Politica

Forza Italia, tra rivoluzione e addio: Fermi con Toti. Sul palco Airoldi e il Caprani Show

Non c’è un’ufficialità in senso stretto. Ma dall’evento “Avanti per Forza” tenuto oggi a Sesto San Giovanni e voluto dagli azzurri Alessandro Fermi, Giulio Gallera, Alan Rizzi, Mauro Piazza e Federico Romani si sono evinte due cose.

Innanzitutto che promotori e sala hanno il loro interlocutore ed è il governatore della Ligura Giovanni Toti, non a caso presente e autore di un nuovo, duro discorso sulla necessità di una rifondazione radicale del partito oppure della sua archiviazione per qualcosa di nuovo.

E poi che anche alcuni altri big comaschi della creatura berlusconiana hanno scelto questa strada. Oltre a Fermi, ad esempio, sono saliti sul palco il sindaco di Erba, Veronica Airoldi, e il coordinatore provinciale Mauro Caprani (erano presenti in platea, tra gli altri, Anna Veronelli, Federica Bernardi, Andrea Maspero, Barbara Magni, Giuseppe Cangialosi, Belinda Zannino; tra i nazionali da segnalare Paolo Romani).

Fermi – con mirino puntato sul governo gialloverde romano (poco amato soprattutto nella prima tonalità) – ha parlato di una “deriva culturale pericolosissima, di una cultura mortificata che è la tomba del nostro Paese”.

E – sulla falsariga di Toti – il presidente del consiglio regionale lombardo ha poi rimarcato che “ora non possiamo più stare fermi, aspettare, cercare di capire e continuare con dietrologie e tatticismi. Che si chiami Forza Italia o in un altro modo, un contenitore serve, la gente ci chiede un ultimo tentativo”. Nota, inoltre, la richiesta di svolgere primarie per la scelta popolare del nuovo leader.

Anche Airoldi ha rilanciato dal palco sul tema di “recuperare il rapporto con gli elettori, con i cittadini; Forza Italia per tanti anni ha saputo intercettare le richieste e i bisogni della classe media, oggi tanti politici di Forza Italia non sanno nemmeno capire le domande del popolo e dunque non sanno dare le risposte”.

Durissimo sia con i Cinque Stelle che con Matteo Salvini il coordinatore provinciale di Forza Italia Mauro Caprani: “Sull’autonomia della regione, dopo aver portato milioni di persone al voto, tutto tace perché a Roma ci sono interessi contrastanti; ieri un personaggio che come cosa più impegnativa nella vita aveva venduto le bibite allo stadio ha detto che ritirerà le concessioni autostradali e il titolo Atlantia è crollato; un altro imb….e di ministro vuole fermare le concessioni della Tav; al Congresso della famiglia di Verona un politico (Salvini, ndr) per soli scopi personali e politici è stato fatto entrare pur avendo due figli da due donne diverse, salvo poi baciare il crocifisso e alzarlo al cielo. Scusate ma allora o siamo distratti o siamo diventati cogl…i”.

E poi il leader dei “ribelli”, quel Giovanni Toti al quale proprio Fermi ha passato la parola, e che pur essendo fresco di nomina da coordinatore nazionale di Forza Italia è andato giù pesante facendo balenare chiaramente l’ipotesi di una scissione.

“Io non sono succube delle idee della Lega, grazie ai cui muscoli però governiamo in tante zone d’Italia, ma nemmeno delle terrazze romane di Calenda, dove si parla di impresa profumata con i gemelli alla camicia ben stirata. Non dobbiamo continuare a guardare al passato, dobbiamo aprire la porta e non morire nella stanza per fame e per sete. Non abbiamo tempo da perdere: dal 14% siamo arrivati all’8% ora i sondaggi ci danno al 6%: cosa devono fare ancora gli elettori per dirci che stiamo morendo?”

“Vogliamo che chi ci ha votato vada nella Lega o in Fratelli d’Italia? – ha proseguito Toti – Abbiamo il dovere di dire le cose più spiacevoli, perché il medico che non dice la verità fa morire il paziente. Le cariche del partito vanno azzerate, dobbiamo salvare l’Italia, non una classe dirigente chiusa in se stessa: no alla codardia, all’insipienza, alla vigliaccheria. Serve un rinnovamento radicale, persone nuove, tornare fuori dalle stanze chiuse e coinvolgere quanta più gente possibile a partire da chi se n’è andato, da chi non ci vota più. Senza questo coraggio, le strade si dividono”.

E se mai accadesse, la sensazione è che – sul Lario – da Alessandro Fermi in giù, i nomi pronti a seguire il governatore della Liguria siano già pronti.

  1. Leonardo

    Oggi purtroppo non ho potuto partecipare a questo evento per impegni personali quindi non ho ascoltato l’intervento del sig. Caprani e mi sono limitato a leggere quanto riportato nell’articolo qui sopra ma indipendentemente da ciò che ha detto io trovo scandaloso che ad un evento del genere, dove parla di cambiamento e si vuole contribuire a costruire una nuova Forza Italia, abbiano dato la parola ad un personaggio che da quando è stato nominato coordinatore provinciale a Como ha solamente distrutto e allontanato un sacco di gente; se pensiamo di ripartire da uno come lui, siamo verammente messi male.

  2. Franco

    Pensare che Forza Italia sia rappresentata da Fermi e Capriani è come immaginare Dracula all’Avis. Da questi personaggi che hanno ucciso il partito in provincia di Como sono cose che non si possono sentire.

  3. Andrea

    Grazie a Toti scopro che chi ha la camicia stirata non può parlar d’impresa.
    L’ex giornalista del TG4 di Fediana memoria è diventato un descamisados: fantastico!

  4. Leonardo

    Se la ripartenza di Forza Italia o la scissione e la nascita di un nuovo soggetto politico passano dalle parole di Caprani che nella sua “carriera” da coordinatore non ne ha azzeccata una neanche per sbaglio siamo proprio fritti!!! Le persone e le potenzialità ci sono anche nella nostra provincia comasca ma bisogna rinnovare alla base…non ripartire da chi ha “distrutto”…

  5. Carlo

    Concordo con i commenti precedenti, ieri c’ero a Sesto e ho ascoltato gli interventi.
    Buona l’idea di ripartire , di cercare nuovi stimoli, ma per andare verso cosa ? Riconquistare i moderati, il centro… belle parole ma con quale proposta politica ?
    Come direbbe Fermi ..iniziamo e poi le proposte ci saranno.
    Ne dubito , prima occorre indicare le proposte politiche e poi vediamo se siamo ancora attrattivi .
    Penso al contrario che ieri , al di la di pochi volti nuovi ( ma inesperti e poco conosciuti ) si sia voluto ripartire con volti che nel partito ci sono da anni a vari livelli ed hanno contribuito a portarci in questa situazione., ripartire da un Caprani che è tutt’altro che democratico e inclusivo mi sembra un azzardo.
    Finche il rinnovamento parte da loro non ne usciremo mai .
    In ogni caso auguri di buon lavoro , magari siamo tutti noi a non capire la forza di questo nuovo passaggio

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