Politica

Rimpasto, Fanetti: “Negretti promossa, gruppi ignorati. Landriscina non conosce la politica”

Parte con una risata Stefano Fanetti, capogruppo Dem, in consiglio comunale. “Fa sorridere che l’assessore Negretti, dopo la recente débâcle sulla delibera appalti, sia in qualche modo promossa. E’ stata una pessima prova, è una decisione francamente inspiegabile”.

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E il rimpasto, non il solleone, in un placido fine settimana di luglio, a scaldare le opposizioni del Cernezzi. Venerdì il decreto firmato dal Sindaco, Mario Landriscina.

Giunta Landriscina

In sintesi, le variazioni sostanziali sono tre. La già potentissima Elena Negretti è stata soddisfatta con la chiusura del trittico di deleghe richiesto da tempo alla Protezione Civile, si aggiungono: Sicurezza e Polizia Locale, prima nelle mani del sindaco.

Non a caso negli ultimi tempi l’assessore ha partecipato a diversi vertici in Prefettura su temi connessi alle tre competenze.

Altro passaggio annunciato: sempre dalle tasche di Landriscina, la Cultura, approdata sulla scrivania di Simona Rossotti che in questo modo chiude il cerchio in armonia con Turismo e Marketing Territoriale. Da Rossotti a Marco Galli passa l’Ecologia. L’assessore allo Sport eredita (non è chiaro con quanta gioia), tra l’altro, l’avvio della sperimentazione sulla raccolta rifiuti (qui i dettagli), manovra che coinvolge 20mila comaschi e che sarà testata per due mesi.

“Di positivo – chiude Fanetti, sarcastico – è che il sindaco spoglia di deleghe su cui non ha fatto nulla quest’anno, si può solo migliorare. Ho letto le dichiarazioni di Cenetiempo ennesima dimostrazione che sindaco e politica sono due cose diverse. Nella più semplice dialettica politica è normale il confronto con le forze politiche che sostengono la maggioranza in caso di rimpasto.

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Non meno tenero Maurizio Traglio, Svolta Civica. “Al di là di rimpasti e alchimie interne all giunta (era palese il fatto che il sindaco non riuscisse a gestire soprattutto un settore strategico come la Cultura) ciò che continua a preoccuparci è l’incapacità di dare una direzione alla città. Direzione che la giunta avrebbe già dovuto imprimere da tempo. Non è certo scambiando qualche delega che la rotta potrà essere invertita. In ogni caso, meglio tardi che mai”.

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