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Politeama anno zero: nulla di scritto. Nessi cita Totò. Il sindaco: “Fine culturale penalizza”

Ha avuto tratto vagamente surreali, ieri, la parte delle Commissione comunale su Cultura e Turismo legata al futuro del Politeama. Primo a fare il punto della situazione sul teatro in rovina, l’assessore alle Partecipate Adriano Caldara che però ha premesso subito “di avere solo un quarto d’ora”.

L’assessore si è poi limitato effettivamente agli aspetti tecnici, confermando che la prossima assemblea della Politeama Srl (il Comune ne detiene circa l’81%, vari privati il resto) mettere in liquidazione la società che ha accumulato per 3 anni passivi di bilancio (l’ultimo di circa 6mila euro). Spetterà poi al liquidatore seguire direttamente la fase successiva e valutare le strade percorribili. Nessuna possibilità, ovviamente, che la Srl venga ricapitalizzata.

Poi è toccato al sindaco Mario Landriscina rispondere alle domande – in particolare di Vittorio Nessi e Barbara Minghetti – sul possibile accordo con il Conservatorio per la ristrutturazione e il rilancio del Politeama.

Fulminante la battuta di Nessi: “Va bene, ma sul mercato c’è anche chi vuole la fontana di Trevi – ha detto con indiretto riferimento alla mitologica scena di Totò e il compratore americano – ma quindi qui siamo solo all’interessamento, giusto?”. Laconica la risposta di Caldara, che ha replicato anche a precisa domanda di Minghetti (che ha anche invitato il Comune a valutare i bandi regionali che finanziano i teatri): “A oggi non c’è nulla di scritto”, ha sentenziato l’assessore.

Presente Landriscina, si è poi tornati alla conferenza stampa tenuta qualche settimana fa dal sindaco assieme al direttore del Conservatorio (che effettivamente cerca nuovi spazi in città), Enzo Fiano.

“Il Conservatorio ci aveva chiesto di rendere nota la disponibilità per cercare risorse – ha affermato Landriscina – Noi abbiamo recepito la richiesta e abbiamo organizzato la conferenza stampa per ufficializzare il loro interessamento. Come concretamente possa realizzarsi, oggi è presto per dirlo”.

Scartata pressoché certamente per vincoli di legge l’ipotesi che sia il Comune, un domani, a rilevare tutte le quote della società che gestisce il Politeama, il passaggio più significativo del sindaco è stato un altro.

Il consiglio comunale

“Noi abbiamo vincolato la struttura a finalità culturali e io sono convinto che sia la cosa migliore per la città – ha affermato – E’ un’opzione ottima ma, rispetto al mercato, penalizzante. Chiaramente, questo vincolo può allontanare una parte degli eventuali soggetti interessati al rilancio, perché chi investisse in questa direzione vorrebbe avere la libertà di decidere cosa farne. E invece non si può. Ripeto: sono convinto che la scelta del consiglio comunale sulla destinazione per finalità culturali sia stata giusta, nessuno intende metterla in discussione, ma è penalizzante”.

“La partita con il Conservatorio è difficile e intricata – ha aggiunto il primo cittadino – ma oggi è l’unica che c’è. Se la perdiamo non ce ne sono altre. A meno che decidiamo in consiglio di togliere la destinazione culturale e mettiamo il Politeama all’asta. Ma io penso che così perderemmo una scommessa importante per Como”.

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