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Regolamento di Polizia, Svolta Civica attacca: “Giuria per clown, mangiafuoco e madonnari: ormai siamo a X-Factor”

E’ una nota durissima quella diffusa in queste ore da Svolta Civica. Ancora una volta le acque del Palazzo si agitano intorno al Regolamento di Polizia Urbana in discussione in questi giorni. Come noto erano più di cento gli emendamenti in discussione.

Seduta per seduta, il consiglio procede. Non senza tensioni, è il caso di ieri sera.

“L’emendamento al regolamento di Polizia Locale approvato lunedì sera in consiglio comunale contiene aspetti inquietanti e grotteschi allo stesso tempo – attaccano dalla civica di Maurizio Traglio – la maggioranza, pietendo l’aiuto di una risibile frazione della minoranza, ha votato perché venga assegnata a una commissione “composta da 5 esponenti del mondo della cultura comasca” la valutazione del valore di clown, mangiafuoco e madonnari che volessero esibirsi per le vie della città. Siamo, francamente, all’assurdo. Nemmeno fosse la giuria di X Factor”.

(Ph: Carlo Pozzoni)

E ancora: “Resta da capire, tra l’altro, chi potrebbe mai essere investito di tale ruolo. Ma, ancora più assurdo è il fatto che, dopo due mesi di discussione in consiglio comunale, si vorrebbe approvare un regolamento che rimanda a un altro regolamento ( da approvarsi da qui a un anno) la definizione dei tempi, dei modi e dei livelli di disturbo consentiti a un’arte di strada. In buona sostanza, la maggioranza millanta una anacronistica e illiberale censura preventiva su attività di per sé povere, improvvisate e difficilmente imprigionabili, ma, alla fine, non è in grado nemmeno di regolamentare l’attività degli artisti di strada. Siamo di fronte all’ennesima insensata improvvisazione, che, ancora una volta, rischia di gettare nel ridicolo la nostra Como. Come già avvenuto in passato”.

Di tono diametralmente opposto una nota dei Dem che esultano per l’approvazione di un emendamento. “Obblighiamo i negozi a tenere le porte chiuse durante il periodo di accensione degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione”, lo ha chiesto un emendamento al Regolamento di Polizia locale, approvato in consiglio comunale a Como, presentato dal Gruppo comunale del Pd e illustrato da Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd. “Lo aveva già fatto la Giunta Lucini, con un’ordinanza, nell’estate del 2016. Ma il provvedimento era durato un anno e quindi dal 2017 in poi nessuno ci aveva più pensato. Invece, era strettamente necessario farlo diventare organico, per evitare l’inutile dispersione termica che comporta solo costi più alti e sprechi, nel nome della lotta al cambiamento climatico”, esulta Lissi.

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Secondo la proposta del Pd, dal provvedimento sono esclusi gli esercizi commerciali dotati di dispositivi alternativi alle porte d’accesso per l’isolamento termico degli ambienti o quelli le cui porte non si affacciano direttamente verso l’esterno, come nei centri commerciali. “Ci sono città come Milano, Bologna, Perugia, Mantova che da anni hanno preso questa decisione con un’ordinanza antismog. E la questione non riguarda solo l’Italia, ma anche altri Paesi europei che da tempo hanno aperto un dibattito con una campagna che è stata chiamata ‘Closethedoor’ (‘Chiudi la porta’, ndr), lanciata proprio per sensibilizzare i commercianti contro lo spreco energetico – ha illustrato in Aula la consigliera Pd –. Secondo le stime della Cambridge University sono riusciti a ridurre i consumi anche del 50 per cento, mentre il risparmio complessivo in termini di emissioni è stato finora di oltre 10 tonnellate di Co2. Non ci sono prove, invece, di una presunta diminuzione di clienti, solo perché le porte sono chiuse”.

Ma anche Legambiente, con una campagna di sensibilizzazione, “ha messo in evidenza i benefici dovuti alla chiusura delle porte, quali l’assenza di variazioni delle condizioni interne di temperatura, umidità, smog, con un conseguente miglioramento di benessere e comfort interno per i dipendenti e per i clienti – ha concluso Lissi –. Per questo mi fa molto piacere che anche i ragazzi comaschi che aderiscono al movimento Friday for Future, nel loro appello al Comune abbiano introdotto questa richiesta. Un piccolo ma importante passo avanti che siamo riusciti a far fare anche alla nostra città”.

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