Politica

Galli e Landriscina contro l’Hockey Como: “Insulti e aggressioni. Il torneo si poteva fare”

Forse per la prima volta dalle elezioni della scorsa primavera, l’amministrazione comunale risponde a più voci, con forza ed estrema durezza, a una polemica caldissima. L’assessore allo Sport, Marco Galli, e il sindaco Mario Landriscina – oltre ai vertici di Csu – stamattina hanno deciso di mettere la faccia e molte parole affilatissime, per rispondere alle accuse e agli attacchi piovuti sul Comune due giorni fa da parte dell’Hockey Como (qui l’articolo originario). La vicenda è nota: la società sportiva si è infuriata perché – secondo la loro tesi – dopo mesi e mesi di attesa, il via libera finale di Comune e Csu per la riapertura della tribuna del palazzo del ghiaccio almeno a 99 posti è arrivata troppo tardi per poter organizzare il Torneo Gosetto, evento di carattere internazionale che si sarebbe dovuto svolgere il 25 e 26 marzo prossimi. Ne sono seguite parole durissime all’indirizzo di Palazzo Cernezzi, accusato esplicitamente di “malapolitica”.

“Premetto che mi sono scusato subito con l’Hockey Como per il ritardo – esordisce Galli – ma detto ciò tutto il percorso che ha seguito il Comune per il palazzo del ghiaccio ha visto mesi di lavoro e investimenti perché anche le altre associazioni possano usufruire della struttura e organizzare manifestazioni. E infatti così sarà. Vorrei sottolineare che a Casate non c’è il “PalaHockey” e nemmeno il “PalaAmbrosoli” (il presidente si chiama Luca Ambrosoli, ndr). Anzi, dal presidente, e non soltanto da lui, ho letto toni aggressivi, polemici e fuori luogo. Si è parlato di accanimento: rispondo che appena insediato mi dissero che al 99% il palazzetto sarebbe rimasto totalmente chiuso e invece l’abbiamo aperto; e poi ribadisco che solo nel 2017 abbiamo investito 105mila euro e sono già pronti altri 181mila euro in tre tranches per lavori che partiranno da subito e si concluderanno entro il 31 agosto”.

Galli è un fiume in piena: “Io non uso i social, la porta del mio ufficio è sempre aperta: gradirei che non ci nascondesse dietro ai social per aggredire e insultare ma si preferisse il confronto faccia a faccia. Inoltre, ho risposto a tutte le richieste del presidente dell’Hockey sia sabato scorso alle 10, sia il lunedì alle 7 e così via. Poi, però, prima che martedì la società decidesse di annullare il torneo Gosetto nessuno si è degnato di avvertirmi. Qualcuno si è spinto anche a parlare di accanimento del Comune contro l’Hockey: forse terapeutico, visti gli sforzi che abbiamo fatto e faremo per sistemare il palazzo del ghiaccio”.

Marco Benzoni, direttore di Como Servizi Urbani, società che materialmente ha in gestione la struttura, ha inoltre ricordato che “lo scorso anno l’autorizzazione in deroga per svolgere il Gosetto venne firmata il 9 marzo e il torneo si sarebbe tenuto l’1 e 2 aprile. Quest’anno l’avremmo data il 28 febbraio per il 26-26 marzo, mi pare dunque che la questione che non ci fossero i tempi per organizzare la manifestazione sia dunque discutibile”.

Durissimo anche il sindaco Mario Landriscina: “Questa vicenda e certe accuse mi hanno particolarmente infastidito perché vedo un accanimento patologico contro un’amministrazione che punta soltanto a garantire la sicurezza delle strutture e degli atleti che le frequentano. Garantire la sicurezza significa fatica, tempo, costi. Per questo dico che sulla vicenda del palazzo del ghiaccio ci sono state accuse strumentali, capziose e faziose contro di noi. Un conto sarebbe stato almeno condividere una scelta, un altro cavalcare una tigre che in realtà è un pallone sgonfio. Non deve passare l’idea che in questo Comune lavorano solo sfaccendati e lazzaroni: la verità è che stiamo cercando di fare progetti di prospettiva e non di mettere solo le solite pezze, ma i soldi sono pochi e la burocrazia è devastante”.
Anche il sindaco ha fatto un accenno velenoso alla questione del “Gosetto” annullato dall’Hockey Como perché non ci sarebbero più stati i tempi utili per organizzarlo: “Scopro invece che l’anno scorso servirono anche meno giorni e che un torneo che il sabato prima si poteva organizzare – e io stavo firmando l’autorizzazione già venerdì, poi sono stato fermato – il martedì dopo invece assolutamente no. Mi porrei delle domande, se fossi un iscritto della società”.

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