Politica

Simone che ha sfidato CasaPound. La mamma (comasca): “Non poteva sopportare questa strumentalizzazione”

Simone, non sapeva. Simone, non ha programmato. Simone, non avrebbe immaginato. Poi è accaduto.

15 anni, felpa, zaino. Modi giusti, pensieri ordinati, nessuna paura. Qualcosa da dire, in quella lingua (postpost-latina) ereditata dagli antichi.

Qualcosa da dire perché non ci ha dormito, perché certe storie non devono accadere. Non è (non solo) la meravigliosa forza dei 15 anni, piuttosto è la smemoratezza di chi non li ha più, quei quindici anni.

Un pensiero come acufene che ti tiene sveglio (che ha tenuto sveglio Simone). Tutto qui. Poi, è l’iper-digital a massificare. Così la storia di Simone, Simoncino, è diventata di popolo. Qui:

Dopo il pane schiacciato, dopo la manifestazione di CasaPound contro i nomadi ospitati a Torre Maura, Simone racconta: “Ho fatto un casino. Però non mi pento”.

Scrive Repubblica.it:

15 anni, figlio di disoccupato e maestra elementare, iscritto al primo anno del liceo linguistico, un fratello di 19, tifoso della Roma, consumatore di rap che prova a replicare in camera con la chitarra, mercoledì scorso alle 18 è andato in mezzo a quelli che avevano calpestato il pane.

A Torre Maura, alle case Isveur. In mezzo a quelli che avrebbero alzato le braccia tese dopo aver messo in fuga gli zingari dal centro di Codirossoni. A loro, a due di CasaPound e a un terzo adulto aggressivo che gli ha messo le mani sulle spalle, gli ha dato schiaffetti sulle guance, Simone ha risposto: «Io sono di Torre Maura e non sono d’ accordo.

Sì, Simone non è d’accordo. “Quello che sta a fa’ lei – ha detto Simone rivolto ad Antonini, tra i leader capitolini di CasaPound – è una leva sulla rabbia della gente. A me ‘sto fatto che bisogna annà sempre contro la minoranza nun me sta bene. Nun me sta bene che nò. Secondo me nessuno deve ésse lasciato dietro. Né italiani, né rom, né africani, né quarsiasi tipo de persone. Io so sicuro che sì”.

Poi, ha aggiunto, rivolgendosi a chi, nel pubblico lo accusava di muoversi per un partito:”Io non c’ho nessuna fazione politica. Io sò de Tore Maura”.

Questo, arcinoto ormai, l’antefatto.

Quindi, una frase: “Ragiono di testa mia, mia madre mi aveva detto di non venire alla manifestazione”.

Mamma sua. Già. Una mamma di Como, racconta sempre Repubblica che l’ha incontrata:

l primo giorno, quello dei panini per terra, Simone ha guardato la diretta Facebook di CasaPound. Non riusciva a staccarsi. Lui, e il fratello Walter, hanno radici profonde a Torre Maura. La difendono. Io avrei voluto tornare al Nord tante volte, i miei figli me lo hanno impedito, sono romani dentro. Simone non poteva sopportare tutta questa strumentalizzazione. “A’ mamma”, mi ha detto, “bisogna dire qualcosa, non si può stare zitti di fronte a questi che vengono a speculare sulla povera gente per raccattare quattro voti. Ci stanno distruggendo il nostro quartiere”.
La notte non ci ha dormito, Simone. La mattina successiva è andato a scuola, il liceo all’ Anagnina, e a metà pomeriggio – mercoledì – è andato alle case Isveur. Con la metropolitana e un gruppo di amici. Conosce la zona.
E in diretta, di fronte al centro che ancora ospita i rom, ha preso parola: “Se ‘sto quartiere è una m…non è certo colpa degli zingari”. È venuta giù Torre Maura, Simone è stato inondato di messaggi. Sul telefonino, su Facebook: “Portali a casa tua gli zingari. Ti ha mandato avanti la sinistra, che a Torre Maura non può metterci la faccia”.

E ora via, con la sassaiola ai Simone e alle Greta Thunberg. Bersagli belli-facili per gente anziana.

 

  1. Rumi

    Grande Simone, ci vuole del fegato per fare quello che ha fatto, difendere il suo quartiere dalle becere lotte politiche che si fanno vedere lì solo in prossimità delle elezioni. #iostoconsimone e sapere che nel suo sangue corre anche il sangue del ndo. Territorio da sempre antifascista, mi riempie di orgoglio!

  2. Lui ha 15 anni e non capisce ancora certe cose, ma almeno voi genitori potreste cercare di spiegargliele…
    E poi… Adulto aggressivo? L’autore dell’articolo dove l’ha visto?

    • giorgio

      Spiegaci tu che capisci allora.

  3. Amelia Longhi

    Per fortuna che ci sono ancora ragazzi che pensano con la loro testa e agiscono di conseguenza. Bravo!!!

  4. Daniela

    Simone sei grande, in tutti i sensi. Pensare con la propria testa e non avere paura, solo così rinasce la democrazia. Quello che vediamo adesso è solo una folla amareggiata e scomposta che è facile da manovrare, perchè a pensare con la sua testa, purtroppo, non glielo ha insegnato nessuno. Non dobbiamo farci risucchiare nella folla, non farci fermare dalle intimidazioni, e tu ci hai dimostrato come fare.

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