Politica

Patria, destra e tanto Nord: Santanché e Butti fissano le nuove bussole di FdI

Un appello esplicito a non rompere l’alleanza storica del centrodestra a livello locale, nonostante il neogoverno nazionale Lega-Cinque Stelle; e poi un invito chiarissimo “tornare a fare la destra, abbandonando il moderatismo”.

Daniela Santanchè, senatrice e coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, ha lanciato le parole d’ordine per il prossimo futuro nella sua tappa comasca di oggi. Al centro “Starting Work” di Como, assieme al deputato lariano Alessio Butti, Santanchè ha anche nominato – con applauso della sala piena – Stefano Molinari ufficialmente coordinatore provinciale di FdI.

La senatrice ha poi spiegato il ruolo del partito a livello nazionale, sottolineando l’esigenza di allargare e accogliere sempre più in Fratelli d’Italia anche personalità con storie politiche e sensibilità differenti, benché in linea con “i nostri valori storici: il patriottismo, la vicinanza alle forze dell’ordine, l’orgoglio nazionale, l’obiettivo di arrivare a una Repubblica presidenziale, la lotta al fondamentalismo islamico”.

“A Roma – ha poi spiegato – sarebbe stato un errore collocarci all’opposizione. Perché su alcuni temi, e cito l’esigenza della legittima difesa, la sicurezza e la flat tax per dirne tre, i nostri elettori non avrebbero compreso posizioni contrarie. Poi è chiaro che su altre misure, segnatamente alcune dei Cinque Stelle come il reddito di cittadinanza o altri temi di sinistra non ci saremo mai. Saremo a favore dei provvedimenti che fanno il bene dell’Italia, non su altro. Saremo un movimento di lotta ma anche di alleanze, soprattutto sul territorio con i nostri storici interlocutori che restano Forza Italia e la stessa Lega”.

La Lega e i suo recenti trionfi sono stati centrali nel discorso della “Pitonessa”: “Ma dobbiamo interrogarci sul loro percorso. Due sono i cardini fondamentali del loro successo: territorio e comunicazione. E allora quando faremo le liste per le tornate elettorali, dovranno ospitare nomi del territorio. E sulla comunicazione, basta fare i modesti o dire che quando Salvini parla di “ruspa” è solo volgare o eccessivo, semplicemente lui non fa il timido. Dobbiamo prendere esempio e fare meglio: a voler essere moderati a tutti i costi si diventa modesti. E a me la modestia, notoriamente, non piace”.

“Pensate che nel 2006 io fui la prima a proporre in Parlamento la proibizione del burqa e l’allora capogruppo leghista, Cota, disse che ero troppo dura – ha ricordato Santanchè – Ora invece la Lega ha sottratto a noi alcune delle nostre battaglie storiche. Adesso è il momento del coraggio per riprendere la strada giusta”.

Il deputato Alessio Butti – definito “sovrano” da Santanché e che pure si è detto “felice per la presenza del ministro dell’Interno oggi a Como” – non ha lesinato qualche frecciata alla Lega: “Potevamo andare anche noi a trovare gli autisti picchiati, pubblicare foto con carabinieri, poliziotti, capitreno o organizzare un flash mob sotto la sede di Asf”.

“Invece – ha proseguito – noi lavoriamo per inasprire le pene per colpire duramente l’oltraggio al pubblico ufficiale o la violazione di domicilio, per aumentare i pattugliamenti nei parchi, sui treni, nei luoghi pubblici. E la prossima settimana presenteremo una proposta di legge che depositeremo in Parlamento. Ora basta, serve la tolleranza zero”.

Sull’astensione rispetto al governo Conte, Butti ha poi sottolineato che “la presenza di Matteo Salvini e della Lega porta avanti una parte del programma condiviso da tutto il centrodestra e se i punti anche a noi cari troveranno spazio e applicazione, ne saremo solo felici”

“Su altri temi, e cito ancora il reddito di cittadinanza – ha aggiunto il deputato comasco – invece non saremo mai d’accordo. E voglio anche vedere come faranno Lega e Cinque Stelle a trovare una sintesi sul tema delle infrastrutture, visto che i primi le sostengono mentre i secondi sono contrari. Divergenze che si sono viste anche sul tema dell’immigrazione. A tratti i Cinque Stelle manifestano tratti marxisti, il loro baricentro è molto spostato a sinistra e a noi questo non può andare bene”.

Ironia anche “sul ministro del Sud (la pentastellata Barbara Lezzi, ndr): mai avrei pensato che con la Lega al governo avessimo un ministro del Sud”.

La caccia all’elettorato leghista – oggi riunito un partito nazionale che ha molto cambiato pelle rispetto a quello storicamente solo “nordista” – è partita: “La vera questione oggi è quella settentrionale – ha sottolineato Butti – Se l’economia del Sud deve ripartire, è il Nord che deve produrre la ricchezza perché poi sia ridistribuita”.

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