Politica

“Io messa ai margini, Comune inerte”. Tremezzina, dimissioni al veleno di Claudia Lingeri

La strana coppia (politica) – lui un passato Pci, ora saldamente Pd; lei un lungo trascorso leghista, adesso in consiglio e giunta come civica – non ha retto alla prova del tempo. Claudia Lingeri ha detto addio all’esecutivo del Comune di Tremezzina e, ovviamente (anzi, prima di tutto), ha detto addio al sindaco, Mauro Guerra.
Ragioni personali, anche. Ma soprattutto molti, moltissimi motivi politici, grandi differenze di vedute con il primo cittadino, tutti rimarcati con forza nella lunga lettera ufficiale con cui oggi Lingeri ha protocollato le dimissioni dal ruolo di assessore (pur restando in consiglio).

“Assenza di comunicazione”, proposte “che tardavano a concretizzarsi”, “inerzia dell’amministrazione a danno del cittadino”, una sostanziale emarginazione e persino la contestata intitolazione di “Largo Partigiani” a Mezzegra: queste alcune delle accuse principali rivolte da Lingeri a Guerra, nel segno di una coabitazione alla tolda di comando del Municipio evidentemente ormai impossibile.

Di seguito, la lettera integrale dell’ormai ex assessore al primo cittadino.

Egregio Signor Sindaco,

dopo una meditata riflessione, maturata anche nel contesto di avvenimenti personali, con la presente sono a rassegnare formalmente le mie dimissioni dall’incarico di Assessore al Turismo, Edilizia privata e sociale, attività economiche e produttive, azioni a sostegno di artigianato, commercio, servizi, da lei affidatomi in seguito alle ultime consultazioni elettorali.

Le mie dimissioni sono frutto di una lunga valutazione, che mi ha portata alla decisione di non poter continuare a condividere linee amministrative e politiche intraprese.

La rinuncia a tale incarico si è alimentata nel quadriennio, nella quotidiana assenza di costruttiva comunicazione, nel mancato accoglimento di ripetute sollecitazioni che ho accalorato dall’inizio del mandato; non c’è stata per me l’autonomia promessa, sia nel campo dell’edilizia che in quello del turismo.

Le proposte della Consulta Turismo tardavano a concretizzarsi fino a svanire, il mio ruolo diventava secondario fino ad annullarsi.

L’unificazione quale presupposto per dare immediatamente avvio ad azioni tese a modificare e innovare gli assetti esistenti dovevano creare le condizioni che consentissero ai cittadini, nel rispetto delle singole identità, di sentirsi parte attiva di tali innovazioni. Ciò non è avvenuto e la cittadinanza non è mai stata coinvolta nelle scelte importanti.

Dopo l’unificazione di uffici, personale e l’ individuazione dei ruoli sono emerse alcune criticità ma nessuna ulteriore azione determinante è stata concretizzata. Lasciando andare le cose.

L’incarico per l’unificazione dei pgt, giunta ben oltre tre anni dall’insediamento, nella assoluta assenza di opposizioni procedurali giustificate, dimostra una sostanziale inerzia operativa dell’amministrazione a danno del cittadino.

Da ciò sono derivati problemi e criticità che oggi sono sotto gli occhi di tutti, in modo particolare di chi è stato fortemente penalizzato nei progetti edilizi privati già discussi negli anni precedenti e non condivisi dai “nuovi” Responsabili. Anche in tale caso, a danno del cittadino.

Proposte ed opere progettuali, oggi in parte da me non condivise, mi portano ad allontanarmi da scelte inconcludenti sotto il profilo dell’unificazione del territorio e lontana dall’operato di questa amministrazione.

Non è questa l’idea di Tremezzina che avevo in mente.

L’operato naviga verso una Tremezzina scialba e non caratterizzata, diversa da quella che mi aspettavo e che credevo.

L’intromissione di persone estranee o di persone di fiducia del Sindaco nelle pratiche ha limitato e distrutto in diverse occasioni lavoro e sacrifici di tanti, senza potere replicare perché a decidere erano “altri”.

Infine, ritengo che l’intitolazione “Largo Partigiani” a Giulino, sia stata inopportuna, perché scelta di parte, esclusivamente politica per una lista civica che rappresenta diverse posizioni di pensiero.

La riconquista della democrazia, della pace, della giustizia sociale e dell’unità si sarebbe ottenuta con un’intitolazione rivolta a “tutti i caduti in guerra”.

Per tutto quanto sopra le mie dimissioni devono essere intese come assolutamente irrevocabili.

Mi sento in dovere di ringraziare i cittadini che con il loro voto mi hanno permesso di fare un’esperienza che, seppur negativa, ha arricchito il mio bagaglio personale e mi ha resa più forte. Ciò sarà utile nel mio “nuovo” ruolo di Consigliere Comunale, per dar voce a coloro che credono in me, per poter esprimere tutto quello che ad oggi non mi è stato concesso dire e per le mie scelte future.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa decisione, comprendendo che le indotte difficoltà a continuare di oggi saranno un punto di forza domani.

Non c’è possibilità di espressione se nessuno ti ascolta. Io mi sono sentita glissata e ripetutamente estraniata dal mio ruolo di Assessore, senza possibilità di parola.

  1. Renato Acquistapace

    In un paese dove le dimissioni sono una pratica ancora poco diffusa, la scelta di andarsene spiegandone i motivi rimane un atto di grande coerenza.
    Conosco Claudia da un po’ e so che crede fermamente in tutto quello che fa. E per me rappresenta il tipico esempio di chi riveste una carica pubblica con onore e disciplina. Sono convinto che sarà ancora una risorsa per la sua comunità e la sua gente.

  2. Carlo

    Settembre e Ottobre sono mesi importanti quando nella primavera successiva ci sono le elezioni. Si formano liste, si preparano programmi, ci si prepara a obiettare le tesi degli altri e a difendere le proprie. Si prende le distanze dai propri compagni quando si sa che saranno i prossimi avversari. Quando si hanno avute 400 preferenze su 1500 voti, si fa bene a coltivare le proprie ambizioni….ma le incomprensioni, il nome della piazza….sono così importanti? Auguri Signora Lingeri!

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