Politica

La vendetta si gusta gelida. Alessio l’implacabile colpisce a Cantù e si prende gli ex forzisti

Les jeux sont faits.

Il grande disegno si compie. Dopo il terremoto che ha scosso Comune di Cantù alcuni mesi fa, con l’addio a Forza Italia del presidente del consiglio Mirko Gaudiello, e il capogruppo, Ciro Cofrancesco oggi il cerchio si è chiuso.

I due, come ampiamente previsto, sono entrati ufficialmente in Fratelli d’Italia. Non cosa da poco viste le elezioni imminenti.

E’ un continuo spostamento di posizioni quello che registriamo da quasi un anno sulla scena politica locale, travasi di esponenti e/o consiglieri, dal partito dei meloniani a quello dei berlusconiani e viceversa. Le pagine politiche di ComoZero descrivono giri di valzer a ritmo di rumba.

Il più clamoroso, ovvio, è stato il caso di palazzo Cernezzi con l’assessore Pettignano uscito forzista dalla giunta Landriscina e rientrato come un furetto in meno di tre ore vestendo l’abito dei Fratelli, con lui la consigliera Antonella Patera.

Un meccanismo di risposta naturale, e sanguinariamente vendicativa, alla campagna acquisti aperta da Alessandro Fermi, leader assoluto dei forzisti in terra comasca che la scorsa estate ha agguantato nomi pesanti transfughi dei Fratelli (qui).

Già perché lo scontro è di vertice e se Fermi attacca Alessio Butti, deputato e maresciallo indiscusso dei meloniani lariani, non si limita a guardare, anzi.

E mentre i due leader spostano truppe e eserciti sullo sfondo, è noto, cala l’ombra dell’ex consigliere regionale Gianluca Rinaldin, sulla carta forzista ma ispiratore di quel movimento-gruppo contrario a Fermi che trova in Domiziana Giola il portavoce informale (solo pochi giorni fa l’ennesimo attacco al partito, qui).

Così oggi Gaudiello ha mostrato le carte e formalizzato il patto di sangue con i Fratelli. A suggellar l’intesa il coordinatore provinciale Stefano Molinari.

“Dopo l’uscita dal mio vecchio partito insieme ad alcuni amici, in primis Ciro Cofrancesco (che si candiderà a Senna con una civica, Ndr) – dice l’ex azzurro – ho creato un gruppo che si ritrova spesso e inizialmente avevamo deciso di dar vita a una lista civica denominata “Per Cantù”. Attraverso il confronto con Fratelli d’Italia che è sfociato nell’invito all’inaugurazione di questa nuova sede è maturata però col tempo l’idea che insieme si potesse fare un cammino ancora più importante per la città di Cantù, per rafforzare in città i valori che contraddistinguono la vera destra liberale: lealtà, correttezza, sicurezza. Queste le parole chiave sulle quali si è consolidata questa nuova alleanza”.

“Ci siamo confrontati in modo ancora più profondo – aggiunge – con il Coordinatore Provinciale Stefano Molinari, con quello cittadino Marco Gallo e con l’Onorevole Alessio Butti e abbiamo trovato il modo di sancire questa alleanza al fine di collaborare per un credo che unisce entrambi i gruppi politici. Abbiamo deciso di far confluire alcuni rappresentanti della lista civica Per Cantù in un’unica lista insieme a Fratelli d’Italia. Credo molto in questo progetto perché abbiamo gli stessi ideali e ringraziamo Fratelli d’Italia per aver creduto in noi. Ci ritroviamo pienamente nell’appello lanciato da Giorgia Meloni e Alessio Butti alle forze moderate finalizzato ad allargare i confini della destra sociale. Qui a Cantù questo appello come in molte altre parti del Paese è stato raccolto! Ci siamo, pronti per questa sfida e questa nuova avventura. Per il futuro vedremo, posso solo dire che in queste settimane sto molto riflettendo su questa frase: “ci sono uomini che cambiano idea per non cambiare il loro partito e uomini che cambiano partito per non cambiare le loro idee”.

  1. Libero

    Complimenti per l’acquisto, tutti Ganturini D.O.C.

  2. Sono molto divertenti i cambi di casacca degli Amministratori. Non si capisce se cambiano ideologia loro o il Partito che li prende tra le loro file….oppure l’ideologia non conta niente e questi cambiano partito come i calciatori cambiano squadra. Se fosse così, la passione politica sarebbe solo dei tifosi/elettori che continuano a votare il partito mentre i politici penserebbero solo a scendere in campo ma per la squadra che li schiera o solo per loro stessi?..questo è il vero dilemma!

  3. Tutti buffoni, non votate

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