Politica

Provincia, Delrio colpisce ancora: decade consigliere, la sostituta ha zero preferenze

Il diabolico meccanismo dell’elezione del consiglio provinciale riservato unicamente a consiglieri e sindaci in carica, frutto della “riforma Delrio”, ha prodotto un nuovo, piccolo mostriciattolo a Villa Saporiti (naturalmente senza responsabilità delle persone coinvolte).

In sostanza, accade questo: il recente scioglimento da parte della Prefettura del consiglio comunale di Senna Comasco causa dimissioni di massa ha determinato anche la decadenza automatica del consigliere provinciale Tommaso Fasola, candidato con la lista “Livio Presidente” e segretario provinciale dei Giovani Democratici.

Ne è nata, ovviamente, la necessità di surroga-sostituzione. Ma scorrendo l’ordine della stessa lista, le due prime alternative non avevano più chance di entrare in consiglio: Rossella Pera (531 voti ponderati all’ultima elezione) non è più consigliere comunale a Fino Mornasco, mentre il sindaco di Lezzeno Paolo Pellolio (220) ha rifiutato. Restava soltanto Aurora Concetta Longo di Cermenate. La quale, però, prese zero voti.

Eppure, pur di “tappare il buco”, Longo entrerà comunque a far parte del consiglio provinciale, nonostante non si sia votata nemmeno da sé e nonostante la sua presenza “servirà” soltanto per un consiglio, quello del 19 marzo sul bilancio, prima del voto del 7 aprile prossimo.
Uno scenario che ha fatto sussultare il combattivo consigliere provinciale (e comunale a Grandate), Dario Lucca di Uniti per la Provincia-Como Civica.

Dario Lucca

“Mi pare l’ennesima dimostrazione del fallimento di questo tipo di elezione del consiglio provinciale – afferma Lucca – Nulla contro la neoconsigliera, ovviamente, ma che si entri in Provincia con zero voti è obiettivamente un assurdo. Forse, a questo punto, sarebbe meglio tornare finalmente al voto popolare eliminando il contorto sistema attuale”.

Commenta

la tua mail non sarà pubblicata