Politica

Scuole e manutenzione, Lucini furioso: “Anche gli ex-sindaci, nel loro piccolo, si incazzano”

Ora, bisogna essere molto sinceri. Dopo quasi due anni ciascuno avrà tirato il proprio rigone sotto le somme e calcolato il risultato. Qualcuno lo avrà promosso, altri lo avranno bocciato. Le urne, è un fatto, hanno parlato. E, in termini assoluti, questo conta.

La politica è spesso sensazione, percezione, non sempre esatta o giusta (mediamente quasi mai, soprattutto con il voto incombente. Ma è un pensiero generale: qui non si celebra o distrugge nessuno).

Così si possono dire molte cose di Mario Lucini (predecessore dell’altro Mario, Landriscina) ma, tra le tante (cose: brutte o belle), due almeno debbono essergli riconosciute, quantomeno da parte di chi, da un tot di tempo, stila le cronache del Cernezzi: totale trasparenza (quand’anche non davvero pro domo sua) e una abnegata pudicizia nell’affondo (che tradotto significa: un rispetto quasi maniacale dell’oppositore, finanche eccessivo ma certamente nobile).

Così, nei giorni in cui il caso della scuola di via Perti (raccontato, in primis, da ComoZero: qui) segna il passo del dibattito pubblico, una presa di posizione tanto dura dell’ex primo cittadino, tipicamente restio al proclama, segnala un’urgenza quasi senza precedenti.

Lucini parla, eccome. Lo fa con un lungo post su Fb. L’ipertecnico Mario, senza la fascia tricolore, azzanna. Mai visto, sul serio.

Scrive: “Gli edifici scolastici del Comune di Como necessitano ancora di importanti investimenti? Certamente sì. Si comincia a far qualcosa solo ora? Certamente no. Anzi è una totale falsità”. E via, con un dettagliatissimo elenco, una ricostruzione scandita per passi e tempi.

Inutile la sintesi dello scritto (lo pubblichiamo in toto sotto, bene valutarlo nel complesso del ragionamento) ma da sottolineare il finale che, in un climax ascendente, chiude con: “Si dirà: ‘anche gli ex sindaci, nel loro piccolo, si incazzano’. Ebbene sì; perché credo che a nessuno faccia piacere passare per fesso e/o menefreghista, soprattutto se ritiene di non meritarselo”.

Ecco l’intervento:

#Scuola – “Via Perti, ma anche quasi tutti gli altri edifici scolastici, senza interventi da 20 anni”

Mi è toccato leggere anche questo…

Gli edifici scolastici del Comune di Como necessitano ancora di importanti investimenti? Certamente sì.

Si comincia a far qualcosa solo ora?
Certamente no. Anzi è una totale falsità.

Che il patrimonio edilizio scolastico avesse bisogno di ingenti interventi ci era ben presente sin dall’inizio della nostra esperienza amministrativa, nel 2012. Tanto che, da subito, ci siamo impegnati a fondo per rimediare a questa condizione (e ricordo ancora le lotte in consiglio comunale per far accettare come prioritari i finanziamenti destinati a questo settore).

Nel periodo 2012-2016, anzi, per la precisione, tra il 2013 ed il 2016 – visto che nel 2012, non avendo la precedente amministrazione approvato il bilancio preventivo, eravamo praticamente privi di risorse (con le unghie e con i denti siamo riusciti a mettere in campo la miseria di 100.000 €) – abbiamo investito ben 5,1 milioni di euro, effettuando interventi di manutenzione straordinaria su quasi tutti gli edifici scolastici comunali (37 su 42, oltre ad 8 palestre e 7 giardini scolastici).

L’elenco sintetico è rappresentato nello stralcio del Bilancio di fine mandato che allego (se servisse credo di poter ancora trovare il dettaglio dei singoli interventi, anche se mi sembrava potesse essere un’operazione più facile per chi, dentro e fuori le istituzioni, è attualmente deputato ad occuparsi dei fatti relativi alla cosa pubblica).

Risorse impegnate per:
– adempiere alle segnalazioni che l’ASL aveva fatto e che ci siamo trovati a gestire fin dal 2012 (comprese le sanzioni) ed effettuare i relativi adeguamenti (aule, refettori, servizi igienici, cucine);
– fare interventi manutentivi urgenti (quanti tetti rifatti!);
– adeguare gli impianti;
– fare interventi di modifica interna per l’adeguamento di aule e spazi richiesti dalle scuole da anni e necessari per la didattica e la vita scolastica;
– risolvere problemi di sicurezza (es. facciata di via Sinigaglia) o salubrità (es. via Amoretti);
– effettuare la ricognizione necessaria per iniziare la progettazione degli adeguamenti antincendio;
– affiancare scuole e genitori nell’attività di manutenzione eseguite come volontari e nei progetti scolastici.

Inoltre, nel 2017, abbiamo lasciato ai nostri successori un bilancio di previsione già approvato e con disponibilità finanziarie per le scuole (se non ricordo male oltre 1.5 milioni di euro; a proposito, quanti ne sono stati effettivamente spesi?) ben diverse da quelle che avevamo trovato nel 2012, oltre a progetti di intervento già pronti (vedi Via Giussani).
Senza dimenticare le risorse previste per l’adeguamento degli impianti dal nuovo Appalto calore.

Tutto questo nonostante le pesanti limitazioni agli investimenti imposte dal Patto di Stabilità (vigente sino a tutto il 2015) e le difficoltà sui dirigenti tecnici subentrate nel 2016.

Se ora, la nuova Amministrazione, senza più il “blocco” imposto dal Patto di stabilità e con la piena dotazione di dirigenti tecnici, riuscirà a mettere in campo progetti e risorse finanziarie in grado di imprimere una significativa accelerazione a questo percorso, sarò il primo ad essere felice, come ex sindaco e come cittadino comasco (e anche come nonno  ).

Si dirà: “anche gli ex sindaci, nel loro piccolo, si incazzano”.
Ebbene sì; perché credo che a nessuno faccia piacere passare per fesso e/o menefreghista, soprattutto se ritiene di non meritarselo.

  1. Libero

    A proposito di manutenzioni parla proprio quello che in accordo con l’assessore alla partita decise di destinare ad altro scopo i fondi per la manutenzione del “viadotto dei lavatoi”…..

    • Carlo B

      Se i tecnici misero nero su bianco che non erano urgenti particolari manutenzioni mi spiega un assessore o un sindaco cosa doveva fare?
      Decidere politicamente di pitturarlo di rosso per farlo sembrare come il Golden Gate Bridge?

  2. Luisa Corti

    Ma alloea stì interventi sono stati fatti o no, al di là del burocratese ?

  3. Gioele

    Comprendo che quando non si sta combinando nulla di buono se non la voce grossa a “migranti” e “senza tetto”, bisogna iniziare con la storiella che quelli di prima erano peggio. Adesso, però, ci sono questi ed è evidente che si contendono il primato del “peggio” solo con l’ultima Giunta Bruni non certo con la Giunta Lucini.
    Non è stata facile la gestione di Mario Lucini. L’eredità della “grana” paratie che ha condizionato molto le scelte politiche della sua Amministrazione. Essere chiamati a risolvere un’emerita “cagata” ideata e messa in opera da altri, i quali, dopo aver creato il pasticcio, dai banchi dell’opposizione erano pronti a spiegare alla “gente” cosa si sarebbe dovuto fare. Proprio loro…….
    La “grana” dei migranti che cercavano a Como un modo per passare il confine è stata strumentalizzata come se la causa dei flussi migratori mondiali dipendesse dai nostri Amministratori: non sono gli africani che vogliono andare a lavorare in Svizzera e in Germania, sono Lucini& C. che li chiamano a fare visite turistiche in città e li rifocillano pure a gratis. Mentre questi che ci ritroviamo…..li nascondono dietro le coperte…
    Hanno dovuto affrontare i problemi dei vincoli di Bilancio per le rimesse statali in diminuzione, la crisi economica e la chiusura di imprese ed esercizi commerciali ecc.ecc.
    Insomma, non è stato un periodo facile. L’Amministrazione Lucini ha fatto il meglio che in quelle condizioni si poteva fare.
    Per di più all’ex-Sindaco, in particolare, bisogna riconoscere la trasparenza e l’onesta intellettuale che ha manifestato nel suo incarico. Inoltre, Non ha mai derogato per motivi di consenso elettorale i valori di umanità che contraddistinguono lui e la nostra città. Infine, si è comportato sempre con grande signorilità. E’ una persona perbene, non c’è che dire. Lo è sempre stato e lo sarà sempre.
    Adesso ci sono questi e non ci sono parole. Se non….”ma quelli di prima…..”!

  4. Ambrogio Rossi

    Lucini ha fatto la figura del “pierino” ha improntato una campagna elettorale sulla malagestione della questione paratie fatta dai suoi predecessori ed alla fine è rimasto invischiato da quel meccanismo che lui stesso aveva la presunzione di aggiustare….

  5. Leopold Bloom

    Gioele, concordo pienamente. Questi Sono la continuazione di bruni sotto altro nome

  6. Cittadino

    Ricordo a chi l’avesse dimenticato che la Giunta Lucini ha :
    1) preferito finanziare il rifacimento delle piazze anziché ad esempio destinare gli 800.000€ di piazza Volta e via Garibaldi per le scuole;
    2) cancellato più volte negli anni gli impegni di spesa per i giunti del viadotto benché inserito nel Piano delle Opere Triennale;
    3) voluto la terza perizia di variante del progetto paratie che ha portato alle sentenze di condanna che ben conosciamo;
    Ergo il dott. Lucini, a parte la ZTL , a ben poco di cui gloriarsi.
    In commissione lunedì sera è stata data lettura dei lavori svolti negli anni al plesso di via Perti, non pareri , ma dati oggettivi inconfutabili.

    • giorgio

      Come detto nell’articolo ha fatto sia le piazze che le scuole. Anzi per le scuole ha destinato 6-7 volte le risorse rispetto alle piazze (oltre 5mln contro 800mila).
      Poi ognuno creda quel che vuole.

  7. Cittadino

    800.000 € per la sola piazza Volta e via Garibaldi che non necessitavano di interventi.
    Per tutte le piazze hanno speso quanto per la manutenzione alle scuole, stessa cifra.
    5.000.0000 € in cinque anni per le scuole è una inezia, sono 1.000.000€ l’anno si spendono già in manutenzione ordinaria.
    Non hanno saputo spendere i soldi, tant’è che hanno lasciato un avanzo di amministrazione sostanzioso…parliamo di milioni di euro che potevano essere spesi se si fosse dato mandato agli uffici di procedere con le progettazioni e se avessero verificato appieno i residui passivi…
    La Giunta Lucini ha voluto la ZTL, le Piazze e poi cosa altro??
    Ah già, il nulla…

    • giorgio

      Nell’articolo si parla di manutenzione straordinaria, quindi 5,1 milioni destinati oltre a quelli previsti per la manutenzione ordinaria (che non saprei quantificare ma posso fidarmi di quel che dici, un altro milione all’anno).

      Che poi non si siano spesi tutti può essere vero, non conosco lo stato dei lavori di ogni singolo plesso e dipende da mille altri fattori.
      Dal punto di vista politico averli recuperati e destinati come pronti da spendere mi sembra un messaggio chiaro.

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