Politica

Rapinese mette la fascia tricolore: “Asfalto la Zarina e governo 30 anni”

E’ in distribuzione da stamani il nuovo numero di ComoZero settimanale (ecco dove potete trovarlo). Intanto riproponiamo l’ampia intervista a Alessandro Rapinese (in contraltare a Elena Negretti) uscita la scorsa settimana.

“La zarina? La asfalto”. Ovvio, è Alessandro Rapinese. Dal quale puoi aspettarti molte cose – colpi di genio, toni ben sopra le righe – ma raramente la frase noiosa, banale. E infatti, l’Oppositore per eccellenza compie un gesto metaforico ma convintissimo: indossa già la prossima fascia tricolore, con tanti saluti a Elena Negretti.

Rapinese, perdoni, già altre volte lei si è detto certo di diventare sindaco di Como. Ma alla fine, l’hanno sempre spuntata i candidati dei partiti tradizionali.
Vero, ma quel mondo è finito o cambierà a suon di schiaffoni. E chi non vuole guardare la realtà, chi non si rassegna al cambiamento travolgente in corso, sparirà. Gli ottusi sono i miei competitor, non certo i Mario Landriscina e le Negretti.

E cosa manca per l’esplosione?
Le prossime elezioni, un ultimo voto. D’altronde, già il giorno dopo le comunali del 2017 c’era gente che si mordeva le mani per non avermi votato. Da una mia stima, oggi siamo già oltre il 30%. Per il ballottaggio ci siamo.

E se invece lei vedesse una rivoluzione che non arriverà mai?
Arriverà. Da 20 anni lotto contro il sistema partitico ma credo che nel giugno 2017 abbiano toccato il fondo. Il candidato del Pd, Maurizio Traglio, era forse anche peggio di Landriscina. E adesso è ancora tutto uguale, come mostra la finta crisi di maggioranza di questi giorni: un agglomerato di persone che non sa dove va, cosa fa, cosa vuole. C’è chi tira fuori la zarina, io ho Ada Mantovani. Di uguale, solo la tinta.

(FotoServizio: Carlo Pozzoni)

Alla fine però siete sempre in minoranza a Palazzo Cernezzi. Non si è stufato?
No. Ci sono alcune cose che senti dentro, che sono la tua passione. Ogni santa mattina posso dimenticarmi di farmi la barba ma non di occuparmi della città, di fare politica per Como e per i suoi abitanti.

Lei attacca frontalmente i partiti. Ma se alla fine non è mai riuscito a diventare sindaco, il suo problema non saranno gli elettori?
Certo, chi dice di avere a cuore il bene della città e poi sceglie i partiti tradizionali ha responsabilità enormi. Ma cambierà. I partiti vanno distrutti, sono come un virus nelle vene della città che negli anni è stata depredata: Acsm venduta, Villa Erba ai privati, un lungolago chiuso da 10 anni. Como ha avuto la sfortuna di avere dirigenti politici più interessati al proprio futuro che a quello della città.

I partiti contano su relazioni e appoggi a livelli superiori: dalla Regione al Governo. Con lei sindaco la città non rischierebbe di finire in una sorta di isolamento?
Sarebbe esattamente il contrario. Sarei io a portare i comaschi ad assediare Roma e Milano.

Allora provi a indossarla davvero la fascia tricolore da sindaco.
Dopo i primi 30 anni del mio governo, Como sarà senza dubbio migliore (risata, ndr). E il palazzo sarà finalmente aperto ai cittadini, trasparente, la casa comune dei comaschi. Io farò la mia parte: butterò il sangue, ma il tessuto di Como che deve essere rivascolarizzato. Ecco, vorrei riportare sangue là dove ore vedo necrosi, ematomi, tessuto morto. Il sangue saranno i cittadini con partecipazione e coinvolgimento diretto. E poi con me si vedrà e si saprà sempre chi comanda. Oggi invece è l’opposto: con i partiti le responsabilità non hanno mai un nome chiaro.

Lei ha già fatto opposizione a tre sindaci. Che giudizio può darne?
Bruni era estremamente competente ma ha usato malissimo tutte le sue capacità. Lucini è giusto che faccia il geologo. A Landriscina l’unico consiglio che posso dare è di andarsene ora che è in tempo.

E tra tutti gli altri amministratori c’è qualcuno con cui si è trovato peggio o che ha stimato particolarmente?
I rapporti peggiori senza alcun dubbio con l’ex assessore Lorenzo Spallino. Mentre pur con idee e posizioni radicalmente diverse, ritengo Luigino Nessi una persona sincera e che ha fatto molto per il suo territorio.

PER APPROFONDIRE:
La Zarina: “Non sono cattiva, mi disegnano così. Rapinese ha paura di me”

  1. Tekken

    “Da una mia stima, oggi siamo già oltre il 30%.”…
    Invece da una mia stima lo “spam elettorale” su facebook è al 90% ed è in crescita.

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