Politica

Pistola elettronica, polizia locale, Rapinese. Attacco Dem: “Il sindaco resiste grazie a due consiglieri d’opposizione”

Resta il tema del momento, almeno dal punto di vista delle cronache politiche. Il doppio voto della Lista Rapinese a favore di provvedimenti di maggioranza. Parliamo ancora una volta del Regolamento di Polizia urbana e della dotazione del taser allo stesso corpo.

Ad esclusione del consigliere Fulvio Anzaldo (ne parliamo qui) la lista si è schierata con la maggioranza. Garantendo nel caso del Regolamento l’approvazione (vista la contrarietà di Forza Italia) e nel caso della pistola elettronica il numero legale.

Oggi arriva l’affondo del Partito Democratico, con il capogruppo, Stefano Fanetti, e la consigliera Patrizia Lissi.

“Per quanto ci riguarda, siamo contrari alla dotazione del taser, la pistola a impulsi elettrici, per la polizia locale di Como. Ma ciò che si è visto anche l’altra sera, in consiglio comunale, è altro ed è di chiara impronta politica: ormai di qualunque cosa si tratti, dove non c’è la maggioranza, ci sono Rapinese e parte del suo gruppo”, sono lapidari Stefano Fanetti e Patrizia Lissi, capogruppo e consigliera comunali del Pd a Palazzo Cernezzi.

“Sui taser non abbiamo molto da aggiungere: seppure sia ancora a livello di sperimentazione, a Milano un recente voto del consiglio comunale ha ricordato casi nei quali con la pistola elettrica si sono registrati lesioni o casi letali. E già questo ci basta per dire ‘no’ a una strumentazione tanto ambigua – proseguono i dem –. Ma qui c’è altro: dopo aver fatto da stampella al sindaco sul Regolamento di polizia urbana, ora il consigliere Rapinese, assieme a una parte del suo gruppo, lo appoggia anche sul taser, prendendosi pubblici ringraziamenti”.

Insomma, “la maggioranza di centrodestra non esiste più. O meglio, sicuramente le politiche applicate e appoggiate anche da Rapinese, appartengono a quell’area e ricordano tanto i provvedimenti e gli slogan del Ministro dell’Interno. Ma di fatto, da un lato Landriscina senza Rapinese non porta più avanti nulla, dall’altro lui non potrà più dire di essere il candidato sindaco autonomo come ha sostenuto per anni. Anzi, alle prossime elezioni potrebbe essere ufficialmente Rapinese il candidato della destra comasca. Oggi è tutto più chiaro: con questo sostegno alla luce del sole è chiaro il fallimento del centrodestra a Como. Noi siamo pronti per offrire una vera alternativa”.

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