Politica

No leghista al Ramadan, il Pd: “Sceneggiata, pantomima. Politica rozza e meschina”

Sinistra e centrosinistra scatenati contro la posizione intransigente di consiglieri e assessori della Lega che vorrebbero negare spazi pubblici alla comunità turca islamica per la celebrazione del Ramadan a maggio.

“Puntuale come ogni anno arriva la sceneggiata della Giunta comunale sulla concessione degli spazi ai cittadini islamici per la preghiera del Ramadan – attaccano gli esponenti del Pd Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco – Ci pare appena il caso di ricordare al Carroccio e ai suoi esponenti che la stessa pantomima si era ripetuta esattamente un anno fa quando la comunità islamica aveva chiesto spazi a Muggiò. Per non parlare della Festa del sacrificio: se ne era fatto un gran parlare, ma alla fine, siccome in Italia è proibito ammazzare animali in pubblico, tutto si risolveva con una normale celebrazione”.

 

“A Como la Lega cavalca sempre le stesse battaglie tranne poi perderle, perché alla fine, ogni volta, è costretta a concedere gli spazi, visto che queste persone non fanno nulla di male o di illegale – continuano Fanetti, Lissi e Guarisco – Ma ogni volta bisogna ripetere la stessa vergognosa pagliacciata. È la politica più rozza e meschina: individuare un nemico e ingigantire, o inventare, i problemi per coprire insipienza e mancanza di idee. Quando comincerà la Giunta a risolvere i problemi veri dei cittadini?”.

Ai consiglieri si è unito il segretario cittadino del PD, Tommaso Legnani: “Poiché la libertà di culto è un diritto garantito, se coloro che richiedono lo spazio agiscono, come hanno fatto gli altri anni, nella legalità e utilizzando i canali corretti, non c’è alcun motivo per vietargli alcunché e anzi sarebbe un gesto proprio scorretto”.

Anche Rifondazione Comunista si scaglia contro la Lega con un comunicato: “Ci risiamo, alle/i dirigenti leghiste/i comasche/i (e non solo) la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza proprio non interessa e giorno dopo giorno si prodigano per oltraggiarla ed eluderla. Questa volta è toccato agli articoli 19, e 20, quei due articoli che determinano Il diritto di professare liberamente la fede, la libertà di culto e di propaganda, il divieto di discriminazione”.

“Siamo indignati – aggiunge Fabrizio Baggi – Da quanto delle donne e degli uomini che rappresentano le istituzioni cittadine continuino a mettere la nostra città nella condizione di essere una città anticostituzionale mediante azioni concrete e dichiarazioni ufficiali come questa. Forse qualcuno dovrebbe ricordare a questi signori che una volta eletti si rappresenta l’istituzione e non solo la propria forza politica e che la Costituzione Repubblicana va conosciuta ed applicata nonostante il clima propagandistico e di perenne campagna elettorale nel quale la Lega ha fatto cadere la città ed il Paese tutto”.

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