Politica

Kombat azzurri: “Pettignano esca dalla giunta o lasciamo (ancora) l’aula. Veronelli non si tocca”

Sono pronti a riprodurre lo stesso schema della settimana scorsa. Un’occhiata all’aula e poi tutti a casa (nei corridoi, in realtà). Questo accadrà “qualora l’assessore Francesco Pettignano non avesse protocollato ufficialmente le dimissioni”, raccontano i beninformati di Forza Italia.

Cosa succede? Semplice, il piccolo giallo (sbiadito) che gira intorno a Franco Pettignano da giorni deve arrivare una svolta, d’altronde i berlusconiani ci stanno mettendo (e perdendo) la faccia.

Il detonatore della crisi politica è stato pigiato dai forzisti che hanno annunciato – dopo mesi di tensioni – il ritiro della delegazione dall’esecutivo. Ligia al dovere Amelia Locatelli ha formalizzato ogni passaggio ed è (per ora) tornata a casa.

Pettignano ha tergiversato, ha lasciato il partito, è entrato in Fratelli d’Italia e ha consegnato una lettera di dimissioni al sindaco, Mario Landriscina. Il primo cittadino, interpellato, ha dichiarato su queste pagine: “Io ho in mano un pezzo di carta firmato dove si ritira, per me è ampiamente sufficiente. Il resto è burocrazia che può svolgere Pettignano in prima persona. Faccio il sindaco e ho delle dimissioni di un assessore, direi che non serve altro”.

Insomma per il sindaco è cosa fatta. Per il resto del mondo (o buona parte) no. Le dimissioni (o dimissionamento) dell’assessore non sarebbero ancora ufficialmente protocollate. Un formalismo in effetti, qualora Pettignano rimanesse in giunta (quota Fratelli).

Giunta Landriscina

Ma da Forza Italia arrivano tuoni e saette: “Deve dimettersi ufficialmente e poi rientrare con chi gli pare ma prima di tutto deve uscire dalla giunta – ci spiegano i nostri uccellini – se domani sera lo vedremo ancora in aula non prenderemo posto”. Il consiglio non salterà, comunque. Si tratta di una seconda convocazione – dopo l’abbandono della scorsa settimana – e il numero legale necessario per avviare la seduta dovrebbe essere garantito.

Quindi il caso Veronelli. Il presidente del consiglio ha scatenato malumori trasversali lasciando l’aula con i colleghi. Secondo molti accusatori, optando per un’azione politica avrebbe tradito il ruolo super-partes connaturato all’incarico.

Inoltre, sempre Veronelli, ieri è stata presa di mira dal vicesindaco Alessandra Locatelli e dall’assessore Elena Negretti. Le due superpotenti del palazzo, durante il vertice tra partiti convocato dal sindaco (e boicottato dagli azzurri), hanno scatenato l’artiglieria pesante: “Se Forza Italia ha ritirato  gli assessori per dare uno scossone politico – è in sintesi quanto avrebbero detto  – allora per coerenza avrebbe dovuto rinunciare a tutti gli incarichi compresa la presidenza del consiglio”.

Oggi la risposta azzurra è tanto breve quanto chiara: “Non scherziamo. Anna Veronelli non si tocca. Ma nemmeno per sogno”.

  1. Fabio Bulgheroni

    le dimissioni dell’assessore vanno presentate per scritto al sindaco e segretario generale e vanno protocollate, altrimenti non sono dimissioni.
    è così in ogni regolamento e statuto di comune della Repubblica

  2. Gigi

    @Bulgheroni se la sente o no di dire la sua pubblicamente su questa maggioranza o vuole continuare con commenti piccati (non si sa bene indirizzati a chi) ogni volta che esce un articolo?

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