Politica

Pd, Broggi attacca Landriscina: “Pretende solo inchini. Intanto il teatrino paralizza Como”

Dopo la sfuriata via tv contro giornali e siti di informazione, il Pd va all’attacco del sindaco Mario Landriscina peraltro nelle ore in cui l’assessore Simona Rossotti ha definitivamente annunciato le dimissioni irrevocabili.

“Il sindaco Landriscina ancora una volta preferisce attaccare gli altri invece di fare autocritica, una sana autocritica – afferma il segretario provinciale Federico Broggi – Inutile dire che chi fa politica sia mediaticamente esposto al giudizio altrui e della stampa ed è ridicolo pensare che la stampa possa solo dir bene di un’amministrazione, senza avere il diritto di evidenziarne i limiti e i difetti”.

“Affermare che i media facciano “disinformazione di ogni tipo”, alimentino “chiacchiericcio inutile” e “situazioni deplorevoli sul piano del linguaggio e dei rapporti tra le persone” – prosegue Broggi riprendendo le accuse rivolte da Landriscina ai media – equivale a pretendere un inchino di fronte a qualsiasi tipo di scelta e a pretendere che la stampa non svolga il proprio ruolo di critica e pungolo. Avere la pretesa di essere l’unico a occuparsi di cose serie e importanti vuole essere invece un’ammissione dell’aver completamente perso il bandolo della matassa”.

Il segretario del Pd poi punta ai nodi politici della giunta di Como.

“Già novembre ho chiesto al sindaco di togliersi dall’imbarazzante situazione in cui si trova il Comune di Como: se continua a sentirsi ostaggio, lasci i responsabili al proprio destino, ma smettiamola con questo teatrino che sta ridicolmente paralizzando la città – è l’affondo – Prima Forza Italia esce dalla maggioranza e ora vuole rientrarvi, Pettignano in una giornata è uscito e rientrato in Giunta con due casacche diverse, ora esce la Rossotti – e i motivi sono ancora oscuri, tranne l’aver perso il sorriso –, la Negretti in bilico, un’attività amministrativa completamente ferma. E di fronte a tutto ciò pretendiamo che la stampa stia zitta? Che non faccia mezza domanda? Che non chieda mezzo chiarimento?”.

Broggi premette di “non chiedere le dimissioni di Landriscina, perché la città non ha bisogno di questo, ma uno scatto d’orgoglio sì! Chi governa questa città? Il sindaco o le forze che dovrebbero sostenerlo? In questi quattro mesi non è cambiato nulla e il primo cittadino continua a essere ostaggio della sua stessa maggioranza, che, a correnti alterne, cambia di composizione e numeri. La città assiste stancamente a questo spettacolo indecoroso della politica e sente Palazzo Cernezzi sempre più lontano”.

“E chiedo ancora, se mi è consentito e non alimento inutile chiacchiericcio: in che direzione deve andare Como nei prossimi 10 anni? Che città vogliamo impostare? – chiude Broggi – Vogliamo occuparci solo del costo del parcheggio o pensiamo di dare una visione a questa città dal punto di vista turistico e culturale? Forse a queste domande non avremo mai risposta, ma è bene che sindaco e amministrazione comunale qualche ragionamento lo facciano”.

  1. Bruni

    Ha ragione Broggi : occorre uno scatto d’orgoglio da parte del sindaco. In questi due anni non ha prodotto e soprattutto è stato latitante forse è meglio che torni a fare il medico e lasci il posto a gente preparata

  2. Gioele

    La vera domanda a cui l’attuale Amministrazione non riesce a rispondere è quella che ha posto il Segretario Provinciale del PD alla fine del suo intervento: che città vogliamo? In che direzione si vuole andare? C’è una strategia per il rilancio della città?
    La vera lacuna di questa Amministrazione è l’assoluta mancanza di idee. Tutto il resto è una conseguenza naturale: non abbiamo idee, costruiamo parcheggi; non abbiamo idee, diamo addosso ai migranti…..sperando che i “cattivi” giornalisti non si accorgano che ci mancano le idee e, soprattutto, l’idea di come si governa una città del prestigio di Como.

  3. David Ferrario

    Buongiorno,
    Ribadisco quello che ho già scritto, credo che per dignità e Rispetto della sua Persona e della Città il Signor Sindaco dottor Mario Landriscina debba “staccare la spina”, deve volersi bene, tante colpe non sono sue, ma ha la responsabilità di aver “ingoiato” assessori imposti dai partiti. Ultimo atto attacco alla stampa, dimenticando il magistrale giornalista Humphrey Bogart, duro ma giusto, con l’ indimenticabile battuta – ‘ Questa è la stampa, bellezza. E tu non ci puoi fare niente’ – che pronuncia al telefono sul rumore delle rotative, fiero di aver salvato il giornale che dirige da <>, il film di Brooks del ‘ 52, in originale.
    L’ esempio nobile è Tutti gli uomini del presidente di Pakula del 1976 con Hoffman e Redford, che sono Bob Woodward e Carl Bernstein, i reporter del Washington Post che fecero esplodere il caso Watergate. Si sta andando verso una pericolosa paralisi. I tanti stop di mesi di amministrazione hanno in comune l’incapacità di gestire anche l’ordinario, dalla messa in sicurezza dei servizi basilari che ogni comune offre ai cittadini alle nomine di assessori e dirigenti.
    Buongiorno, Cordiali saluti.
    David Ferrariom

  4. pipperaio

    Broggi azzanna e sorride: questa è la politica.
    Ma il partitello che rappresenta si è astenuto quando c’era da contrastare la privatizzazione dei servizi sociali: perchè?
    Perchè quello che conta sta scritto e circoscritto nelle sue stesse dichiarazioni: turismo e cultura. Queste sembrano, e devono sembrare, le cose che rendono in politica. Il resto è tristezza da nascondere e da delegare agli imprenditori della sofferenza, foraggiandoli a dovere (160mila euro per l’apparato a fronte di 300mila euro per i servizi effettivi alla popolazione) anche a costo di ridurre i servizi.
    Con queste premesse, cioè appoggiando l’inettitudine e la becera occupazione del potere da parte della Lega, Broggi si propone come alternativa?
    Questa è la politica.

    • Federico

      Carissimi pipperaio
      Non azzanno né sorrido, semplicemente osservo con lo sguardo di chi, oltre a rappresentare il Pd, ha fatto anche il Sindaco. Cultura e turismo sono due esempi collegati a chi se ne è appena andato dalla Giunta, oltre a rappresentare due aspetti cardine per una città turistica come la nostra Como.
      Io non voglio che il mio partito occupi il potere – nasco con una cultura diversa da chi vuole solo la cadrega -, viceversa non avrei chiesto al sindaco uno scatto d’orgoglio, ma solo di dimettersi (cosa che non ho fatto, perché ho rispetto delle istituzioni e delle persone). Potremmo ragionare di servizi sociali, turismo, cultura, comoacqua e tanto altro ancora e le assicuro che Como è assente. Manca totalmente come punto di riferimento per gli altri Comuni e per i propri cittadini. I servizi vanno migliorati e implementati. Questa è politica.

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