Politica

Ramadan a Como. De Santis: “La Legge non si applica in base a visioni politiche o razziali”

Un’ora e mezzo di discussione, non priva di tensioni, palesi distanze (culturali e politiche) la settimana scorsa. Un minuto e mezzo per votare (senza commenti, forse solo qualche spiffero gelido) ieri (3 maggio).

Non è un mistero, l’imminenza del Ramadan e relativa concessione approvata dalla Giunta di Palazzo Cernezzi per la preghiera della comunità islamica in piazza d’Armi a Muggiò, hanno animato non poco il dibattito tra alleati.
Le posizioni della Lega, storiche e storicizzate, sono state ribadite un paio di giorni fa, su queste pagine dal vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali, Alessandra Locatelli.

Locatelli: “Io razzista? Falso. Ma dico no al Ramadan a Muggiò. E chiuderò la moschea”

Alessandra Locatelli, Lega

Per quanto riguarda il Ramadan e piazza d’Armi – ci aveva detto Locatelli – sono inviperita per la concessione agli islamici. Durante la prima discussione in giunta ho opposto alcune obiezioni e chiesto approfondimenti sulla domanda presentata dai musulmani e sono riuscita a posticipare il via libera. Credo che, salvo clamorosi problemi, la zona sarà concessa a termini di legge (cosa, infatti, puntualmente avvenuta, Ndr). Io? Non la concederei mai e in giunta come Lega diremo un no tassativo. Siamo contrari a dare luoghi pubblici di aggregazione a esponenti di una religione che è tutt’altro che di pace e che anzi contesta la nostra cultura sotto ogni aspetto, senza accettarne molte regole di trasparenza. La zona di Muggiò sarà dunque concessa perché siamo “costretti”, ma se fosse per me non accadrebbe mai“.

Il provvedimento è stato presentato dal responsabile dell’Urbanistica, Marco Butti, diventato bersaglio involontario dei niet firmati Carroccio.

Così dal gruppo consigliare di Fratelli d’Italia, partito dell’assessore, in queste ore si sono levate le lance. Antipasto Social e poi dichiarazioni.

Patrizia Maesani, Fratelli d’Italia

Il capogruppo Fdi, Patrizia Maesani, su Fb ha scritto:

Sono diventata avvocato dopo aver reso un giuramento davanti ad un Tribunale della Repubblica italiana. Nel giuramento promettevo solennemente di rispettare i principi del nostro ordinamento e con ciò intendendo tutti – nessuno escluso – i principi della Costituzione Uguaglianza fra uomo e donna, credo politico, credo religioso. I mie spartiacque sono due: la Costituzione italiana e la Carta dei diritti fondamentali dell’uomo. Sono come molti una povera agnostica alla ricerca di un Qualcuno. Ogni azione, credo politico o religioso che avversa questi principi mi e’ nemico. Amo la mia Patria rispettando queste stelle polari Tutto il resto non mi rappresenterà mai. Il pregiudizio è stato fatale in molte fasi della storia. Iniziamo a riflettere da ambo le parti che forse ci stiamo urlando solo addosso. Incapaci di trovare una soluzione condivisa davanti ad un crescente problema”. Toni nobili, molto alti ma messaggio facilissimo da decrittare

Quindi, contattata, ha specificato: “Il nostro assessore non ha bisogno di essere difeso perché è ben corazzato – dice Maesani – ma voglio che sia chiaro che conta al 100% sull’appoggio del suo gruppo. Butti non ha agito motu proprio, non ha fatto altro che rispettare le leggi”. E sulla Lega: “Ha agito secondo la propria visione, ci sono sensibilità diverse e ciascuno fa le proprie proposte. Ma agiamo sempre paralleli. Io so che la situazione Islam è preoccupante, quanto accade in Italia è chiaro. Sul fronte immigrazione spesso non sono stati rispettati i principi di legalità, razionalità e controllo, il tema sicurezza è prioritario. Però comunque l’area andava necessariamente concessa. Detto questo, non serve urlarsi addosso“.

Post social anche dal consigliere Fdi, Sergio De Santis:

Da uomo dello Stato, e cittadino, sono rispettoso delle norme e dei regolamenti. Le leggi possono sembrarci belle o brutte, ma vanno comunque applicate. Per questo motivo non comprendo quando leggo di situazioni arbitrarie. Chi ha i requisiti di legge ha diritto ad ottenere ciò che gli spetta, e che spetta a chiunque si trovi nelle stesse condizioni. Non ti piace la legge? Falla cambiare, ma non puoi applicarla o disapplicarla secondo simpatie o antipatie, per razza o religione. Io questa la chiamo arroganza.

“Il mio era un post di respiro generale non solo relativo alla preghiera”, precisa. Salvo poi sottolineare: “Non è la prima volta che vedo una spaccatura in giunta sui temi etici. Poi tutto si ricompatta ma ci sono situazioni da chiarire. Se uno è in regola  ha il diritto di fare quel che chiede di fare, è scontato. Capita, e non solo a Como, di dover lottare per l’applicazione di un diritto. Ricordo che il faro è la Legge che prevede un “sì” o un “no”, non si può applicare in base a visioni politiche o razziali“.

Sergio De Santis, Fratelli d’Italia

 

 

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