Politica

Mense, la bozza per la rivoluzione: 5 cucine chiuse e pasti dai privati anche ai refettori

C’è una prima bozza di quella che sarà la (comunque certa) rivoluzione delle mense comunali a Como. Tanto che – sebbene qualche dubbio nella maggioranza di centrodestra esista ancora – la prossima settimana in giunta potrebbe già arrivare la delibera specifica. L’antefatto è noto: su tassativa indicazione del segretario generale di Palazzo Cernezzi, per l’anno scolastico 2018-2019 il Comune non potrà più confermare ben 47 contratti a tempo determinato nel servizio mense. Il che ha comportato la scelta della giunta Landriscina, già resa nota nelle scorse settimane, di affidare per l’anno prossimo la preparazione di circa 1.800 pasti (su 4mila totali) a un’azienda esterna, tramite un prossimo bando di gara. Finora non era ancora trapelato nulla circa le novità dettagliate di questo sicuro cambiamento. Martedì scorso, però, in Comune si è riunito il gruppo di lavoro ad hoc. E qualcosa è filtrato, almeno secondo quanto ci è stato possibile ricostruire tra rumors e conferme semiufficiali.

Benché il quadro sia suscettibile di affinamenti e variazioni (anche se difficilmente sostanziali), le cucine che dovrebbero essere esternalizzate sarebbero 5 e riguarderebbero le scuole di via Alciato, di via Nicolodi (queste due sicure per problematiche strutturali forti) e poi quelle di Monte Olimpino, di via Fiume e di Prestino (su queste 3 la certezza assoluta ancora non c’è). In queste strutture, dunque, le cucine chiuderebbero e i pasti dovrebbero essere portati dal futuro vincitore della gara per l’esternalizzazione. Ma la vera novità potrebbe essere un’altra, ovvero l’allargamento dell’esternalizzazione anche a tutti i refettori delle scuole comunali che già oggi non hanno a disposizione una cucina interna. Anche per questi casi, dunque, i pasti – che ora vengono comunque cucinati nelle altre cucine attive nelle scuole comunali e poi trasportati – dovrebbero essere totalmente affidati all’azienda che vincerà la gara.

Questa, dunque, la bozza discussa martedì scorso dalla maggioranza di centrodestra. Come si diceva, modifiche e cambiamenti sono ancora possibili, poiché non è ancora stato redatto un documento ufficiale con le indicazioni definitive. Ma l’orientamento sembra sostanzialmente quello descritto e inoltre la giunta sembra decisa ad avviare per tempo un iter che tra confronto con i dirigenti scolastici, con le commissioni mensa, appalto e aggiudicazione richiede ampi margini per evitare guai a settembre.

“Ad oggi non posso ancora confermare nei dettagli quello schema – dice l’assessore alle Politiche Educative, Amelia Locatelli – Abbiamo avuto incontri con i sindacati, altri ne avremo, così come ci confronteremo con le direzioni didattiche. Di sicuro i problemi legati all’impossibilità di confermare 47 contratti per l’anno prossimo oltre alle numerose indicazioni giunte dall’Ats per varie strutture, ci impongono di guardare all’esternalizzazione parziale del servizio. Confermo che quasi certamente due scuole interessate saranno quelle di via Alciato e via Nicolodi. Su tutto il resto a breve potrà dare dettagli maggiori a breve. Comunque intendiamo arrivare a una decisione definitiva a breve”.

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