Politica

Forza Italia, la faida si consuma nel sangue. Cangialosi: “Cattiveria, frustrazione”

La ferita azzura è profonda, infiammata e ben lontana da qualsiasi guarigione. Sembra passata un’era geologica dai fasti del berlusconismo spinto, perché quando il capo era il capo ogni cosa era facile, gioiosa: vento in poppa, vittorie in tasca. Così gli eredi oggi si contendono quanto poco (almeno percentualmente) è rimasto nel piatto.

Insomma, è faida familiare iniziata nel pre e deflagrata nel post elettorale. Una storia tutta comasca si consuma da settimane sulla testa del neopresidente del Consiglio Regionale, Alessandro Fermi, che del partito è ancora (pur se per poco dato l’incarico istituzionale) coordinatore provinciale.

E’ un fiume in piena Giuseppe Cangialosi che, nel tardo pomeriggio di oggi, è entrato, via Facebook, nel dibattito forzista con una lunga e durissima riflessione in favore e difesa granitica di Fermi.

Il coordinatore dei giovani di Forza Italia (e consigliere comunale a Montano Lucino) parla senza mezze misure di “cattiveria e frustrazione“, di “personalismi” sanati da Fermi e, in qualche modo, della della memoria singhiozzante di chi ha attaccato Fermi solo dopo la débâcle: “Nella primavera del 2017 grazie all’impegno e alla tenacia del nostro coordinatore, Forza Italia, insieme ai nostri alleati storici, ha riconquistato i due Comuni più grandi della Provincia: Como e Cantù”. E ancora: “E’ bello lamentarsi dopo una sberla elettorale. Se realmente pensate che Fermi stesse sbagliando tutto e che fosse una persona con poco acume politico bisognava parlare prima e non ora arrampicandosi sugli specchi solo per una sconfitta.

Prima di affondare nel lungo post di Cangialosi è bene rinfrescare alcuni passaggi, soprattutto per quanto riguarda la missiva dell’ala Giola-Rinaldin:

Forza Italia shock. Caprani: “Incapaci elettorali attaccano Fermi. Io pronto a lasciare”

L’ala Giola-Rinaldin scrive a Gelmini: “Fermi ha lacerato e diviso Forza Italia”

Un “parricidio” politico in Forza Italia: ira e divorzio Fermi-Rinaldin (causa Giola)

Davanti a tanta cattiveria e frustrazione rimango basito. Mi riferisco – accusa il coordinatore dei giovani forzisti – agli attacchi gratuiti che queste settimane vengono rivolti al Coordinatore Provinciale Alessandro Fermi.
Di solito, e chi mi conosce bene lo sa, non amo fare polemica, però, a mio avviso, in qualità di amministratore locale e coordinatore regionale dei giovani di Forza Italia non posso rimanere silente davanti a queste parole vuote e senza significato”.

Prima di sentenziare sull’operato di Fermi dovremmo tutti fare un passaggio storico giusto per rinfrescarci un po’ la memoria.
Fermi viene nominato coordinatore nel febbraio del 2014 e trova un partito completamente lacerato da personalismi e divisioni interne. Molti esponenti storici avevano abbandonato il partito creando un movimento locale: Autonomia comasca. Nei paesi della Provincia Forza Italia non aveva più militanti e tesserati. I più sostenevano che i nostri politici locali avevano stufato perché non hanno prodotto nulla per il territorio ma pensavano solo a litigare. A questo si aggiunge che le varie divisioni e i vari personalismi avevano fatto perdere al partito due roccaforti di centrodestra come Como e Cantù. Questo in breve è quello che Fermi ha ereditato dai suoi predecessori“.

FERMI, RINALDIN, GIOLA: TUTTE LE TAPPE

Oggi, chi attacca il coordinatore, probabilmente non ricorda o peggio fa finta di dimenticare queste cose per alimentare una polemica inutile. Detto questo, in 4 anni, si è cercato di ricostruire con fatica tutto il partito sul territorio con azioni concrete e mirate solo ed esclusivamente per il bene del movimento. Ne ricordo solo alcune, sempre per rinfrescare la memoria ad alcuni: in primo luogo Fermi attraverso il dialogo è riuscito a riportare in Forza Italia il gruppo di Autonomia Comasca; ha trovato un coordinatore cittadino su ogni paese della Provincia radicando sempre di più il partito (come ho detto prima erano scomparsi tutti); ha dato il via a una stagione di tesseramento su tutto il territorio per celebrare i congressi comunali (Mai celebrati in Forza Italia dal 94 al 2015) per eleggere coordinatori e comitati comunali. Elezioni avvenute anche nei grandi centri che hanno visto eletti Anna Veronelli (Como), Matteo Ferrari (Cantù) e Angelo Cairoli (Erba)“.

“Infine volevo ricordare come nella primavera del 2017 grazie all’impegno e alla tenacia del nostro coordinatore, Forza Italia, insieme ai nostri alleati storici, abbia riconquistato i due Comuni più grandi della Provincia: Como e Cantù e riconfermato con un risultato strepitoso e contro ogni pronostico la città di Erba.
Riguardo l’accusa secondo la quale Fermi non ascolta i nostri amministratori dei grandi Comuni, ricordo anche che nella festa di ringraziamento per Fermi c’erano oltre 500 persone tra amministratori (ricordiamo in Provincia ci sono 85 Sindaci vicini al “pessimo” coordinatore) ed iscritti, se Fermi non ascoltasse nessuno non sarebbe nemmeno in grado di radunare 500 persone il sabato sera quindi come al solito accuse infondate e prive di senso”.


A quelli che oggi lo accusano, a mio avviso, ingiustamente chiedo: “Perché non lo avete attaccato negli anni scorsi? Perché non avete contestato la sua linea?” E’ bello lamentarsi dopo una sberla elettorale. Se realmente pensate che Fermi stesse sbagliando tutto e che fosse una persona con poco acume politico bisognava parlare prima e non ora arrampicandosi sugli specchi solo per una sconfitta elettorale“.

  1. Matilde

    Fermi viene da an, è in regione solo perché è stato candidato da Rinaldin 5 anni fa. Poi, appena eletto, ha tradito Mantovani che lo aveva sostenuto. Oggi ha preso le preferenze (molte meno di quelle che voleva) in una lista senza avversari e con almeno 3000 voti portati dalle 2 donne. Ha regalato tutte le posizioni di forza italia in cambio del suo assessorato che non è arrivato. Poi ha detto solennemente che avrebbe rifiutato il posto di presidente del consiglio e invece ha fatto esattamente il contrario… dobbiamo continuare?

  2. Carlo

    Proponiamo un’altra riflessione , Forza Italia in provincia di Como ( e non solo ) è oramai un partito trasparente quasi irrilevante dove non si ha un punto di riferimento certo che sappia dare una visione e che sia una guida per i pochi sostenitori .
    Maria Stella Gelmini distratta dagli impegni romani e dal proprio territorio bresciano
    Alessandro Fermi oramai distratto dal suo nuovo ruolo ( bravo però a capitalizzare solo per se i propri successi )
    Gianluca Rinaldin che scalpita per mantenere il proprio peso politico di guastatore
    Domiziana Giola ininfluente ma ambiziosa ma non conta nulla
    Cangialosi bravo ma deve affrancarsi da Fermi
    Tutti gli altri presunti referenti fanno tanto rumore ma hanno un’unico scopo , quello del loro prestigio.
    Conclusione amara: nessuno purtroppo veramente interessato al territorio ed ai suoi numerosi problemi ( paratie, frontalieri, tremezzina…)
    Di questo passo si è poco credibili quando si rivolge ai militanti , ancor meno quando prossimamente verranno tutti a chiedere sostegno e voti per le prossime elezioni. Da parte di molti ci sarà il definitivo distacco.
    Triste conclusione

  3. Matilde

    seguo forza italia da tanto tempo, ma questo signor Cangialosi non so chi sia…. in lombardia e nel comasco mi vengono in mente ben altri nomi. Comunque, che nessuno di questi signori sia in grado di fare qualcosa di concreto e riconoscibile per Como è la più triste delle realtà, come scrive Carlo.

  4. Matilde

    Comunque oggi la Gelmini dice che Fermi ha lavorato bene…. certo, benissimo, ma solo per se stesso e per il suo stipendio, perchè il presidente del consiglio regionale per il territorio comasco può fare zero

  5. Carlo

    Oggi sul Corriere viene indicato che ci sarà un incontro a Milano della ” fronda degli arrabbiati” . La Sardone dice ” un incontro tra persone che lavorano sul territorio e che fanno fatica a riconoscersi nel partito in cui hanno sempre militato».

    Nel partito dibattito inesistente , tanti angoli del territorio senza voce , disaffezione degli iscritti, nessun riconoscimento del merito , utili solo a portare voti e poi dimenticati.
    Matilde dice che le vengono in mente altri nomi rappresentativi nel comasco, concordo con lei, occorre un vero e voluto confronto interno in cui possano emergere nuove personalità che indubbiamente ci sono.

    P.S. Giuseppe Cangialosi è il braccio destro di Fermi

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