo Fiorenzo Bongiasca, aperto sostenitore della fusione).

Fiorenzo Bongiasca presidente Amministrazione Provinciale (Pozzoni)

Forza Italia e Fratelli d’Italia non avrebbero alcun problema ad andare assieme, di base. Il Pd, tramite il segretario provinciale Federico Broggi, sta ovviamente incontrando qualche asperità in più nei sondaggi interni al partito. Le “ali sinistre” dei dem, infatti, ai primi accenni hanno mostrato qualche capello diritto in testa, soprattutto al nome “Fratelli d’Italia”.

La trattativa-sondaggio di Broggi terminerà nelle prossime ore e a quel punto si saprà se la creatura tricefala per conquistare la maggioranza del consiglio provinciale nascerà o meno (in termini di chances, si è al 50% sì e 50% no).

Come molti avranno già intuito, c’è un’altra notizia in questo scenario: l’assenza della Lega. Che, forte di consenso e sondaggi salviniani, ha già sbattuto la porta in faccia ai teorici alleati di centrodestra, annunciando la decisione di correre da soli il 7 aprile.

Ma qui si pone una doppia questione: nel caso la creatura Pd-Forza Italia-Fratelli d’Italia nascesse e con ogni probabilità ottenesse la maggioranza dei 12 consiglieri da eleggere, che farebbe poi la Lega? Minoranza in solitaria o gruppone postumo con tutti gli altri, nel segno dell’unità “per il bene del territorio”? Mistero.

Alla presentazione delle liste, comunque, mancano 15 giorni esatti. E quel giorno si vedrà se Villa Saporiti si proporrà come mini-laboratorio politico oppure tutto tornerà su binari più consueti. Col Pd in solitaria nel centrosinistra, insomma.

EDIT 18.33 – Nemmeno 3 ore dopo l’uscita dell’articolo, il segretario provinciale del Pd, Federico Broggi, si è pubblicamente espresso sulla questione. QUI L’ARTICOLO

  1. Tex Willer

    Satanasso di un Fiorenzo. 🤣

  2. Davide Fent

    Ma le Province non erano abolite? Basta con questa farsa, se rimangono torni a votare e a scegliere il Popolo democraticamente, i politici esperti e i parlamentari comaschi dovrebbero portare a Roma anche questo a Tema. Anche perché si stanno creando problemi mica da ridere.
    In tanti si erano fatti promotori di una petizione che sollecitasse il governo italiano ad eliminare le 110 province italiane.
    Il giornalista Gianluigi Paragone, allora vicino al centrodestra, ricordava come durante la campagna elettorale 2008 sembrava che tutti i politici fossero intenzionati ad eliminare questo ente locale che costa ai contribuenti 16,5 miliardi di € all’ anno.
    Si era richiesto quello di bloccare subito i processi di costituzione delle nuove 25 province, e di abrogarne almeno venti, per poi proseguire alla loro abolizione?? ? «Parlamentari se ci siete battete un colpo», anche attuale Presidente della Provincia di Como, politico di lungo corso, che Stimo si unisca agli altri Presidenti per risolvere il problema. Torni il voto alle Cittadine e Cittadini, ha ragione Pierluigi Tremonti. Dai qui si affossa la Democrazia. Baci e Abbracci a Tutte tutti, state sereni.
    Davide @davidefent

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