Politica

Sea Watch, Patrizia Furiosa: “Locatelli, odio e bugie mi fanno schifo. Legalità? Mettiamo un badge per gli assessori”

Non è solo un caso nazionale che si rifrange – politicamente, moralmente, eticamente – sul dibattito pubblico del piccolo paesiello. La vicenda Sea Watch, con l’arresto della capitana Rackete, è stato il detonatore di una tensione (nemmeno troppo) latente in terra comasca fra forze opposte.

D’altronde la Lega esprime ,tra capoluogo e provincia, alcune delle figure più potenti sul piano nazionale. E’ inevitabile che ogni loro dichiarazione, non se ne dolgano gli altri, abbia un peso specifico mille volte superiore la media.

Così anche le reazioni chimiche conseguenti si commisurano in proporzione e con la stessa capacità deflagrante.

Da mesi seguiamo (qui e su ComoZero Settimanale) la vicenda Sea Watch, è noto, anche perché la portavoce nazionale della Ong è la comasca Giorgia Linardi. Riassumiamo in tre tappe lo scontro degli ultimi giorni:

1 – Sea Watch, il blocco forzato, Salvini Vs capitana Rackete. La comasca Linardi: “Carola è tutto quello in cui credo”

2 – Sea Watch, arresto di Carola Rackete. Molteni: “Vittoria”. Como Senza Frontiere: “Deriva inumana e razzista”

3 –Sea Watch. Locatelli: “L’associazione Como senza vergogna e senza Frontiere con i criminali”. Licata: “Rackete tra i Giusti”

Dopo le parole incendiarie di Alessandra Locatelli, arriva la controffensiva della consigliera Dem, Patrizia Lissi.  Un attacco (per quanto scriva: “Ho aspettato a rispondere per non scrivere parole poco adeguate”) alzo zero alla Lega, al vicesindaco, alle politiche salviniane sull’accoglienza con una spruzzata finale di vetriolo sulla giunta, con la proposta di attrezzare con badge tutti gli assessori:

Ho aspettato a rispondere per non scrivere parole poco adeguate. Anch’io faccio parte con chi sta con i “criminali” e che domani sera parteciperà al presidio in favore della Vera Capitana, arriverò più tardi in consiglio ( lo sappiamo tutti che il consiglio inizia quando arrivano comodamente i consiglieri di maggioranza).

Ho già pubblicato articoli su questa squallida vicenda con le specifiche leggi internazionali ma leggere parole come le ha scritte la parlamentare, assessore, vicesindaco che appartiene ad un partito che ha rubato 49 milioni, che ha votato il trattato di Dublino e che si è astenuto per modificarlo non si può stare zitti.

Lo sa vero che a Lampedusa ogni giorno sbarcano migranti nel silenzio più assoluto, lo sa vero che il numero dei rimpatri urlati dal suo capitano sono inferiori a quelli del 2017? Lo sa che chi ha urlato contro la Capitana con insulti vergognosi è una famosa leghista che è stata condannata per frode fiscale?

Lo sa quanti italiani hanno perso il lavoro per la chiusura dei centri di accoglienza? Lo sa che in regione Lombardia abbiamo fatto un referendum sull’autonomia che è costato 800.000 euro, che non serviva a nulla insieme ai famosi tablet?


Ho portato in consiglio i dati del Viminale sulla immigrazione e avete anche cercato di boicottare la mia presentazione, nulla, prevalgono le bugie. Domani ci sarà l’incontro per ricostituire le consulte, non ci sarà più la consulta stranieri, nonostante sia nel regolamento, l’assessora ha detto NO, chiedo perché e la risposta è stata NO (pensiero molto profondo).


Perderò consenso ? Chissenefrega, preferisco essere votata da poche persone ma che siano sincere quando parlano, che esprimono il loro parere confrontandosi e soprattutto che siano “umane”.

Moderi i termini e pensi a dove sta andando questo povero (in tutti i sensi) Paese. Mi fa sempre più schifo questo odio, queste bugie, questo modo di far credere cose non vere e il vostro partito ne è responsabile. Arriveremo ad un punto di non ritorno, ognuno pensi a se stesso, al proprio “giardinetto” e sarà una società triste e squallida…lo vediamo già.

Le faccio una proposta, mettiamo in comune l’ obbligo di timbrare le entrate e le uscite degli assessori, senz’altro le sembrerà una proposta corretta e legale, giusto?

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