Politica

Senzatetto, Locatelli: “Il cancello a San Francesco? Servono sicurezza, igiene, decoro”

“Sì, certamente si può anche leggere nella nostra mozione uno spirito provocatorio. Ma l’alternativa resta lo sgombero. E Como non può diventare il punto d’attrazione permanente per altre persone”.

La parlamentare della Lega, nonché ex ministro ed ex vicesindaco di Como Alessandra Locatelli offre una sorta di “interpretazione autentica” della mozione presentata in consiglio comunale dal gruppo consiliare salviniano che chiede alla giunta e al sindaco di installare una cancellata davanti al portico dell’ex Chiesa di San Francesco per allontanare definitivamente i senzatetto.

Proposta shock della Lega: “Un cancello anti-senzatetto all’ex Chiesa di San Francesco”

“Non ci sfugge il fatto che per un provvedimento del genere servano tempo, investimenti, verifiche, nullaosta – spiega Locatelli – Ma la situazione sotto il portico è diventata ingestibile, così non si può andare avanti. La questione è molteplice: si pongono questioni di decoro, di sicurezza, di igiene. E in ogni caso, l’eventuale installazione di un cancello sarebbe una soluzione meno forte di uno sgombero, che resterebbe l’alternativa oggi come oggi”.

Molte, però, le obiezioni già emerse sulla proposta leghista: dal fatto che una grata non risolverebbe certo in modo definitivo il problema, fino all’inevitabile conseguenza di avere quelle stesse persone in altri punti della città, fino al tema sociale dei senza dimora privati anche dell’unico luogo-rifugio.

“Non confondiamo le cose, però – rimarca la deputata comasca – Come ho già detto più volte, esiste a Como un circuito di assistenza e aiuto ampio e preziosissimo, sia istituzionale che legato al grande mondo del volontariato. E’ una rete che, nei limiti del possibile, si tenta di aiutare e sostenere e, magari, anche ampliare”.

“Ma la verità è che alcune delle persone che dormono a San Francesco non vogliono saperne di entrare nel circuito e non possiamo costringerle – aggiunge Locatelli – In secondo luogo, va assolutamente evitato che la nostra città diventi il terminale di riferimento per chiunque voglia arrivare. Il fenomeno va scoraggiato, su questo nessun dubbio, a maggior ragione con questo governo che apre porti e porte a chiunque voglia arrivare in Italia. E poi, tornando al portico, è chiaro che è una buona azione portare cibo e coperte a chi dorme lì, ma nello stesso tempo questo fenomeno non fa che rendere sempre più strategico e attrattivo quel posto. E non va bene”.

Dove l’ex vicesindaco è nettissima è la questione del teorico nuovo dormitorio permanente chiesto dalla mozione approvata in maniera largamente trasversale (ma naturalmente senza Lega) a luglio.

“Su questo mi sono già espressa e ripeto, anche a nome di tutta la Lega – ribatte Locatelli – Con soldi e strutture comunali a Como non aprirà mai alcun nuovo dormitorio. Timori che il centrodestra non appoggi la mozione? Potrebbe accadere, vedremo in consiglio comunale ma non sarebbe un problema, la nostra posizione è questa”.

E se, per ipotesi, una volta installato un cancello a San Francesco quelle stesse persone dovessero poi radunarsi sotto altri tetti improvvisati in città?

“Interverremmo con il regolamento di polizia urbana dove possibile – conclude Locatelli – Sono chiaramente indicati i punti dove è vietato bivaccare, e dunque sarebbe impedito”.

  1. Sicuri che sia la soluzione?

    Tra tempistiche, costi e numero di cancelli da installare faremmo prima a risolvere la questione accoglienza e nuovo punto dormitorio, x il poco che capisco… Avessimo lasciato lo spazio zona cimitero, oggi parcheggio?

  2. Chicchibio

    Il prossimo passo sarà forse posizionare cancelli, recinzioni ed inferriate intorno alla città? Totò commenterebbe: “ma mi faccia il piacere!!!!!”
    Speriamo solo che il resto della maggioranza, o presunta tale, abbia un sussulto di buon senso!

  3. Andrea

    Ah, ecco perché ci sono i senzatetto a San Francesco!
    perché c’è “questo governo che apre porti e porte a chiunque voglia arrivare in Italia”!
    Invece prima con la Lega al governo i senzatetto a Como erano scomparsi!
    Oppure no?

  4. X me la ex scuola di via Grossi andrebbe bene. Sono d’accordo solo sul fatto che davvero esista qualcuno che vuole tenacemente avere come unico riparo il proprio giaciglio

  5. Comino

    Grazie, cara Ex. Sempre utili e risolutivi i suoi interventi.

  6. darioC

    Ecco finalmente la spiegazione definitiva: i senzatetto ci sono perché i porti sono aperti e qualcuno al mattino porta le colazioni e altro, rendendo il luogo attrattivo (nota vocazione turistica comasca). Se pensiamo che questo soggetto è stato persino ministro possiamo ben capire che abbiamo cominciato a scavare dopo aver toccato il fondo

  7. Fabio

    Un cancello???….sfregio ad un monumento storico.
    E’ la rappresentazione alla non soluzione di un problema sociale che a molti risulta
    scomodo e da nascondere.

  8. Paolo Tettamanti

    È triste vedere che un amministratore pubblico non sa risolvere un problema e quindi….. lo sposta altrove.
    La città di Como merita di meglio (e mi riferisco agli amministratori 😉).

  9. Marco Corengia

    In un paese normale, fatto di amministratori che ai proclami fanno seguire azioni concrete, che i problemi prima li individuano e poi li risolvono, dove i cittadini misurano il valore di una classe politica in base al raggiungimento dell’obiettivo, il dormitorio (“un dormitorio”, sperimentale, emergenziale, provvisorio, il più economico possibile) dovrebbero volerlo tutti.
    1) dovrebbero volerlo (e infatti lo vogliono) le forze di opposizione. Che insieme a parte della maggioranza hanno creato una cordata a favore.
    2) dovrebbe volerlo la Lega, che fino a oggi non lo ha mai voluto, sostenendo che i poveracci preferiscono dormire all’aperto invece che in una struttura protetta.
    Sarebbe l’occasione per dimostrare a tutta la città di avere avuto ragione.
    Più forti del tanto disprezzato pietismo borghese e di maniera, dell’accoglienza da parrocchia, di quella fronda interna interessata a costruirsi una verginità nuova, un po’ perché ci crede e un po’ per smarcarsi dall’amico diventato troppo ingombrante e baciato dal successo.
    Sarebbe l’occasione per mettersi in gioco davvero, per scoprire le carte e passare davvero dalle parole ai fatti.
    Peccato che in questa città quello che manca sia proprio il coraggio. Quel coraggio che è la virtù di chi non ha paura, di chi non teme le sfide.
    Quel coraggio che costa fatica perché ti costringe a fare invece che nasconderti dietro agli slogan e dietro alla paura.

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