Politica

Le “nozze lampo” Rapinese-Negretti, il veleno e la sfiducia di Ada, Forza Italia umiliata

Dunque, oltre due mesi dopo l’inizio della discussione, il Regolamento di polizia urbana è stato approvato ieri notte. A garantirne la trasformazione da bozza a documento in vigore, l’alleanza politica sul punto tra un pezzo di maggioranza (Lega, FdI, Insieme per la Landriscina) e “Lista Rapinese”. E alla fine, al di là dei tecnicismi, dei commi, dei quadri legislativi di riferimento, proprio questa inedita intesa è stato il vero tema politico anche ieri, nell’ultima e conclusiva seduta.

All’assessore alla Polizia locale, Elena Negretti, così come al comandante Donatello Ghezzo, sono andati molti complimenti per l’obbiettivo raggiunto: Sergio De Santis (FdI) ha rivolto ripetutamente “un plauso” a entrambi rimarcando come “tutti sono stati liberi di avanzare le proprie proposte, alcune sono state accolte e altre no: l’ampia discussione su tutti gli articoli è stata una dimostrazione di democrazia dove la maggioranza decide per il bene della collettività pur in un dibattito vivo che coinvolto sempre l’opposizione”.

Grandi complimenti a Negretti anche da parte di Tony Tufano (Misto, sopra con De Santis), così come dal capogruppo leghista Giampiero Ajani (foto sotto) che ha sottolineato “il lavoro dell’assessore Negretti” e da Franco Brenna (Insieme) che ha detto “grazie per il lavoro intenso e cospicuo dell’assessore e del comandante” e poi ha rimarcato di essere “amareggiato dal comportamento di alcuni componenti della maggioranza (Forza Italia, ndr) che hanno voluto sottrarsi alla discussione”.

Parole di fuoco, anche rispetto all’ultimo inciso di Brenna, sono arrivate dal capogruppo di Forza Italia, Enrico Cenetiempo (foto sotto). Il quale, nell’annunciare il voto contro il Regolamento, ha parlato – rivolto proprio verso Negretti – “della vittoria di Rapinese, che è arrivato là dove voleva arrivare”, aggiungendo inoltre un passaggio durissimo: “Questo voto contro non l’abbiamo deciso oggi, ma 9 mesi fa quando abbiamo ritirato gli assessori dalla giunta. Ma ora l’umiliazione che fa più male è quella della giunta verso di noi”.

Anche Bruno Magatti (Civitas), di fronte all’asse Negretti-parte del centrodestra-Rapinese, ha rimarcato che “abbiamo assistito a un cambio di maggioranza grazie a quel che resta del gruppo di Rapinese; dico quel che resta perché ritengo che quella che è la persona di maggior qualità oggi siede accanto a me”. Il riferimento era alla grande ex, Ada Mantovani, che dopo il divorzio ha cambiato posto.

Mantovani è stata spietata nel suo intervento ricordando – con gelida malizia – che soltanto pochi mesi fa, quando ancora faceva parte della “Lista Rapinese”, il gruppo presentò una durissima mozione di sfiducia (poi bocciata) proprio all’assessore Negretti.

“Stupisce come si sia arrivati a partorire un regolamento così mal fatto nonostante il tempo trascorso, infarcito di imprecisioni, stilisticamente infelice, a tratti generico sulle condotte vietate, con articoli senza riferimenti ai corretti estremi normativi. Coerentemente con la mozione che appoggiai qualche mese fa, oggi rinnovo la sfiducia a un assessore che non ha saputo cogliere che il primo testo era irricevibile. Questo è molto grave: se non si ha contezza di cosa si sta portando in aula non posso avere fiducia nella linea politica di chi questo regolamento lo dovrà applicare”.

Pesanti anche le parole di Stefano Fanetti (Pd) che ha detto che “questo regolamento non fa bene alla città” e poi di Vittorio Nessi (Svolta Civica, foto sotto): “La montagna ha partorito il topolino con un testo scritto male, colmo di errori e idee poco chiare. Non mi scandalizzo davanti a nuove maggioranze: chi si somiglia si piglia, ma sorprende la disinvoltura con cui si dimenticano gli attacchi personali a esponenti della maggioranza. Ciascuno ha la propria dignità”.

Fabio Aleotti (M5S) ha stigmatizzato la lunghezza della discussione (“Le sedute credo saranno costate 40mila euro”) e poi ha parlato di “lavoro non sufficientemente accurato, approfondito e condiviso con le forze politiche; il regolamento sottoposto non era l’opera omnia, altrimenti gli emendamenti accettati si sarebbero dovuti contare sulle dita di una mano”.

Alessandro Rapinese, il cui gruppo come detto è stato decisivo (anche per il no di Forza Italia) all’approvazione del Regolamento, si è infine detto “lieto di trovare molti elementi da noi proposti in questo documento. E’ perfetto? No. E’ perfettibile? Sì. Ma chiunque poteva presentare emendamenti, io ho partecipato, ho indicato le mie priorità e ho cercato di migliorarlo: questa è la democrazia”.

Poi gli accenni alla radicale diversità di vedute emersa anche ieri con l’ex esponente del gruppo Ada Mantovani. “C’è qualcuno che se n’è andato? Bene, ha fatto la scua scelta. Io so bene cosa vogliono i miei elettori, perché ho tutti i loro numeri di telefono. E lei Magatti non si permetta mai più di dire quale sia la parte buona del mio gruppo e quale no. Trovo veramente fuori dal contesto certi riferimenti all’uscita di Ada Mantovani dal gruppo. E’ una grande offesa, è vergognoso che una forza politica si permetta di sindacare quali siano i buoni consiglieri e quali no”.

Poi il voto finale: con l’asse Rapinese-centrodestra vittorioso (senza Forza Italia) e il documento approvato.

  1. Giacomo

    Cenetiempo non ne azzecca una
    Vuole far schiantare il sindaco e invece non fa altro che far schiantare il suo gruppo, sempre più isolato, sempre più inutile e sempre più distante dalla realtà.
    Quanti schiaffi devi ancora prendere per capire che forse l’esperto di politica che credi di essere e vanti tanto tra un caffè e l’altro, rimane solo un vanto e nulla più. Gli altri crescono e cambiano con i tempi… forse bisognerebbe imparare. Anche berlusconi non riesce più a comunicare, perché? Perché il suo modo di comunicare andava bene 20 anni fa ora non più.
    Il tuo modo di fare politica non funziona più. Non lo dico io è non lo dice un esperto di giochini politici ma lo dicono i fatti. Guarda quanto stai raccogliendo…
    Bisogna avere l’umiltà di lasciare oppure capire gli errori…
    Ho letto nei vari articoli che tu tieni a ragazzi del tuo gruppo e fai tutto per loro… non gli stai insegnando niente di utile, solo giochetti che se un giorno verranno rieletti, non credo, saranno solo utili per essere scherniti.
    Buona giornata

  2. Fabio Bulgheroni

    Sempre divertenti ed interessanti le geometrie variabili, se non altro perchè come per alcuni aerei militari , le ali a geometria variabile consentono la ” picchiata” come i falchi, a velocità elevate…
    la domanda sorge spontanea,
    quanto tempo passerà perchè il nuovo alleato dichiari che il Sindaco non ha più la maggioranza e quindi presentare una mozione di sfiducia ?
    Saluti
    Fb

  3. Ambrogio Rossi

    Qui l’unico sconfitto è il dott. Landriscina che pur di rimanere in sella si fa supportare dai voti da colui che per mesi lo ha sbeffeggiato e ridicolizzato.
    Si cerca in tutti i modi di coprire l’incapacità politica di questa amministrazione tentando di scaricare la colpa sul gruppo di Forza Italia che invece ha dimostrato su questa e su altre vicende una coerenza cristallina, probabilmente con l’abbraccio politico di Rapinese siamo all’inizio della fine, ma forse il sig. sindaco non se ne è ancora reso conto.

  4. Fabio Bulgheroni

    Ambrogio , appunto.
    Saluti

  5. L. Lomazzi

    Cenetiempo fa parte del passato. Ma passato passato. Fin dagli anni 80 si agitava ambendo alla visibilità e allo status. Ma allora c’erano giganti rispetto alla sua statura. Oggi fa il vecchio navigato della politica. Ma è e rimane sgangherato. Nelle sue iniziative e nel modo di essere. Si ritiri. Ma certamente non ne ha l’intelligenza.

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