Politica

Sanità, Centrolago con Como: 12 giugno l’ora X. Sindaci in Regione da Fermi e Gallera

Si allunga di qualche giorno sul calendario, ma forse si avvicina nella sostanza il “ritorno sanitario” del Centrolago, del Porlezzese, della Val d’Intelvi e della Val Cavargna con Como. L’assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, non sarà infatti a Menaggio domani, come inizialmente ipotizzato (anche se in via ufficiosa) qualche giorno fa.

Ma, nello stesso tempo, 5 giorni dopo i circa 20 sindaci comaschi che chiedono il ritorno con Como, con contestuale addio all’accorpamento con la Sanità di Sondrio, saranno ospiti dello stesso Gallera e del presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi a Palazzo Lombardia.

Nel cuore della Regione, dove spetterà poi al consiglio prenderà la decisione sul ritorno del Centrolago sotto Ats dell’Insubria (ex Asl) e Asst Lariana (Ospedale Sant’Anna), salutando la Valtellina (discorso come noto che potrebbe non valere per i Comuni dell’Altolago, che valutano seriamente di rimanere fedeli all’azzonamento sanitario stabilito nel 2015).

Quante possibilità ci saranno per i sindaci lariani di strappare un sì al ritorno alla origini? Certezze non ce ne sono e non ce ne saranno fino a che il tabellone ufficiale del consiglio regionale non illuminerà l’approvazione o la bocciatura del passaggio. Ma l’iter sembra tracciato, in positivo: progetto di legge per il ridisegno dell’azzonamento con iter rapido entro l’estate o immediatamente dopo, passaggio in aula, probabile approvazione (sia Fermi che Gallera sembrano convergere sull’accoglimento delle istanze comasche) e poi addio a Sondrio e alle grandi difficoltà create a medici e pazienti in questi anni.

Il 12 giugno – incontro fissato alle 11 – se ne saprà già molto di più.

  1. Franca

    Ci auguriamo che questa decisione venga presa entro luglio anche perchè la situazione è sempre più critica con personale medico pesantemente sotto organico e con medici ai quali non sono state concesse le ferie di spettanza e con l’Ats valtellina che non indice più alcun concorso con la scusa che tanto noi entro tre mesi torneremo alla casa “madre”.Non dimentichiamo che in mezzo a questa situazione assurda ci sono i pazienti ed il loro diritto alla cura.

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