Politica

In Svizzera nasce il premio per chi è più anti-islamico. In palio 6 mila franchi

Un premio di 6mila franchi totali (più mille per le spese), una sorta di mini Oscar, a chi combatte l’Islam in Svizzera, naturalmente Canton Ticino incluso. A lanciare la proposta è “Il Guastafeste” movimento rossocrociato fondato da Enrico Ghiringhelli.

“In Svizzera un crescente numero di persone ha finalmente aperto gli occhi sulle mire di conquista dell’Europa da parte dell’Islam – sostiene Ghiringelli – ma pochi sono purtroppo coloro che hanno il coraggio di battersi apertamente contro l’islamizzazione del nostro Paese e la radicalizzazione dei musulmani. Nella maggior parte dei casi questi patrioti sono spesso lasciati soli, boicottati dalla stampa e ingiustamente trattati come degli estremisti se non addirittura come dei razzisti da una parte dell’opinione pubblica”.

Dunque, ecco la trovata del premio annuale.

“Nell’intento di ricompensare questi incompresi eroi dei giorni nostri e di spezzare l’indifferenza che li avvolge – spiega Ghiringhelli – il movimento del Guastafeste ha lanciato a livello nazionale un concorso denominato “SWISS STOP ISLAM AWARD” destinato a premiare ogni anno con una somma complessiva di 6mila franchi tre di loro (uno a testa per la Svizzera francese, tedesca e italiana ndr) che nelle rispettive regioni linguistiche si sono particolarmente distinti nella battaglia di vitale importanza contro l’islamizzazione”.

Una raccolta di fondi (crowdfunding) è stata aperta sul sito Tells.Geschoss.ch, garantendo l’anonimato ai partecipanti. Nel complesso le figure individuate da “Il Guastafeste” per ricevere il premio sono 16 (fra cui 4 donne).

Di seguito, nomi e curriculum dei candidati per la Svizzera Italiana.

  • Anna Lauwaert, scrittrice e collaboratrice di alcuni siti di informazione online antiIslam in Svizzera (Les Observateurs) e in Francia (Riposte Laique). Autrice del libro “Des raisins trop verts” ispirato da alcuni soggiorni in Pakistan a partire dal 1990 (https://atelier-ca-della-fiola.blogspot.com/p/des-raisins-trop-verts.htlm )
  • Stefano Piazza, esperto di sicurezza, autore del libro “Allarme Europa – Il fondamentalismo islamico nella nostra società” e opinionista del Corriere del Ticino, dove pubblica spesso articoli molto critici sul terrorismo islamico e sui movimenti islamisti.
  • Lorenzo Quadri, consigliere nazionale, autore di molte proposte parlamentari contro gli islamisti e di parecchi articoli critici contro l’islam sul giornale della Lega dei ticinesi “Il Mattino della domenica” di cui è direttore.
  • Eros Mellini, direttore del giornale dell’UDC “Il Paese”, che da anni dà spazio senza censure ad articoli molto critici verso l’Islam e la politica dell‘asilo.
  • Boris Bignasca, deputato in Gran consiglio e responsabile del “Mattinonline”, il sito web d’informazione della Lega dei ticinesi che pubblica articoli molto critici verso l’Islam e l’immigrazione islamica.
  • Iris Canonica, membro del comitato dell’iniziativa popolare ticinese e di quella federale per l’introduzione di un divieto di dissimulare il volto in pubblico, e da anni autrice di numerosi articoli molto critici contro l’Islam e in particolare contro la sottomissione e l’oppressione delle donne.
  • Alexander von Wyttenbach, presidente onorario dell’UDC-Ticino, autore di una serie di brillanti articoli critici verso l’Islam e l’immigrazione islamica pubblicati negli ultimi anni sul Corriere del Ticino

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