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Storico sì a notte fonda: il Giro d’Italia torna a Como. Rapinese: “290mila euro buttati”

Il generale Mario Landriscina ha osservato tutto, in silenzio, parlottando di volta in volta con qualche attendente. I colonnelli-assessori Marco Galli (Sport) e Simona Rossotti (Turismo) hanno aperto la strada. Ma alla fine è stato il feldmaresciallo Adriano Caldara, nonché titolare del Bilancio, a condurre la volata vincente.

E così – con il sì giunto all’1.30 di notte, con i voti di tutto il centrodestra più Pd e una Svolta Civica a entusiastica trazione “tragliana” – ora c’è l’ufficialità: il 26 maggio 2019, quando saranno passati 32 anni dall’ultima volta e a 100 esatti dalla prima edizione, il Giro d’Italia sarà a Como. Unici compattamente e ostinatamente contrari sotto ogni aspetto, i consiglieri della Lista Rapinese che hanno eretto un muro assoluto di no e di contestazioni all’evento.

Nodo del contendere, tra gli altri, la spesa per il Comune di Como: 290mila euro totali, dei quali 200mila più Iva per “l’acquisto” vero e proprio della tappa da Rcs (organizzatore). Scendendo nel dettaglio, 260mila arriveranno direttamente dalla tassa di soggiorno (200mila in più rispetto alle previsioni 2018 messi a bilancio proprio ieri, cifra-surplus stimata dopo la stagione turistica d’oro appena conclusa; altri 60mila ulteriormente previsti per il 2019). Altri 30mila sono già disponibili tra le pieghe del bilancio per le spese immediate.

Entusiasti sia Galli (“Un’opportunità che la città non può non cogliere, un successo di tutti senza distinzione di parte, il ritorno in città di una corsa leggendaria, un’opportunità che se non venisse sfruttata adesso non si ripresenterebbe per anni a causa dei lavori sul lungolago per le paratie”), sia la stessa Rossotti (“Occasione straordinaria per la città con un evento seguito in 5 continenti e un’audience complessiva di 777 milioni di persone, oltre che una promozione per un turismo anche a Como sempre più attento alle biciclette”).

Quasi lirico l’appoggio del capogruppo della civica Insieme per Landriscina, Franco Brenna, che ha rievocato le gesta epiche della corsa rosa. Appoggio anche da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia (anche se non è mancata qualche assenza di peso: rispettivamente Lorenzo Cantaluppi e l’ex capogruppo Patrizia Maesani di Fratelli d’Italia, l’ex forzista appena fuoriuscita Antonella Patera e per larghi tratti anche il capogruppo azzurro Toni Tufano).

Nell’opposizione (assenti al momento del voto Bruno Magatti di Civitas e Fabio Aleotti dei Cinque Stelle) sono arrivati i sì anche del Pd e di Svolta Civica, con Maurizio Traglio che ha ripetutamente garantito l’appoggio del suo gruppo all’evento di maggio.

Pesantissime, invece, le critiche dei rapinesiani. “Non vedo l’investimento sullo sport ma solo sull’intrattenimento – ha detto Alessandro Rapinese – Avete soltanto comprato una tappa: Rcs fa i soldi che qualcuno gli dà. Quando si parla di Giro d’Italia, la gente inizia a vaneggiare parlando di sport, ma lo sport vero è quello di chi va a allenarsi e in questa città a volte ha l’acqua fredda per la doccia o non ce l’ha del tutto. Sono soldi buttati per un evento che non serve allo sviluppo di Como”.

“Avrei voluto vedere quei soldi spesi per migliorare gli impianti sportivi in una città che ha le piscine chiuse e il palazzetto crollato – ha rincarato Rapinese – Oppure con la stessa somma avrei invitato 600 tra i migliori sportivi italiani in città, dando alle famiglie 500 euro per il soggiorno. Invece voi avete optato per un investimento buttato via, per una pura questione di soldi. Se io fossi di Abbiategrasso o di Cuneo e avessi una tappa del giro direi: finalmente! A Como no, sembrate solo piazzisti”.

Il collega Fulvio Anzaldo ha chiesto ripetutamente se esista o meno un tariffario ufficiale per i Comuni interessati ad acquistare una tappa, questione a cui l’assessore Caldara ha risposto affermativamente.

“Ma io vorrei vederlo, questo tariffario, e invece non l’abbiamo avuto – ha ribadito Anzaldo – Mi risulta che altre città abbiano speso molto meno per una tappa. E comunque c’erano ben altre priorità per lo sport rispetto a questa spesa voluttuaria”. Ada Mantovani ha infine ribadito di vedere “una spesa scollegata dagli investimenti necessari per gli impianti sportivi, per un evento che rischia di non lasciare nulla di duraturo ai comaschi”.

Aleotti (M5S), prima di lasciare l’aula anzitempo, ha insistito moltissimo sulla probabilissima concomitanza, il prossimo 26 maggio, con il voto per le elezioni europee.

L’esponente pentastellato si è detto molto preoccupato per i disagi alla viabilità e per la possibilità delle categorie più deboli di raggiungere agevolmente i seggi in una Como presumibilmente caotica. “Sono basito – ha detto – Noto un atteggiamento troppo leggero, nessuno si è nemmeno posto il problema”.

A conclusione della serata, Caldara – che per gli stanziamenti a bilancio è stato il vero interlocutore dei consiglieri, rispondendo punto su punto a domande e ordini del giorno – ha invece rilanciato la bontà della scelta.

“Io capisco tutte le preoccupazioni espresse. Quel giorno auspico che il 100% dei comaschi andrà a votare e spero non ci siano eccessivi problemi di traffico. Ma voglio precisare che con questo investimento non rinunciamo affatto agli interventi sullo sport e sugli impianti, né agli asfalti in città per cui abbiamo previsto 2 milioni di euro. Nello stesso tempo non vogliamo rinunciare alla possibilità di ospitare il Giro. E’ un evento storico, un fenomeno sociale prima ancora che sportivo. A queste valutazioni ci siamo riferiti per decidere di ospitarlo”.

  1. Luisa Corti

    Rapinese, sono con te, soldi buttati in nome di un fantasmagorico ritorno: gli unici a guadagnarci saranno i 4 pensionati che di solito vanno a vedere gli scavi…

  2. Luisa

    Sono con Rapinese.. e con il pentostellato.. assurdo s inconcepibile spendere così tanti soldi per una tappa e non spernderli per i nostri impianti sporti che fanno a dir poco schifo. Assurdo che in una giornata di VOTO per Como passino ciclististi e si blocchino tutte le strade com’è accaduto con il giro della lombardia. ABBIAMO DIRITTO A POTER ACCEDERE ALLE NOSTRE URNE TRANQUILAENTE .
    Perché non investire soldi per qualche festa durante l’estate. Como città morta non offre nessun divertimento ai turisti

  3. l’armando

    Il solo fatto che venga utilizzato questo mezzo mediatico, per esternare amarezze recondite, che le Signore evidenziano con acredine contro i pensionati i quali hanno il solo torto di divertirsi come altri milioni di persone che amano il ciclismo, porta alla luce un evidente stato di abbandono delle coscienze, comprese quelle elettorali. Quest’ultime, vengono descritte come extrema ratio e parte di un percorso democratico, fa pensare che è necessario o, quantomeno obbligatorio, arricchire i gestori dei social e non i commercianti -alberghi- artigiani che a Como versano tributi e tasse.

  4. Ettore

    e….adesso cari comaschi sarete fieri che ii vs governanti abbiano deciso per fare investimenti sulla VISIBILITA’ di Como d’altronde e quello che molti volevano mi pare !!!!!
    Vi ricordo che pero’ che …
    i vs figli sono senza piscine a Como ;
    non e’ stata fatta disinfestazione dalle zanzare ma solo occasionale sensibillizzazione pubblicitaria;
    le strade ancora una buona parte sono una groviera ,con i marciapiedi;
    le condotte d’acqua sono a rischio ogni giorno ;
    la rimozione della plastica ovvero pulizia e’ stata oggetto solo di propaganda ;
    le scuole sono da rimettere in sesto;
    il PUT ancora assente da 20anni;
    la TICOSA ferma con le quattro frecce;
    pulizia sulle strade …..lasciamo perdere !!!!!!
    sicurezza notturna precaria .
    comunque buon Giro d’Italia se per voi va bene !!!!!!!

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